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TikTok ha chiuso l’account di Bisan Owda, una delle più note e apprezzate giornaliste palestinesi, senza una spiegazione Secondo la giornalista, 1.4 milioni di follower, vincitrice di un Emmy per i suoi reportage, la versione Usa dell'app sta censurando le voci palestinesi.
È uscita la prima immagine di Paul Mescal, Barry Keoghan, Harris Dickinson e Joseph Quinn nei panni dei Beatles e in tanti li trovano piuttosto buffi Hanno colpito molto soprattutto la scodella e i baffoni sfoggiati da Barry Keoghan, che nella saga diretta da Sam Mendes sarà Ringo Starr.
L’IDF ha confermato che i morti a Gaza sono almeno 70 mila, la stessa cifra riportata dal ministero della Salute della Striscia Finora, il numero di 71,667 non era stato considerato credibile da alcuni perché fornito da Hamas. Adesso anche l'esercito israeliano lo conferma.
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Nel sottosuolo di Niscemi c’è un sistema di rilevamento delle frane di cui tutti si sarebbero “dimenticati” per 20 anni Lo si è scoperto grazie a un'inchiesta della Stampa, secondo la quale gli strumenti di rilevamento sarebbero stati installati e poi abbandonati.
Un uomo ha tentato di far evadere dal carcere Luigi Mangione usando un forchettone da barbecue e una rotella tagliapizza L'improbabile colpo tentato da un ex pizzaiolo noto alle autorità si è concluso con la sua incarcerazione nella stessa prigione di Mangione.
Dopo due mesi di silenzio, Paul Dano ha risposto ai commenti offensivi che Quentin Tarantino ha fatto su di lui Al Sundance Film Festival, Dano ha raccontato di essere estremamente grato alle persone che lo hanno difeso

Splendidi Reietti, l’impressionante esordio di Seven

Il misterioso autore cinese, di stanza a Hong Kong per sfuggire alla censura, firma un'opera che mette assieme l'intuito narrativo del romanziere e il gusto per l'immagine del fumettista.

25 Gennaio 2022

Per una qualche sorta di assonanza che esiste principalmente nella mia testa, quando penso al titolo (azzeccatissimo) di questo Splendidi Reietti, mi viene spesso in mente per sbaglio quello di Teneri Violenti, romanzo di Ivan Carozzi: anche quello sarebbe un titolo adatto a descrivere le vite dei personaggi che si inseguono e si tormentano in questo libro a fumetti cinese del 2019, pubblicato ora in italiano da add editore. L’accostamento più banale che si potrebbe fare rispetto a queste storie di perdizione e malinconia esistenziale è quello con il primo Bret Easton Ellis, ma ci sono delle differenze sostanziali. Innanzitutto i protagonisti che osserviamo vivere in questa storia non sono ricchi. Non sembrano porsi particolarmente il problema del lavoro, ma vivono nello squallore di stanze minuscole, piene di vecchi giornali e mozziconi di sigarette, illuminate soltanto dalle onnipresenti luci di schermi che proiettano anime e schermate di dating app e sistemi di messaggistica. Dove negli anni Ottanta californiani c’erano vestiti di marca e ristoranti di lusso, qui lo stile di vita dominante è quello di chi resta a letto senza lavarsi per un mese.

In comune ci sono la promiscuità e le droghe, e questo richiama semmai più da vicino il romanzo cult giapponese Blu quasi trasparente di Ryū Murakami, che nel lontano 1976 già metteva in scena lo spaesamento di una generazione rifugiatasi tra sesso e sostanze psicotrope. Anche i personaggi che, nel loro vagare tra passioni furiose e apatia, animano questo Splendidi Reietti possono essere definiti dei tossici, nonostante di fatto le droghe non siano nemmeno poi così tanto presenti. A farla da padrone sono più che altro l’alcol, le sigarette e incontenibili pulsioni principalmente sessuali e a volte affettive che ne riempiono completamente le giornate, le uniche attività che i giovani queer dalle velleitarie aspirazioni artistiche che popolano la città costiera scenario di questo libro compiono ossessivamente, a parte mangiare e dormire. Se fosse tutto qui, per quanto bello e interessante, il lavoro di Seven (misterioso autore underground cinese di stanza a Hong Kong, le cui note biografiche rivelano pochissimo, neanche il suo vero nome, per non incappare in censure di sorta) non sarebbe qualcosa di particolarmente nuovo e interessante, nonostante i temi toccati siano ipercontemporanei. Quello che fa la differenza è innanzitutto la maestria dell’autore nel gestire la struttura narrativa e i diversi piani di realtà e di tempo che si vanno a intersecare in continuazione, risultando però sempre perfettamente chiari, e soprattutto l’impressionante aspetto grafico.

Troppo spesso nel mondo del fumetto incontriamo autori dalle storie brillanti ma con un segno non particolarmente incisivo, che svolge semplicemente la sua funzione di servizio, oppure ammiriamo splendide tavole sorrette da storie inconsistenti, realizzate da grandissimi illustratori che non hanno poi tanto da raccontare. Il valore aggiunto del mezzo, e dei suoi migliori esponenti, sta invece proprio nella commistione tra questi due aspetti, e le soluzioni estetiche di Seven sono inscindibili dal modo in cui è narrata la storia: catapultano il lettore al suo interno con un’illusione di polisensorialità che sembra essere l’unico modo davvero efficace di creare un legame con i suoi sfuggenti protagonisti. Visioni, scritte, onomatopee, immagini lisergiche dal sapore fotografico su scenari di luci al neon fanno molto più che da sfondo alla storia, diventandone una parte imprescindibile. L’impressionante perizia tecnica di Seven è estremamente affascinante senza mai essere fine a se stessa, indissolubilmente legata com’è alle atmosfere e alle storie che racconta. Splendidi Reietti è l’esordio di un talento impressionante di cui prendere nota, meravigliati e stupefatti, anche mentre ci troviamo di fronte a un affresco che lascia ben poco spazio alla speranza di riuscire ad attribuire un senso alla nostra inafferrabile esistenza.

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