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20:56 mercoledì 25 febbraio 2026
Un’artista ha passato gli ultimi 12 anni a girare un remake di Titanic identico inquadratura per inquadratura a quello di James Cameron L'opera è dell'artista cilena Claudia Bitrán, si intitola Titanic, A Deep Emotion e verrà esposta alla Cristin Tierney Gallery di New York.
A Milano ha aperto BAOL, la prima biblioteca a offerta libera della città, pensata per i lettori in difficoltà economiche Si trova in viale Molise n. 47 e funziona così: chi vuole prendere in prestito, prende in prestito; chi vuole comprare, paga quel che può.
Un partito dell’estrema destra polacca che si chiama Nuova speranza, come un film di Star Wars, ha dovuto cambiare nome e ora si chiama L’impero colpisce ancora, come un film di Star Wars Il curioso cambio di nome è stato necessario per evitare la cancellazione, decisa da una sentenza di un tribunale di Varsavia per questioni finanziarie.
Aimee Lou Wood sarà Jane Eyre in una nuova serie che certifica come le sorelle Brontë siano tornate di moda Dopo il successo di "Cime tempestose" anche il classico di Charlotte Brontë avrà un nuovo adattamento, con protagonista la star di Sex Education.
Cinque anni dopo lo scioglimento, i Daft Punk hanno pubblicato un nuovo video Si tratta del video ufficiale di "Human After All" e contiene immagini Electroma, il loro film di fantascienza del 2006.
Una battaglia di palle di neve organizzata in un parco di New York è degenerata quando i partecipanti hanno iniziato a prendere a palle di neve la polizia Degenerata nel vero senso della parola: due agenti sono finiti al pronto soccorso e la polizia sta dando la caccia a due degli "aggressori".
È morto Giancarlo Politi, il fondatore di Flash Art e uno dei critici d’arte più influenti del ‘900 Editore e critico, con la sua rivista ha creato un punto di riferimento per l’arte internazionale, lanciando molti nomi della scena contemporanea.
Il momento più commentato della prima serata di Sanremo è stato un refuso in una grafica nella quale la repubblica è diventata “la repupplica” L'errore è stato corretto abbastanza velocemente. Ma non abbastanza per evitare ore di scherno sui social.

Una donna canadese ha restituito reperti rubati a Pompei sostenendo che le hanno portato sfortuna

12 Ottobre 2020

Mentre era in luna di miele in Italia, il 29 giugno del 1964, una turista canadese rubò dagli scavi di Pompei un reperto archeologico. All’epoca ventenne, la donna – identificata solo come Nicole – ha consegnato il pacco ai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli: un’antefissa in terracotta della fine del I secolo d.C., che ornava la copertura del quadriportico dei teatri, parti di un’anfora e un pezzo di ceramica. «Teneteveli, portano sfortuna», avrebbe detto in lacrime al momento della riconsegna, alludendo al fatto che i reperti sarebbero maledetti, la causa dei tumori al seno avuti nel corso della vita e delle numerose problematiche finanziarie affrontate dalla famiglia.

«Ecco, finalmente, ora posso dormire tranquilla, mi sono liberata da un peso che con l’età era divenuto sempre più insopportabile per la mia coscienza, grazie a tutti», ha aggiunto. Come spiega il Guardian, l’ormai ultra settantenne dopo il pentimento, ha preso contatti con la Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia alla quale ha segnalato il possesso degli oggetti e la sua intenzione di riportarli in Italia. La Soprintendenza ha subito avvertito i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli fornendo anche i primi riscontri circa l’effettiva appartenenza dei reperti al sito archeologico. Ne sono seguite indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, che hanno permesso di identificare la donna e di contattarla per convincerla a restituire il frammento pompeiano e definire le modalità della sua consegna. La donna si è recata negli uffici del Nucleo TPC di Castel Sant’Elmo e ha restituito tutto. «Siamo tutte bravi persone, e non voglio trasmettere questa maledizione alla mia famiglia o ai miei figli», ha continuato. Come in un film della saga di The Librarian, sul bibliotecario che deve proteggere una collezione di potenti e pericolosi reperti mitico-leggendari.

Ma Nicole non è stata l’unica a pentirsi, o ad alludere al fatto che simili oggetti possano davvero essere maledetti. Nel pacco consegnato infatti, erano presenti anche alcune pietre raccolte dal sito nel 2005, e una lettera scritta da una coppia, sempre canadese: «Li abbiamo presi senza pensare al dolore e alla sofferenza che queste povere anime hanno vissuto durante l’eruzione del Vesuvio e la loro terribile morte», hanno scritto. «Siamo spiacenti, perdonaci per aver fatto questa scelta terribile. Possano le loro anime riposare in pace».

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