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Per festeggiare il centesimo compleanno il brand islandese 66°North si è inventato una delle campagne più riuscite degli ultimi anni Cento persone, nate ognuna in uno degli anni trascorsi dal 1926 a oggi, fotografate con addosso i loro vecchi capi 66°North, quelli a cui sono più affezionati.
Nelle praterie della Mongolia è stata costruita una galleria d’arte che sembra un’astronave precipitata sulla Terra Si chiama Praire Ark, l'ha disegnata lo studio architettonico cinese Büro Ziyu Zhuang ispirandosi alla saga di Alien di Ridley Scott.
Un tizio ha trovato per caso una demo unica di Is This It degli Strokes che la band aveva registrato e poi buttato È una prima versione dell'album, prodotta da Gil Norton, che Casablancas e compagni bocciarono e cestinarono. E che ora è miracolosamente riapparsa.
Secondo una ricerca scientifica gli uffici open space fanno male al cervello, fanno stancare di più e lavorare peggio A quanto pare ci voleva una ricerca per capire che rumore continuo, confusione incessante e assenza di spazio personale non fanno bene al cervello.
La pregiatissima collezione di vini di Stalin verrà venduta per finanziare l’apertura di una scuola di enologia in Georgia Al suo interno sono conservate più di 40 mila bottiglie, in parte prese dalle cantine degli zar e in parte scelte personalmente da Stalin.
Il prossimo film di Alice Rohrwacher sarà un adattamento del Barone rampante di Italo Calvino La regista non ha fatto in tempo a finire le riprese di Three Incestuous Sisters che è già arrivato l'annuncio del suo prossimo progetto.
La Filarmonica di Berlino lancerà il suo festival letterario e la prima ospite sarà Han Kang Il 7 settembre la scrittrice terrà una lettura della sua nuova opera, La scatola delle lacrime, accompagnata dai musicisti della Filarmonica.
È disponibile in streaming Roma illegale, il documentario sulla leggendaria scena rave romana degli anni ’90 Uscito nel 2021, il film di Andrea Scarcella arriva finalmente in streaming, sulla piattaforma OpenDDB.

Prove di riapertura

Superato il primo mese di lockdown, alcuni Paesi progettano come riaprire gradualmente. Qualche articolo per comprenderne le strategie.

di Studio
18 Aprile 2020

Il dibattito sulla ripartenza in Italia è ancora molto confuso e frammentato, ma nel resto d’Europa – dove pure le misure di restrizione sono iniziate dopo che da noi – si avanzano alcune proposte per la riapertura delle attività sociali ed economiche. Austria, Danimarca, Repubblica Ceca, Svizzera e Norvegia sono i primi ad aver annunciato come intendono passare alla seconda fase dell’emergenza, mentre Francia, Spagna, Belgio e Finlandia hanno scelto speciali commissioni di esperti, simili a quella che in Italia sarà guidata da Vittorio Colao, che guideranno le riaperture. Nel suo discorso alla nazione di lunedì 13 aprile, il presidente Macron ha dato l’11 maggio come fine di alcune delle restrizioni più severe, ma ha anche ammesso di non sapere precisamente quando e in che modo la Francia potrà tornare alla normalità. In quella data verranno riaperte le scuole (asili, elementari e medie, non le università né i licei, che continueranno con le lezioni online almeno fino a settembre), così come le aziende, le fabbriche e le industrie. Non riapriranno i luoghi destinati ad accogliere il pubblico, come teatri, cinema, ristoranti e bar. Abbiamo raccolto alcuni articoli che spiegano le strategie messe in campo, in attesa di avere chiara qual è quella italiana.

“The Four Possible Timelines for Life Returning to Normal”The Atlantic
Chiedendo al docente di Public Healt dell’Università di Irvine, Andrew Noymer, con quali tempistiche in America si potrà tornare alla normalità, l’Atlantic individua quattro ipotesi temporali, spiegando che porre fine prematuramente all’allontanamento sociale avrebbe conseguenze umane incredibili. Certo, la quarantena non potrà durare solo uno o due mesi (prima ipotesi), poiché «questo potrebbe provocare un nuovo picco di infezioni». Una possibilità è che duri almeno quattro mesi, ma a patto che si isolino comunque le persone più vulnerabili, e con numerose restrizioni; oppure da 4 a 12 mesi e da 12 a 18 mesi, «un’ipotesi poco plausibile, ma auspicata da molti esperti. Così da salvare la maggior parte della popolazione fino alla scoperta di un vaccino».

