Uscito il 6 febbraio, nell'album non c'è nulla che si possa definire sbagliato ma non c'è neanche nulla che si possa definire rischioso. Ed è per questo che, secondo molti, è l'ennesima occasione persa. Forse l'ultima, per J. Cole.
Cosa sappiamo di The Movie Critic, il nuovo e forse ultimo film di Tarantino
Dopo essersi dedicato alla scrittura di romanzi e saggi, Quentin Tarantino è tornato a scrivere sceneggiature. Secondo quanto riporta l’Hollywood Reporter, il regista avrebbe finito la prima stesura dello script del suo prossimo film (e forse ultimo, perché «arrivato a una certa età, voglio fermarmi. I registi non migliorano invecchiando. Di solito, i loro peggiori film sono gli ultimi quattro», ha spiegato). Per il momento se ne sa pochissimo e i dettagli sono custoditi come un segreto di Stato, di certo c’è soltanto il titolo, The Movie Critic, e il periodo in cui è programmato l’inizio delle riprese, il prossimo autunno. C’è, poi, un’indiscrezione secondo la quale il film sarà ambientato a Los Angeles, alla fine degli anni Settanta, e avrà come protagonista una donna. Per il cast, ovviamente, c’è ancora da aspettare.
Secondo la ricostruzione dell’Hollywood Reporter, che cita fonti vicine alla produzione, è possibile che il film sia almeno in parte un biopic di Pauline Kael, una delle più importanti critiche cinematografiche e scrittrici del Novecento americano. Kael, morta nel 2001, era nota non solo per il talento nella scrittura ma anche per la passione per i litigi: amava litigare con gli editor delle riviste e case editrici per le quali lavorava e con i registi dei quali scriveva. Alla fine degli anni Settanta, il periodo storico in cui dovrebbe essere ambientato The Movie Critic, Kael lavorava come consulente per Paramount, un lavoro che aveva accettato di fare su suggerimento dell’attore Warren Beatty. A far pensare che The Movie Critic del titolo di film di Tarantino sia davvero Kael c’è anche il fatto che il regista ha in più occasioni, in passato, espresso la sua ammirazione per lei.
Uscito il 6 febbraio, nell'album non c'è nulla che si possa definire sbagliato ma non c'è neanche nulla che si possa definire rischioso. Ed è per questo che, secondo molti, è l'ennesima occasione persa. Forse l'ultima, per J. Cole.
I numeri sono in crescita negli Usa, in UK e anche in Italia: c'entrano collezionismo e nostalgia, ma pure il desiderio di "possedere" la musica che si ama, soprattutto per i più giovani.
Il cast principale include anche Viggo Mortensen, Edward Norton e Javier Bardem, con Alejandro G. Iñárritu a fare da produttore esecutivo.
Analogico, passatista, efficace, molto ben fatto e un po' trombone: la Berlinale l’ha dominata chi ha tentato di dimostrare che si stava meglio quando si stava peggio e che i giovani di oggi sono la peggiore generazione di sempre.
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