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21:47 lunedì 16 marzo 2026
Il creatore di Fortnite sta usando i miliardi guadagnati con il videogioco per comprare foreste e salvarle dall’abbattimento Tim Sweeney sta usando il suo patrimonio personale per salvare milioni di chilometri quadrati di foresta, sottraendoli alla speculazione immobiliare.
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In Voce Triennale arriva Equinozio, tre giorni e tre notti di concerti, performance e talk per festeggiare l’inizio della primavera Da venerdì 20 a domenica 22 marzo «una lunga e leggera progressione di danze», come l'ha definita il curatore Carlo Antonelli.
Macron ha usato una canzone dei Justice come colonna sonora del video in cui presenta il nuovo arsenale nucleare francese Il post è stato successivamente modificato per rimuovere la canzone, lasciando solo le parole nette del Presidente sull’invincibilità delle armi nucleari francesi.
Il siparietto tra Anna Wintour e Anne Hathaway sul palco degli Oscar è la miglior trovata della campagna promozionale del Diavolo veste Prada 2 Non c'è ancora la certezza matematica della sua partecipazione al sequel, ma sul palco degli Oscar di ieri si è molto immedesimata nel ruolo di Miranda Priestly.
A Sean Penn importa così poco di aver vinto l’Oscar che non si è presentato alla cerimonia e non ha mandato nessuno a ritirare il premio al posto suo «Non ha potuto essere qui questa sera, o non ha voluto, quindi ritirerò il premio a suo nome», ha detto Kieran Culkin, che ha ritirato il premio per lui.
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È morta a 80 anni l’artista Rebecca Horn

09 Settembre 2024

Nata a Michelstadt, in Germania, nel 1944, l’artista tedesca Rebecca Horn aveva un rapporto molto speciale con l’Italia e in particolare con la città di Napoli, dove c’è la sua galleria italiana, Studio Trisorio, il museo Madre, che conserva nella collezione permanente la sua installazione “Spirits“, e soprattutto dove realizzò una delle sue più amate opere d’arte pubblica, nel 2002, quando riempì Piazza Plebiscito di 333 “capuzzelle” (dei teschi in ghisa che riproducevano uno dei teschi del Cimitero delle Fontanelle di Napoli), ognuna dotata di una piccola aureola costituita da un cerchio di neon bianco: l’opera si chiamava “Spiriti di madreperla“ ed era una celebrazione del culto dei morti. Ma si ricorda il suo lavoro anche a Torino, dove nel 1999, in occasione della mostra di arte pubblica Luci d’Artista, Horn aveva decorato lo spazio intorno a Santa Maria al Monte dei Cappuccini con 72 cerchi di neon azzurri di diverse dimensioni, rinominati “Piccoli Spiriti Blu”. L’opera è diventata permanente e viene attivata ogni anno durante i mesi invernali in concomitanza con Luci d’Artista.

Per ripercorrere la sua lunga e prolifica carriera artistica, che comprende installazioni, sculture, performance, cortometraggi e lungometraggi di fiction (il più conosciuto è forse Buster’s Bedroom del 1990), è ancora possibile visitare la grande mostra antologica all’Haus der Kunst a Monaco di Baviera, aperta fino al 13 ottobre 2024. «Che si descriva l’artista come un’inventrice, una regista, un’autrice, una compositrice o una poetessa, lei si vede prima di tutto come una coreografa», si legge nel testo che presenta la mostra. «Horn descrive la sua pratica artistica come un insieme di relazioni attentamente calcolate tra spazio, luce, fisicità, suono e ritmo».

Tra il 1968 e il 1972 Horn iniziò a creare una serie di performance intitolate Personal Art: «Le mie opere sono stazioni in un processo di trasformazione», affermava. Come molti artisti della sua generazione, Horn lavorava molto con la fibra di vetro e il poliestere che causarono gravi danni ai suoi polmoni e la costrinsero a un lungo periodo di convalescenza. Fu proprio durante il ricovero che l’artista iniziò ad abbozzare i progetti per le sue famose sculture indossabili o “estensioni del corpo”.

Le opere della giovane Rebecca Horn, che dopo aver studiato pittura e scultura alla Hochschule fur Bildenden Kunst di Amburgo e poi alla St. Martin’s School of Art di Londra nel 1970, si trasferì negli Stati Uniti, ottennero un consenso immediato. Nel 1972, a soli ventotto anni, venne invitata a partecipare alla quinta edizione di documenta, la manifestazione artistica che si tiene ogni 5 anni a Kassel ed è ritenuta una delle più importanti del mondo. Nel corso della sua carriera ha esposto nelle principali istituzioni museali del mondo e ha partecipato alle più importanti esposizioni internazionali, dalle successive edizioni di documenta (1977, 1982 e 1992) alla Biennale di Venezia (1980, 1986, 1997 e 2022). I suoi lavori sono nelle collezioni di musei come il Guggenheim di New York, la Tate Gallery di Londra, il Centre Pompidou di Parigi e la Nationalgalerie di Berlino.

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