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Polymarket è stata costretta a chiudere la pagina in cui faceva scommettere sull’imminente apocalisse nucleare Si poteva fare una di due scelte: la bomba esploderà entro la fine di marzo? Oppure entro giugno dell'anno prossimo?
Ars Technica ha cancellato un articolo che condannava l’uso dell’AI dopo che si è scoperto che conteneva citazioni inventate dall’AI L'autore del pezzo si è scusato e ha detto che da ora in poi non si fiderà più delle citazioni suggerite da ChatGPT.
A distanza di due giorni l’una dall’altra sono spuntate due nuove opere attribuite a Michelangelo Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.
L’agenzia meteorologica giapponese fa delle previsioni esclusivamente dedicate alla fioritura dei ciliegi Quelle di quest'anno dicono che i fiori sbocceranno con un certo anticipo rispetto al solito: i primi arriveranno tra meno di due settimane.
C’è una proposta di legge per inserire la gentilezza tra i parametri con cui l’Istat misura la qualità della vita Proposta che è arrivata in Parlamento e che sostiene che una società più gentile sia non solo moralmente migliore ma anche più ricca economicamente.
L’invito per la sfilata di Dior alla settimana della moda di Parigi è una sedia In miniatura ma pur sempre una sedia che rimanda alle Sénat, quelle utilizzate all'interno del Jardin de Tuilleries, location della sfilata.
In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.
Il favorito per diventare il prossimo Presidente del Consiglio del Nepal è un ex rapper che non si toglie mai gli occhiali da sole Si chiama Balen Shah e la sua immagine è così legata a quel modello di occhiali da sole che nei negozi hanno preso a chiamarli "occhiali Balen Shah".

Il successo di Disgraceland e dei podcast true-crime

Dal lato oscuro del rock ai casi giudiziari ormai abbandonati, è il genere che più sta dimostrando le potenzialità narrative del podcast.

21 Dicembre 2018

Il giorno prima della sua morte, la quinta moglie di Jerry Lee Lewis, uno dei grandi padri del rock’n’roll, telefonò a sua madre. Le disse che avrebbe voluto lasciare il musicista ma che lui non sarebbe stato d’accordo. Subito dopo, fece una seconda telefonata. Questa volta a un’amica: le chiese di portarla via dal pianista. Il giorno dopo il corpo di Jerry Lee Lewis fu trovato senza vita. È la storia maledetta, tra musica e crimine, che apre la prima puntata di Disgraceland, un podcast nato a marzo del 2018 e ideato da Jake Brennan – un tipo folgorato dai Ramones quando aveva dieci anni – che ha guadagnato i consensi positivi dei più importanti media internazionali: su tutti, ne hanno parlato il Guardian, il Boston Globe, Pigeons & Planes mentre Variety l’ha incluso tra i migliori podcast musicali del 2018.

I protagonisti dei racconti del conduttore – voce che oscilla dai toni rassicuranti a quelli tenebrosi –  sono tutti musicisti. Folli, ribelli, macchiati di atti criminosi. Come nel caso di numerose band della scena black metal norvegese, accusate, nei primi anni Novanta, di atti di terrorismo, cannibalismo e riti satanici: Disgraceland ne parla nella quarta puntata alternando una docile narrazione divulgativa sulle caratteristiche musicali dei gruppi al racconto dettagliato delle loro scorribande, denso di tensione e impreziosito da effetti sonori ansiogeni.

L’orecchio è rivolto al lato oscuro e squilibrato del rock, un tunnel vorticoso di follie in cui molti artisti sono caduti nel corso della carriera: dagli abusi di sostanze stupefacenti – l’eroina per i Rolling Stones, il crack per l’autore di Super Freak, Rick James – alle problematiche psichiatriche passando per violenze nei confronti delle donne. Tra i podcast musicali, Disgraceland è sicuramente il più curioso ma anche uno dei più seguiti.

Sid Vicious e Nancy Spungen nel backstage dell’Electric Ballroom di Camden, Londra, il 15 agosto 1978 (Aubrey Hart/Evening Standard/Getty Images)

Una dimostrazione di come il true-crime, che si concentri su storie di vita ordinaria o su misfatti dell’universo artistico, sia il genere che più sta dimostrando le potenzialità narrative del podcast e sta conquistando i favori degli ascoltatori. Il successo di Serial – incentrato appunto su vicende legate a omicidi e casi di cronaca nera – è la punta di diamante di un panorama di prodotti narrativi acustici true-crime di grande impatto e riscontro: il New Yorker, nella sua classifica dei migliori podcast dell’anno che si sta per concludere, posiziona al primo posto l’ottimo In The Dark, la cui seconda stagione punta sulla storia di Curtis Flowers, un uomo incarcerato nel 1996, processato sei volte per l’omicidio di quattro impiegati di un un negozio di mobili dove un tempo lavorava.

La tendenza – recentemente analizzata dal giornalista della Bbc, Eddie Mullan – vede gli autori di podcast recuperare casi giudiziari ormai abbandonati dai ritmi frenetici dell’informazione quotidiana e analizzarli con sguardo lento e approfondito. A volte, come sta accadendo in Australia con The Teacher’s Pet – scaricato da 27 milioni di persone – il lavoro giornalistico alla base della sceneggiatura porta a riaprire indagini poliziesche. Il protagonista della produzione firmata dal quotidiano The Australian è un professore, Chris Dowson, accusato della scomparsa della sua prima moglie, avvenuta nel gennaio 1982, e di abusi nei confronti delle studentesse. Dall’uscita del podcast, i fatti sono cominciati a riemergere e la polizia ha avviato indagini anche su altri insegnanti della Cromer High School, presumibilmente coinvolti in casi di molestie.

Disgraceland, che unisce il fascino delle storie criminose al mondo della musica, probabilmente non riaprirà nessun caso a livello giudiziario ma, nel secondo episodio della prima stagione – uno dei più accattivanti – ha dato il suo contributo alle congetture sulla scomparsa di Sid Vicious. Nuove testimonianze, riportate dal podcast, indicano un complice (evitiamo lo spoiler riguardo l’identità) nella morte del cantante e bassista londinese. Un talento ribelle e maledetto, come tutti i personaggi di Disgraceland.

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