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23:40 mercoledì 28 ottobre 2026
Nel Mediterraneo ci sono così tanti yacht che i miliardari non trovano più posti in cui parcheggiarli Nel mondo ci sono circa 210 mila yacht più lunghi di 12 metri e 160 mila posti barca per ormeggiarli. Per i proprietari è diventata una gara, per i fondi d'investimento uno degli affari più promettenti del momento.
I Calibro 35 hanno fatto un album interamente ispirato ai romanzi di James Ellroy e alla Los Angeles dei noir Nato come colonna sonora del documentario di Francesco Zippel premiato con il Nastro d’Argento, Ellroy vs L.A. è il nuovo disco dei Calibro 35: 12 brani di funk noir ispirati al maestro del crime americano.
In Cina la bolla dell’AI è già scoppiata, anticipando quello che potrebbe succedere anche negli Stati Uniti e in Europa In quattro mesi i titoli cinesi dell'intelligenza artificiale e dei chip hanno perso 480 miliardi di dollari. La bolla è già scoppiata, e quello che succede a Pechino potrebbe anticipare quello che succederà in Occidente.
A giudicare dal trailer finale, Dune – Parte 3 di Denis Villeneuve è completamente diverso da Dune Messiah di Frank Herbert, tranne che per un fondamentale dettaglio Dettaglio che ovviamente riguarda il personaggio di Paul e che fu la ragione che spinse Herbert a scrivere un secondo libro con lui protagonista.
In India è uscito un videogioco ispirato alle proteste del “Partito degli Scarafaggi” in cui bisogna organizzare una manifestazione scansando i manganelli, i lacrimogeni e gli idranti della polizia Si parte da soli in una strada di Delhi, si raccolgono manifestanti e si scappa dalla polizia per arrivare a Jantar Mantar, luogo simbolo delle proteste nella capitale.
C’è una AI che si autodefinisce “rigenerativa” perché ogni 100 conversazioni fatte con lei finanza la piantumazione di un albero EcoGPT è un assistente AI come ChatGPT, ma usa modelli più piccoli e finanzia la piantumazione di alberi in Africa in base a quanto lo si usa. Un’idea simile a quella di Ecosia, che però non convince tutti.
I partiti palestinesi hanno ottenuto un successo senza precedenti alle elezioni in Israele e saranno determinanti per impedire a Netanyahu di tornare al potere Circa 8 palestinesi israeliani su 10 hanno votato e i partiti arabi hanno ottenuto il record di seggi nella Knesset. Il loro contributo farà la differenza.
Se la nuova campagna di Prada sembra fatta da Disney è perché è stata disegnata da un animatore Disney L'autore del mondo immaginario in cui sono immersi i modelli e le modelle è John Pomeroy, disegnatore di 75 anni che tra le altre cose lavorò a Winnie the Pooh and Tigger Too, Bianca e Bernie e Pocahontas.

Oltre il critico cinematografico, lo youtuber

Stanchi delle solite recensioni cinematografiche, abbiamo provato alcuni "youtuber" specializzati – più o meno – sull'argomento. Alla fine siamo tornati alle recensioni normali. Peccato, però.

25 Marzo 2015

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Appassionati di cinema, voi che per esempio ogni tanto capitate su questa rubrica, cos’altro leggete? Come vi informate su quello che esce al cinema? A chi vi rivolgete quando volete leggere una critica soddisfacente su un film che vi interessa? La leggete prima di vedere il film in questione o preferite fare ricerche una volta usciti dal cinema? Leggete solo riviste specializzate o avete una cartella apposta tra i preferiti del vostro browser con tutti i siti per voi indispensabili per la comprensione della settima arte?

Non so cosa ne pensiate voi ma per quanto mi riguarda direi che la situazione della critica cinematografica ufficiale in Italia, quella per intenderci della grandi firme, dei critici riconoscibili e affermati, non è tra le più rosee. Essendo ormai io un anziano signore che non vede l’ora di mettersi le mani dietro la schiena di fronte ai lavori per l’EXPO per poi lamentarmi senza sosta, faccio molta fatica a trovare qualcosa di interessante e il più delle volte – per l’appunto – mi lamento. Sui quotidiani lo spazio dedicato al cinema è sempre più ristretto e difficilmente si va oltre la recensione/sinossi. Per leggere qualcosa di stimolante bisogna sperare che le battute concesse al povero critico siano superiori alle duemila, oppure andare a spulciare in quelle zone d’ombra, in quelle oasi in via d’estinzione in cui parlare di cinema non viene considerato un’attività polverosa, noiosa e inscindibile dai parallelismi politici.

