Polemiche ↓
14:39 venerdì 10 aprile 2026
I Nine Inch Nails hanno annunciato un nuovo album che uscirà tra neanche una settimana Si intitola Nine Inch Noize, uscirà il 17 aprile ed è l'ufficializzazione del trio Trent Reznor, Atticus Ross e Alexander Ridha, in arte Boys Noize.
Stefano Gabbana lascia la presidenza di Dolce&Gabbana In una nota riportata oggi si specifica che la scelta del co-fondatore del brand nato nel 1985 non avrà però alcun impatto sul suo contributo creativo al gruppo.
Una ricercatrice è riuscita a completare la prima mappa dei nervi del clitoride E grazie a questa mappa si è scoperto che le informazioni che avevamo sul clitoride non solo erano pochissime ma in molti casi anche sbagliate.
Il governo pakistano si è inventato due giorni di festa nazionale per svuotare Islamabad ed evitare disordini durante il negoziato tra Usa e Iran La capitale al momento è deserta: per strada non c'è quasi nessuno, ci sono poliziotti e soldati ovunque, in attesa dell'arrivo delle delegazioni di Usa e Iran.
Per la prima volta in dieci anni non c’è neanche un film italiano in corsa per la Palma d’oro al Festival di Cannes Le ultime speranze riguardavano il nuovo film di Nanni Moretti, Succederà questa notte. Che però, a quanto pare, non è ancora finito.
La tregua tra Usa e Iran prevederebbe un pedaggio di 2 milioni di dollari per ogni nave che passa per lo Stretto di Hormuz. Prima della guerra non c’era nessun pedaggio Il problema è che, secondo l diritto internazionale, non si può imporre un pedaggio in acque internazionali. Ma sia Iran che Usa hanno promesso di farlo.
L’autrice del best seller The Housemaid ha rivelato la sua vera identità perché era stanca di chi sosteneva che fosse un maschio Ha venduto milioni di copie in tutto il mondo con lo pseudonimo Freida McFadden, ma alla fine è deciso di rivelare il suo vero nome, Sara Cohen.
Un’importante associazione americana ha chiesto la rimozione di Trump in base al 25esimo Emendamento, quello che permette di destituire un Presidente perché mentalmente instabile La National Association for the Advancement of Colored People ricorrerà a questa misura estrema, usata, e solo in parte, in altri tre casi nella storia.

Il Coronavirus sta mettendo a rischio le primarie democratiche?

11 Marzo 2020

Ora che la sfida è fra Bernie Sanders e Joe Biden, le primarie americane devono fare i conti con un terzo incomodo inaspettato, e cioè il Coronavirus. Nel secondo Super Tuesday, intanto, sono chiamati a votare sei stati – Michigan, Mississippi, Missouri, Washington, North Dakota e Idaho – che assegnano in totale 352 delegati. Stando alle ultime proiezioni della Cnn, Joe Biden ha vinto negli stati del Mississippi, Missouri e Michigan (lo scrutinio è ancora in corso) e quest’ultima vittoria riveste un significato particolare, non solo perché il Michigan assegna ben 125 delegati, ma anche perché è storicamente considerato il cuore della working class americana che vota democratico. Sanders potrebbe conquistare lo stato di Washington, com’era successo quattro anni fa, ma è arrivato a un punto critico della sua campagna.

Come segnala il New York Times, comunque, «la corsa per la presidenza è entrata in una nuova imprevedibile fase questo martedì, dopo che i due principali candidati democratici hanno annullato i grandi eventi delle loro campagne a causa delle preoccupazioni per il Coronavirus, e dopo che il vicepresidente Mike Pence ha dichiarato che il futuro dei raduni del presidente Trump sarà deciso “giorno per giorno”». Sanders è stato il primo a rinunciare agli eventi (anche se a poche ore dal loro svolgimento) ed è stato seguito a ruota da Biden, entrambi stanno anche pensando a come evitare i troppi spostamenti del loro staff.

Per il Nyt, l’incertezza sui raduni e la possibilità che gli elettori possano non incontrare i candidati faccia a faccia, è un fattore che potrebbe influenzare di molto la campagna che verrà. Per i democratici, che in questo momento avevano bisogno di riunire la base attorno a un solo candidato e a un programma dopo le primarie sanguinose e affollate che stanno per lasciarsi alle spalle, ma anche per Trump, che «ha usato i mega-rally per motivare i suoi sostenitori, dominare i media e alimentare il proprio ego».

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