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In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.

Polveri sottili, riscoprire il romanticismo alla fine del mondo

Il romanzo di Gianluca Nativo, appena uscito per Mondadori, è una storia d'amore ispirata dai classici del Novecento italiano, rivisitazione Millennial di quella "scrittura di sentimenti" a lungo considerata letteratura minore.

05 Settembre 2023

Natalia Ginzburg e Pier Vittorio Tondelli aprono, con due eserghi, il secondo romanzo di Gianluca Nativo appena uscito per Mondadori. Oltre a esser stati tra i nomi che più hanno tentato di rendere chiare le emozioni, i due sono anche uno statement, sono la condivisione di un pantheon letterario che ha qualcosa di generazionale, cioè il superamento dell’esaltazione di fronte agli esperimenti americani che ha tanto colpito la Gen X. E poi, proprio perché Nativo appartiene alla generazione Erasmus, è come un ritorno alla patria delle lettere e della lingua natia, un nostalgico rimpatrio, come l’esaltazione della dieta mediterranea e degli orti dei nonni dopo anni di sottomissione al junk food importato o del sushi. Anche nella storia di Polveri sottili ci sono ripensamenti geografici, dopo tutti quegli anni in cui andare a studiare e poi a lavorare fuori era il coronamento di un’Unione europea percepita come grande famiglia. E ora, è meglio fare il cameriere in Inghilterra, nella periferia di Londra, o lo stagista redattore di romance in una costola di un grande gruppo editoriale milanese tra i nuovi grattaceli Unicredit? È meglio provare a superare la dimensione dell’expat e integrarsi, nell’anonimato dei sobborghi pieni di immigrati, o tornare nella Napoli dove tutti ci conoscono, dove il nostro cognome vuol dire qualcosa e non solo «non è inglese»?

I due protagonisti di Polveri sottili, Eugenio e Michelangelo, sono due napoletani. Si amano, e cercano di capire se la distanza regge – prima di allora non erano mai stati lontani per più di due giorni – se si può vivere insieme a Londra e se il ritmo del lavoro vero permette di godersi la vita insieme, o se si desidera, data la fatica, solamente dormire, mangiare per nutrirsi, farsi imbambolare dalle serie tv. Uno dei due ha un motivo per essere lì, ma l’altro no, lo segue e basta. È sufficiente per mantenere la relazione funzionante? Se uno cucina e ha un inglese a malapena scolastico, l’altro lavora in ospedale come specializzando e fa i turni di notte?

Tornando al pantheon letterario, in Ginzburg e Tondelli i Millennial non cercano l’aneddotica storica – come la descrizione di un giovane Pavese timido in Lessico Famigliare – o i tentativi di postmodernismo emiliano. No, cercano il sentimento, soprattutto d’amore, anche quando è twee. Quel twee che sia il Gruppo 63 che il romanzo politico-borghese moraviano hanno bollato come letteratura di genere – che schifo, le Liala che scrivono di sentimenti, dicevano – e che invece i Millennial riscoprono, così come il camp ha sdoganato il kitsch. Così stucchevole da essere, in realtà, immenso. Si cerca, negli autori del secolo precedente, lo struggimento. E questo struggimento che ha nutrito Nativo rifiorisce nelle sue pagine, con la coscienza di una generazione che vive seduta sull’orlo di una catastrofe e che, forse proprio per questo, dà molto valore agli abbracci, ai piccoli gesti e, soprattutto, all’amore. Se il mondo fa schifo ci resta solo quello, insomma.

«Quant’era bello mentre nel sonno non si accorgeva dei sobbalzi sui dossi all’uscita dell’aeroporto, che gli scompigliavano piano un ciuffo di capelli sulla fronte. Michelangelo lo guardò tutto il tempo, ancora incredulo che si trovasse proprio lì, davanti a lui, in carne e ossa». È pieno di momenti veri di questo tipo, questo romanzo scritto con la limpidezza dei maestri dell’autore. Nel libro compaiono poi anche Italo Calvino, Anna Maria Ortese, Elsa Morante, Silvio D’Arzo e versi di Vittorio Sereni, e poi di nuovo Natalia Ginzburg. I due protagonisti leggono Il porto di Toledo, seduti su uno scoglio a Marechiaro, o Menzogna e sortilegio, o Camere separate o Ferito a morte. A Londra uno dei due ritrova una copia de Le piccole virtù, un regalo sadico, con le parti in cui «la scrittrice si scagliava senza pietà sulla grettezza della cultura inglese, la tristezza delle campagne, la noia della cucina britannica».

I ricordi dei mesi felici servono a capire una cosa, che quando si è davvero felici, infatuati, accecati dall’amore, ciò che si dice resta evanescente, per poi tornare nella memoria quando tutto va male. «Erano così innamorati da non dare peso alle loro parole», quando «le prime giornate di bel tempo li avevano fatti innamorare come due adolescenti in vacanza». Quando le cose non sono più una favola, allora tutto diventa importante. I gesti di esclusione, le battutine, i commenti, tutto può essere usato contro di te, per minarti la sicurezza, o più tardi come arma per creare senso di colpa nell’altro. La paranoia sostituisce l’incanto, e la vita vera si mette in mezzo a quella sognata. Polveri sottili non è solo questo, ma è anche un libro puntualissimo sull’amore dopo la luna di miele.

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