«Al referendum voto no cari saluti» ha annunciato sul social, in una storia che secondo tanti è un rimando anche a Caro diario.
Una racconto distopico in cui l’AI distrugge l’economia mondiale ha causato una perdita di 200 miliardi sul mercato azionario
Secondo alcuni si è trattato di una coincidenza. Secondo altri, il racconto ha mandato nel panico gli investitori e stravolto i mercati per un giorno intero.
Un breve racconto distopico pubblicato su internet ha portato il panico sui mercati finanziari: The 2028 Global Intelligence Crisis, pubblicato da Citrini Research sul suo sito, è diventato sorprendentemente l’erede letterario dello sceneggiato radiofonico di Orson Welles tratto da La guerra dei mondi, quello che convinse moltissime persone negli Stati Uniti che la Terra era stata invasa dai marziani. Con un’importante differenza: al contrario di quello che fece Welles con La guerra dei mondi, The 2028 Global Intelligence Crisis viene chiaramente presentato come uno scenario ipotetico e un esercizio letterario, non come un fatto di cronaca. A spaventare i mercati, in questo caso, è stata la verosimiglianza del futuro immaginato nel racconto.
Scritto con il tono asciutto e tecnico di un report finanziario, il racconto immagina un futuro molto prossimo (il 2028 del titolo, appunto), in cui l’uso dell’intelligenza artificiale ha svuotato interi settori produttivi, sostituendo lavoratori e dirigenti con algoritmi e bot. L’economia sembra apparentemente sana ma in realtà genera un Pil fantasma, in cui le macchine creano reddito senza che questo reddito arrivi alle persone. Il risultato è un prodotto interno lordo che appare robusto nelle statistiche, ma che non si traduce in consumi diffusi e ricchezza distribuita. Il racconto mette in guardia dai pericoli della Human Intelligence Displacement Spiral, il nome con cui si identificala serie di sfortunati eventi che inizia con la diffusione dell’AI e finisce con il definitivo allontanamento dell’essere umano dal lavoro. Più le imprese investono in AI per tagliare costi, più riducono occupazione e salari qualificati. Meno reddito però significa meno consumi. La contrazione della domanda spinge le aziende a una sempre maggiore automazione nel tentativo di ridurre i costi, in un circolo vizioso in cui l’intelligenza umana viene progressivamente espulsa dal sistema economico, fino a portare a una definitiva crisi strutturale.
Secondo quanto racconta Literary Hub, la rapida diffusione della storia sui social e soprattutto sui giornali – ne hanno scritto , tra gli altri, Vox, MarketWatch e Bloomberg – ha coinciso con una giornata di forte turbolenza sui mercati finanziari e in particolare a Wall Street, che hanno bruciato circa 200 miliardi di dollari, secondo stime riportate da diversi media.
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