Permettetemi, ai fini di quanto vogliamo raccontare qui oggi, un piccolo spazio autoreferenziale. L’anno scorso sono stato invitato all’Università di Bologna per partecipare a una conferenza sullo stato di salute della critica cinematografica online in Italia. Il mio compito era quello di tentare di spiegare il successo di pubblico de i400calci.com – La Rivista di Cinema da Combattimento fondata da Nanni Cobretti e con cui collaboro sin dalla sua nascita, ovvero sei anni fa. Si tratta fondamentalmente di un blog specializzato in genere action e horror, ovvero quello che non trova spazio sulla già citata critica ufficiale. I 400 Calci, parlando con cognizione di causa di quel tipo di cinema che viene solitamente snobbato o trattato da altri con leggerezza, s’è guadagnato in brevissimo tempo un vasto pubblico di fedelissimi ed è oggi tra i più letti in Italia. Questo per dire che una delle poche via per sopravvivere in rete è la specializzazione, la nicchia. I blog dell’epoca di Splinder, quelli che recensivano tutto quello che si poteva vedere in sala, sono morti da tempo. Certo, qualcuno resiste, ma il panorama è inevitabilmente cambiato. I sopravvissuti sono fondamentalmente di due tipologie: quelli che hanno scelto di concentrarsi su un genere o su una certa angolatura e le personalità, quelli che possono scrivere di tutto, dalla musica al cinema passando per la geopolitica e l’economia. Per il resto ci sono piattaforme che mettono insieme recensioni prese da altri siti, recensioni scritte ex novo, approfondimenti e speciali, cartelle stampa e orribili player inutilizzabile sui cui guardare un trailer in esclusiva. Questo vuoto però non poteva rimanere tale per sempre, no?

L’intervento più interessante della conferenza, oltre a quello delle due grandi firme della critica cartacea che potremmo riassumere con le frasi: «Ai tempi nostri era tutto più bello! Formidabili quegli anni! I ragazzini dell’internet non hanno la nostra Passione!», è stato quello fatto dall’amico e professore Paolo Noto che ha preso in esame l’unico vero nuovo fenomeno della critica cinematografica online in Italia: le video-recensioni su Youtube. Da qualche anno a questa parte anche da noi sono spuntati i primi youtuber. In un mondo a me distante per questione anagrafiche sono nati quella manciata di youtuber che oggi, in Italia, possono dirsi a tutti gli effetti famosi. I più noti in questo momento o litigano con Selvaggia Lucarelli o sono in quel limbo misterioso che separa la rete dalla televisione. Ma oltre a loro ce ne sono tantissimi altri, tra cui quelli che utilizzano il loro canale youtube per fare delle recensioni di film.

Come funziona una recensione di un film su Youtube? In modo molto semplice: si accende la webcam e si parla del film guardando in camera. Tutto qui? Più o meno sì. Qualcuno, con un po’ di confidenza con programmi di montaggio video, utilizza quel linguaggio che nella mia mente è inserito nella cartella “servizio de Le Iene”: stacchi molto rapidi, il 98% delle volte sempre nello stesso ambiente, utili all’inserimento di piccoli momenti umoristici. Ripeto la domanda: tutto qui? Sì, non c’è veramente null’altro. Il recensore il più delle volte è nella sua cameretta, circondato da gadget, poster e d altri oggetti che hanno la funzione di testimoniare la sua passione nei confronti del cinema, e parla di quello che ha visto in sala. Non ci sono pezzi del  film in questione o interviste ad altri. Rarissimamente qualcuno riesce ad inserire nel quadro la locandina del film di cui sta parlando, ma non si va oltre. Non c’è nulla se non lo youtuber che parla. E solitamente lo fa per un quantitativo di minuti che è almeno dieci volte quello che pensiamo possa essere la durata media dell’attenzione di un utente di youtube. Otto minuti per quelli concisi, oltre la mezz’ora per quelli che non si tengono. Ma non eravamo nell’epoca della velocità e dei microcontenuti? Eppure le visualizzazioni sono alte quando non altissime e alcuni di questi youtuber sono diventati dei veri e propri personaggi, accolti come superstar alle convention di fumetti e videogames. Che dire? Così è se vi pare. Ma non si può fare a meno di pensare che sia un’occasione sprecata.

La novità del mezzo, la possibilità di potersi appoggiare a un linguaggio visivo, non viene sfruttata in nessuna delle sue potenzialità.

(Il mio interesse nei confronti delle videorecensioni arriva dalla scoperta del canale statunitense Every Frame A Painting di Tony Zhou. Qui non troverete recensioni di film in uscita ma piccole e approfondite lezioni di analisi cinematografica estremamente piacevoli e chiare, in cui il linguaggio video viene sfruttato al massimo delle sue potenzialità. Una voce off che spiega quello che si vede. Fateci un giro: ne rimarrete stregati.)

Quello che colpisce maggiormente delle recensioni su Youtube è come non ci sia nulla di differente rispetto a quelle che un tempo trovavamo scritte sui più disparati blog di cinema. La novità, la possibilità di potersi appoggiare ad un linguaggio visivo, non viene sfruttata in nessuna delle sue potenzialità ma è anzi subordinata a quello che potremmo chiamare “recitazione”. L’impressione che si ha facendosi un giro sui canali più popolari è che gli youtuber vogliano dimostrare in prima battuta di avere una personalità ben definita, cementata dalle loro reazioni al film, spesso estremamente fisiche. Questo ovviamente porta i fruitori ad affezionarsi al proprio recensore preferito (banalmente: “mi fa ridere quello che quando il film non gli piace urla come un pazzo e finge di bere una bottiglia di candeggina), ma finisce per mettere in secondo piano quello che dovrebbe essere il fulcro del video: la recensione o un qualsiasi tentativo di analisi cinematografica.

Immagine e video: una scena di Io e Annie (1977); youtuber cinematografici italiani alle prese con 50 sfumature di grigio
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