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20:43 mercoledì 14 gennaio 2026
In Uganda hanno deciso che l’unico modo per avere elezioni regolari e pacifiche è chiudere internet In tutto il Paese è impossibile connettersi già da martedì 13 gennaio e sarà così fino alla chiusura delle urne, prevista per la sera del 15.
C2C Festival festeggia il suo venticinquesimo compleanno svelando la line-up della seconda edizione del festival a New York L'8 maggio 2026 C2C Festival torna al Knockdown Center con un programma ancora più ambizioso. Tra gli ospiti più attesi Arca, Los Thuthanaka ed Elias Rønnenfelt.
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Grazie al suo amore per i blockbuster, Zoe Saldaña è diventata l’attrice che ha “incassato” di più nella storia del cinema Dopo il successo del terzo Avatar, che si aggiunge a quello dei film Marvel e di Star Trek, l'attrice ha stabilito un record.
Uno dei segnali di distensione tra Usa e Venezuela è il ritorno dei politici venezuelani su X Compresa la Presidente ad interim Delcy Rodriguez, che ha ricominciato a postare a un anno dall'ultima volta.
Durante la visita a una fabbrica della Ford, Trump ha fatto il dito medio a un operaio che gli aveva urlato “protettore dei pedofili” L'operaio è stato poi sospeso dall'azienda e definito «un fuori di testa» dal responsabile della comunicazione della Casa Bianca.
Jafar Panahi ha chiesto alla comunità internazionale di intervenire in Iran per «fermare il massacro» Nel suo appello, il regista ha spiegato di temere che la repressione sia soltanto all'inizio e che il peggio debba ancora arrivare.
Il Presidente della Groenlandia ha detto che se proprio i suoi concittadini dovessero scegliere tra Usa e Danimarca, sceglierebbero la Danimarca «Scegliamo la Nato. Scegliamo il Regno di Danimarca. Scegliamo l'Unione europea», ha detto Jens-Frederik Nielsen.

È morta a 80 anni l’artista Rebecca Horn

09 Settembre 2024

Nata a Michelstadt, in Germania, nel 1944, l’artista tedesca Rebecca Horn aveva un rapporto molto speciale con l’Italia e in particolare con la città di Napoli, dove c’è la sua galleria italiana, Studio Trisorio, il museo Madre, che conserva nella collezione permanente la sua installazione “Spirits“, e soprattutto dove realizzò una delle sue più amate opere d’arte pubblica, nel 2002, quando riempì Piazza Plebiscito di 333 “capuzzelle” (dei teschi in ghisa che riproducevano uno dei teschi del Cimitero delle Fontanelle di Napoli), ognuna dotata di una piccola aureola costituita da un cerchio di neon bianco: l’opera si chiamava “Spiriti di madreperla“ ed era una celebrazione del culto dei morti. Ma si ricorda il suo lavoro anche a Torino, dove nel 1999, in occasione della mostra di arte pubblica Luci d’Artista, Horn aveva decorato lo spazio intorno a Santa Maria al Monte dei Cappuccini con 72 cerchi di neon azzurri di diverse dimensioni, rinominati “Piccoli Spiriti Blu”. L’opera è diventata permanente e viene attivata ogni anno durante i mesi invernali in concomitanza con Luci d’Artista.

Per ripercorrere la sua lunga e prolifica carriera artistica, che comprende installazioni, sculture, performance, cortometraggi e lungometraggi di fiction (il più conosciuto è forse Buster’s Bedroom del 1990), è ancora possibile visitare la grande mostra antologica all’Haus der Kunst a Monaco di Baviera, aperta fino al 13 ottobre 2024. «Che si descriva l’artista come un’inventrice, una regista, un’autrice, una compositrice o una poetessa, lei si vede prima di tutto come una coreografa», si legge nel testo che presenta la mostra. «Horn descrive la sua pratica artistica come un insieme di relazioni attentamente calcolate tra spazio, luce, fisicità, suono e ritmo».

Tra il 1968 e il 1972 Horn iniziò a creare una serie di performance intitolate Personal Art: «Le mie opere sono stazioni in un processo di trasformazione», affermava. Come molti artisti della sua generazione, Horn lavorava molto con la fibra di vetro e il poliestere che causarono gravi danni ai suoi polmoni e la costrinsero a un lungo periodo di convalescenza. Fu proprio durante il ricovero che l’artista iniziò ad abbozzare i progetti per le sue famose sculture indossabili o “estensioni del corpo”.

Le opere della giovane Rebecca Horn, che dopo aver studiato pittura e scultura alla Hochschule fur Bildenden Kunst di Amburgo e poi alla St. Martin’s School of Art di Londra nel 1970, si trasferì negli Stati Uniti, ottennero un consenso immediato. Nel 1972, a soli ventotto anni, venne invitata a partecipare alla quinta edizione di documenta, la manifestazione artistica che si tiene ogni 5 anni a Kassel ed è ritenuta una delle più importanti del mondo. Nel corso della sua carriera ha esposto nelle principali istituzioni museali del mondo e ha partecipato alle più importanti esposizioni internazionali, dalle successive edizioni di documenta (1977, 1982 e 1992) alla Biennale di Venezia (1980, 1986, 1997 e 2022). I suoi lavori sono nelle collezioni di musei come il Guggenheim di New York, la Tate Gallery di Londra, il Centre Pompidou di Parigi e la Nationalgalerie di Berlino.

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