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L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
C’è un mobile game che ti fa “catturare” i gatti randagi che incontri per strada come i Pokémon in Pokémon Go Si chiama CatchCat e ha anche un archivio, molto simile a un Pokedex, in cui i gatti vengono classificati con statistiche e punti esperienza.
Quello che sta investendo l’Europa è un evento climatico estremo chiamato omega block Si tratta di un fronte di alta pressione intrappolato tra due di bassa pressione. In sostanza, di una "cupola" di aria calda schiacciata sul continente.
Il cofondatore di Wikipedia è stato bannato da Wikipedia perché ha provato a cambiare le regole di Wikipedia senza seguire le regole di Wikipedia Larry Sanger ha proposto una riforma di tutto il sistema dell'enciclopedia online, ma a quanto pare lo ha fatto nella maniera sbagliata.
L’album “perduto” dei Deftones, Eros, è stato pubblicato online dopo 18 anni E i fan si sono divisi, tra chi ha accolto la notizia con entusiasmo e chi si è indignato ricordando la storia tragica che portò alla cancellazione di quel disco.
A Londra hanno dovuto cancellare un evento sul caldo estremo a causa del caldo estremo Un evento in cui il tema era trovare il modo di sopravvivere al caldo estremo senza stravolgere la propria vita quotidiana.
In Tasmania stanno installando un monolite artificiale che sarà la “scatola nera” della fine del mondo e dell’estinzione dell’umanità Funzionerà esattamente come la scatola nera di un aereo, registrando l’apocalisse giorno dopo giorno.

Una donna canadese ha restituito reperti rubati a Pompei sostenendo che le hanno portato sfortuna

12 Ottobre 2020

Mentre era in luna di miele in Italia, il 29 giugno del 1964, una turista canadese rubò dagli scavi di Pompei un reperto archeologico. All’epoca ventenne, la donna – identificata solo come Nicole – ha consegnato il pacco ai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli: un’antefissa in terracotta della fine del I secolo d.C., che ornava la copertura del quadriportico dei teatri, parti di un’anfora e un pezzo di ceramica. «Teneteveli, portano sfortuna», avrebbe detto in lacrime al momento della riconsegna, alludendo al fatto che i reperti sarebbero maledetti, la causa dei tumori al seno avuti nel corso della vita e delle numerose problematiche finanziarie affrontate dalla famiglia.

«Ecco, finalmente, ora posso dormire tranquilla, mi sono liberata da un peso che con l’età era divenuto sempre più insopportabile per la mia coscienza, grazie a tutti», ha aggiunto. Come spiega il Guardian, l’ormai ultra settantenne dopo il pentimento, ha preso contatti con la Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia alla quale ha segnalato il possesso degli oggetti e la sua intenzione di riportarli in Italia. La Soprintendenza ha subito avvertito i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli fornendo anche i primi riscontri circa l’effettiva appartenenza dei reperti al sito archeologico. Ne sono seguite indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, che hanno permesso di identificare la donna e di contattarla per convincerla a restituire il frammento pompeiano e definire le modalità della sua consegna. La donna si è recata negli uffici del Nucleo TPC di Castel Sant’Elmo e ha restituito tutto. «Siamo tutte bravi persone, e non voglio trasmettere questa maledizione alla mia famiglia o ai miei figli», ha continuato. Come in un film della saga di The Librarian, sul bibliotecario che deve proteggere una collezione di potenti e pericolosi reperti mitico-leggendari.

Ma Nicole non è stata l’unica a pentirsi, o ad alludere al fatto che simili oggetti possano davvero essere maledetti. Nel pacco consegnato infatti, erano presenti anche alcune pietre raccolte dal sito nel 2005, e una lettera scritta da una coppia, sempre canadese: «Li abbiamo presi senza pensare al dolore e alla sofferenza che queste povere anime hanno vissuto durante l’eruzione del Vesuvio e la loro terribile morte», hanno scritto. «Siamo spiacenti, perdonaci per aver fatto questa scelta terribile. Possano le loro anime riposare in pace».

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