Parlando molto francamente ai suoi concittadini, com’è nel suo stile, Angela Merkel ha delineato il piano per la lenta riapertura della Germania, che a tutt’oggi è considerata uno dei Paesi che meglio ha gestito l’emergenza sanitaria. Deutsche Welle analizza la strategia del governo: a riaprire per primi saranno i negozi più piccoli e le scuole, con la raccomandazione di usare sempre le mascherine quando si va a fare shopping o si frequentano luoghi pubblici. Per ora rimarranno chiusi bar, ristoranti ed edifici religiosi fino a data da destinarsi. Le normative sul distanziamento fisico, incluso il divieto di riunirsi con più di una persona al di fuori della famiglia di un individuo, resteranno in vigore fino al prossimo 3 maggio.

“Relying on Science and Politics, Merkel Offers a Cautious Virus Re-entry Plan”New York Times
Annunciando la messa in atto del piano per la Germania per iniziare ad allentare alcune restrizioni sociali ed economiche, la cancelliera Merkel ha avvertito che non si tratterà di un ritorno alla normalità, ma piuttosto di un modo per “imparare a convivere con la pandemia”. Descrivendo il suo approccio, il New York Times ha messo in evidenza come il successo del Paese, in cui il tasso di mortalità è stato relativamente basso, in relazione alla pandemia, dipenda dall’accortezza scientifica del governo (test precoci e presenza imponente di letti e strutture per la terapia intensiva), unita alla fiducia nella leadership di Merkel.

“EU calls for co-ordination of lockdown exit strategy”Financial Times
La Commissione Europea, dopo la risposta incerta nelle prime fasi dell’emergenza, ha sollecitato i governi nazionali a coordinare i loro sforzi per quanto riguarda la progressiva riapertura delle attività. Il Financial Times ha preso visione di un documento intitolato “Roadmap europea verso l’uscita dalla pandemia di Covid-19” in cui la Commissione invita gli stati membri dell’Unione ad avvertirsi reciprocamente circa i piani per allentare i controlli alle frontiere, riaprire i negozi e sollevare le misure di restrizione. Il piano suggerisce un mese di intervallo tra una fase e l’altra e una revoca graduale delle misure di lockdown, che inizi a livello locale e si estenda poi in maniera più ampia. Le condizioni di confinamento potrebbero rimanere in vigore più a lungo per i sintomatici e per i gruppi vulnerabili, mentre bar e negozi potrebbero essere progressivamente riaperti con orari limitati.

“L’app italiana anti Coronavirus”Il Foglio
Si chiama Immuni ed è progettata da Bending Spoons l’app scelta dal governo italiano per il tracciamento digitale dei contagi. La notizia l’ha anticipata giovedì sera Il Foglio: Immuni si potrà scaricare liberamente (non sarà obbligatorio farlo) ed è composta da due parti. La prima, e la più importante, è un sistema di tracciamento dei contatti che sfrutta la tecnologia Bluetooth, utile a rilevare la distanza tra due smartphone nell’ordine di un metro. La seconda parte, invece, è un diario clinico che rimarrà privato ma che può essere utile all’utente per monitorare e riconoscere i sintomi: Eugenio Cau spiega come funzionerà nello specifico e quali sono gli step per farla arrivare sui nostri smartphone.

I bambini fino a 11 anni stanno tornando a scuola in tutta la Danimarca, prima in Europa a ridurre le restrizioni sull’istruzione.  La Danimarca è stata una dei primi Paesi a imporre il lockdown, chiudendo le scuole a partire dal 12 marzo. I numeri dei morti e dei positivi non hanno niente a che fare con quelli italiani, ma l’atmosfera negli asili e nelle scuole materne è comunque abbastanza tesa: «Non abbiamo mascherine e dobbiamo tenerci a distanza gli uni dagli altri», ha spiegato alla Bbc Elisa Rimpler del BUPL, l’Unione danese per la prima infanzia e gli educatori della gioventù, «è un compito molto difficile. Siamo tutti un po’ nervosi». Finora in Danimarca sono stati contati 299 morti e 6681 casi positivi. Il Paese è stato ampiamente elogiato per la rapidità con cui ha saputo imporre e far rispettare il lockdown ai cittadini, un’organizzazione così rigida ed efficace che è stata paragonata a quella della Corea del Sud.

“The psychology behind France’s decision to announce an end date for lockdown”Quartz
Dall’11 maggio in poi, ha annunciato il presidente Macron lo scorso lunedì, la quarantena in Francia verrà «gradualmente revocata», a partire dagli asili nido, dalle scuole e permettendo la riapertura di alcuni negozi. Secondo alcuni psicologi, si tratterebbe di una strategia precisa: in situazioni incerte, come quella in cui ci troviamo e su cui pesa l’angoscia lavorativa, il nostro cervello brama certezze e risolutezza. Per questo, scrive Quartz nell’articolo, «nonostante la scelta di indicare una data precisa potrebbe ritorcersi contro la credibilità politica del presidente qualora non riuscisse nell’intento, si tratta di un modo per dare ai cittadini una speranza a cui aggrapparsi».

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