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TikTok ha chiuso l’account di Bisan Owda, una delle più note e apprezzate giornaliste palestinesi, senza una spiegazione Secondo la giornalista, 1.4 milioni di follower, vincitrice di un Emmy per i suoi reportage, la versione Usa dell'app sta censurando le voci palestinesi.
È uscita la prima immagine di Paul Mescal, Barry Keoghan, Harris Dickinson e Joseph Quinn nei panni dei Beatles e in tanti li trovano piuttosto buffi Hanno colpito molto soprattutto la scodella e i baffoni sfoggiati da Barry Keoghan, che nella saga diretta da Sam Mendes sarà Ringo Starr.
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Yung Lean, Robyn, Arca, Oklou, Kelela e tutte le altre buone ragioni per festeggiare i 25 anni di C2C Festival Sono finalmente stati annunciati i primi artisti che suoneranno a Torino dal 29 ottobre al 1 novembre 2026.
Il documentario su Melania Trump è appena uscito ma è già uno dei peggiori flop dell’anno Sostanzialmente, finora nessuno ha prenotato né comprato i biglietti. E quindi sarà difficile rientrare dei 70 milioni spesi tra produzione e distribuzione.
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Un uomo ha tentato di far evadere dal carcere Luigi Mangione usando un forchettone da barbecue e una rotella tagliapizza L'improbabile colpo tentato da un ex pizzaiolo noto alle autorità si è concluso con la sua incarcerazione nella stessa prigione di Mangione.
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L’attivista Masih Alinejad ha rivelato il nome della ragazza che si è spogliata per protesta a Teheran

07 Novembre 2024

Quelle che la ritraggono sono immagini tra le più discusse sui social negli ultimi giorni: c’è una ragazza in biancheria intima che si aggira per il cortile dell’università Azad di Teheran, per il governo iraniano è una giovane donna che «soffre di problemi psichici» e che ha compiuto un crimine «contro la morale». Per tanti attivisti e giornalisti iraniani, è invece vittima dei soprusi della gašt-e eršâd, la polizia morale: anche lei, come Mahsa Amini, avrebbe violato la cosiddetta legge sull’hijab. Tormentata dagli agenti, la ragazza avrebbe a un certo punto deciso di spogliarsi e di rimanere quasi nuda davanti all’università. La gašt-e eršâd a quel punto l’avrebbe arrestata, e anche in questo caso ci sono due versioni di cosa sarebbe successo da quel momento in poi: il governo iraniano dice che la ragazza è stata ricoverata in un ospedale psichiatrico, secondo attivisti e giornalisti è stata invece portata in carcere.

Sui social ci si divideva come al solito in squadre avversarie. Da una parte quelli che hanno presa per vera la versione dei fatti data da un regime, dall’altra quelli che hanno aggredito verbalmente i giornalisti che si sono limitati a dire che di questa ragazza non si sapeva davvero nulla e che prima di dire qualsiasi cosa era meglio aspettare, indagare, accertare. Nel frattempo, della ragazza non si riusciva a scoprire niente. Ieri, però, la giornalista e attivista iraniana Masih Alinejad – una delle prime ad aver raccontato la storia – ha pubblicato un post su X in cui dice di aver parlato con parenti e amici della ragazza, che le hanno confermato che non è affetta da nessuna malattia mentale e che davvero si è spogliata in pubblico per protestare contro i soprusi della polizia morale. Finalmente, sappiamo il suo nome: si chiama Mahla Daryaei, ma familiari e amici la chiamano affettuosamente Ahoo. Alinejad scrive che Daryaei è una studentessa brillante, madre di due figli avuti con un marito dal quale si è nel frattempo separata. Negli scorsi giorni la televisione di Stato iraniana aveva intervistato un uomo che affermava di essere il marito di Daryaei e che chiedeva agli spettatori di non guardare e di non condividere i video in cui la si vedeva in biancheria intima. Il profilo Instagram della ragazza, intanto, è stato disattivato, secondo alcuni a opera del regime: in questo modo, senza nessuna foto né video a dimostrare che Daryaei è una persona che conduce una vita normalissima, è più facile far credere alla versione dei fatti in cui la ragazza è un caso clinico.

Nel suo post, Alinejad conferma che Daryaei sarebbe stata ricoverata – a questo punto sarebbe più corretto dire internata – nell’Ospedale psichiatrico iraniano, a Teheran. Le sue condizioni sarebbero preoccupanti: dal suo arrivo è stata isolata in una stanza, piantonata 24 ore su 24 da agenti della polizia. I medici che l’hanno visitata al suo arrivo, racconta Alinejad, l’hanno definita «mentalmente sana». Dopo quella prima visita, solo medici approvati dalle forze dell’ordine hanno avuto modo di visitarla. Una delle fonti di Alinejad, una persona che lavora all’Ospedale psichiatrico, le ha riferito che la polizia sta cercando di «far impazzire» Daryaei costringendola a ingerire pillole e sottoponendola a iniezioni forzate. Al momento, l’ultimo commento del governo iraniano resta quello del ministro della Scienza Hossein Simai Saraf: secondo lui, è stata «un’ottima idea» portare Daryaei all’Ospedale. Resta, nei suoi confronti, l’accusa di aver violato la legge che impone alle donne l’uso dell’hijab.

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