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17:43 giovedì 23 aprile 2026
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Il prezzo dei preservativi aumenterà (almeno) del 30 per cento a causa della guerra in Medio Oriente Lo ha detto una fonte abbastanza attendibile: Goh Miah Kiat, il Ceo di Karex, il più grande produttore di preservativi del mondo.
C’è una nuova Global Sumud Flotilla in viaggio verso la Striscia di Gaza per portare aiuti umanitari Per imbarcazioni e persone coinvolte questa missione è grande il doppio della precedente. Secondo gli organizzatori, si tratta della più grande mai fatta per la Striscia.
Lo Studio Ghibli ha fatto un nuovo film ma lo potrà vedere solo chi quest’estate andrà al Ghibli Park Si chiama Notte nella valle delle streghe e verrà proiettato l'8 luglio alla presenza dei registi.
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ChatGPT è “indagato” nel caso di uno school shooting in Florida perché secondo gli inquirenti avrebbe contribuito all’organizzazione della strage Secondo l'accusa, l'imputato Phoenix Ikner avrebbe utilizzato il chatbot non solo come fonte di informazioni ma come un vero e proprio "consulente stragista".
Il Regno Unito vieterà la vendita di qualsiasi prodotto contenente nicotina ai nati dopo il 2009 per creare la prima generazione smoke free della storia Niente sigarette vere e proprie, niente sigarette elettroniche, niente nicotine pouch, niente di niente sarà accessibile a chi è nato dall'1 gennaio 2009 in poi.
Nel Diavolo Veste Prada 2 c’era anche Sydney Sweeney ma la sua parte è stata tagliata per una “scelta creativa” Il cameo dell'attrice, che doveva apparire nei panni di sé stessa, è stato cancellato. E, secondo molti, in questa decisione c'entrano gli scandali e la politica.

La storia di Playmen, rivista di sesso e cultura

Il Macro di Roma dedica una piccola mostra alla vicenda del magazine erotico uscito tra il 1967 e il 2001.

16 Febbraio 2021

Diciamo della centralità del nudo nella stampa italiana. C’è stato un momento in cui, in mancanza di idee più originali, i giornali, con già vendite un po’ scalcagnate, ricorrevano senza timore alla formula consolidata: “tette e culi”. Perdoni il lettore la locuzione verista, ma chiunque di noi con un’età almeno prossima agli “anta” ricorderà edicole esuberanti – e non ancora simil-fiorai, parafarmacie o questure clandestine, com’è toccato poi reinventarsi – dove belle donne in déshabillé decoravano le copertine dei newsmagazine, di destra e sinistra. Era il decadentismo di un’era apertasi negli anni Sessanta, quando la rivoluzione sessuale si accompagnava a quella studentesca e operaia. In quel contesto nasceva in Italia Playmen, un “mensile per uomini” (chiaramente ispirato alla testata americana di Hugh Hefner, Playboy) fondata a Roma dallo stesso Saro Balsamo artefice di Le Ore e poi guidata dalla sua ex moglie, l’imprenditrice Adelina Tattilo. Oggi il capitolino Macro, Museo per l’immaginazione preventiva guidato da Luca Lo Pinto, dedica una piccola mostra, all’interno della nuova articolata rassegna, alla vicenda del magazine erotico che durò nel complesso dal 1967 al 2001.

L’esposizione rispolvera il coté intellettuale della rivista: dove transitarono penne come Carmelo Bene, Pierre Klossowski, Tennessee Williams e Henry Miller e si pubblicavano interviste a Giorgio De Chirico, Allen Ginsberg, Michel Foucault, Federico Fellini, Herbert Marcuse. «Offriamo cultura, una visione evoluta delle cose”, disse Tattilo. Tuttavia, erano tempi duri a voler portare il sesso stampato nelle case degli italiani: conveniva consegnare in edicola il sabato quando la polizia non controllava. E comunque l’archivio degli ordini di sequestro in redazione era sterminato. Apice del successo, quando Tattilo acquistò un servizio con Jackie Onassis paparazzata in versione adamitica. A Milano il povero fotografo Settimio Garritano aveva incassato una serie di “no” – vuoi per paura di ritorsioni dell’armatore, vuoi perché le immagini rubate non avevano la qualità immacolata richiesta dai giornali patinati – e Tattilo la spuntò a un quarto del prezzo. Fece il suo scoop con copie andate a ruba e trionfale ristampa. «Io ho il coraggio di capire che un servizio sulla Kennedy nuda può interessare ancora la gente e loro no», commenta Adelina nella biografia di Dario Biagi, alludendo con “loro” a Hefner e Rizzoli. Tentò quindi anche un secondo colpo, con le foto – che erano rimaste nel cassetto – di Aristotele Onassis egualmente desnudo; il copione si ripeté. Se non che, poco dopo, lo stampatore si rifiutava di fornire la carta. Sospettando ci fosse di mezzo il magnate, Tattilo & co. lo raggiunsero a New York, finendo a fare le ore piccole con lui benedicente: «E va bene, queste dannate mutande qualcuno se le deve pur togliere».

Ormai un personaggio internazionale, negli anni Settanta, la Tattilo animava a casa salotti affollati di esponenti della politica e si circondava in redazione d’intellettuali come il primo capo-redattore Luciano Oppo, figlio del pittore e fondatore della Quadriennale, Cipriano Esifio Oppo, e poi c’erano Ugo Moretti (cinema), Marcello Venturoli (arte) e Franco Valobra (che scriveva di tutto). Le battaglie culturali le facevano su difesa delle minoranze, droghe, psicanalisi, medicine alternative; editando a corollario anche una catena di “libri dell’informazione differente” che avevano titoli come: La repressione sessuale nelle carceri italiane; L’idea omosessuale; La marijuana fa bene. Temi di controcultura oggi un po’ in disuso – così come la donna nuda sulla stampa nazionale (salvo quando porti istanze di body positivity). E quindi non resta che andare a ripassarli al museo quei tempi in cui sesso e cultura si davano man forte. A dimostrazione che l’erotismo aguzza l’ingegno – o viceversa?

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