Hype ↓
00:27 martedì 17 febbraio 2026
Per catturare Maduro l’esercito americano avrebbe usato anche l’intelligenza artificiale Claude Lo ha svelato un'inchiesta del Wall Street Journal, che ha citato fonti anonime «vicine al Pentagono».
Yuko Yamaguchi, la donna che ha “disegnato” Hello Kitty negli ultimi 46 anni, ha lasciato il suo ruolo Ringraziandola per il suo lavoro, Sanrio ha dichiarato che Yamaguchi ha «passato il testimone alla prossima generazione».
I protagonisti della nuova campagna di Zegna sono Mads Mikkelsen ma soprattutto i Giardini d’inverno di Pietro Porcinai Né serra né veranda, ma ponte ideale tra i luoghi dell'abitare e il paesaggio. Furono realizzati negli anni '60 e da allora sono rimasti invariati.
Il capo di Instagram ha detto che passare 16 ore al giorno sui social non significa avere una dipendenza dai social Secondo Adam Mosseri, passare tutto questo tempo su Instagram costituisce, nel peggiore dei casi, un «uso problematico» della piattaforma.
Il giorno di San Valentino più di un milione di iraniani della diaspora sono scesi in piazza in tutto il mondo per protestare contro il regime Era dal 1979 che non si vedevano manifestazioni così partecipate di iraniani che vivono lontano dall'Iran.
Il prossimo film di Sean Baker sarà ambientato in Italia e avrà per protagonista Vera Gemma Il regista di Anora ha detto che sarà una «lettera d'amore alle commedie sexy italiane degli anni '60 e '70».
L’Irlanda è il primo Paese al mondo a introdurre il reddito di base per artisti Il BIA (Basic Income for Arts) consiste in un compenso di 325 euro alla settimana che arriverà a 2 mila artisti scelti a estrazione tra 8 mila richiedenti.
Sull’isola di Epstein c’era un Pokestop di Pokemon Go ma non si sa chi è stato a metterlo lì E probabilmente non lo sapremo mai, visto che lo sviluppatore del gioco Niantic nel frattempo lo ha rimosso.

Craxi, Piovani e la “colonna sonora civile”

Come il più noto compositore italiano ha musicato storie tra loro in contraddizione.

15 Gennaio 2020

È tutta colpa di Ennio Morricone, è colpa sua e delle sue musiche per Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970), tra l’altro bellissime oltre ogni sospetto, se in Italia abbiamo una “colonna sonora civile” che è musica per la società civile, cioè per la parte buona e giusta di questo Paese, quella che ha sempre coltivato il sospetto, la “trama” segreta, la via giudiziaria al dubito ergo sum e che, un po’ come la cosiddetta “letteratura civile”, è un prodotto dell’impegno. Colpa di Morricone, dicevo, ma se c’è un autore che questa “colonna sonora civile” l’ha incarnata, per non dire inventata, pure appunto sotto l’influenza onestamente riconosciuta del maestro Ennio, questi è Nicola Piovani, romano del Trionfale, figlio quasi d’arte (papà trombettista dilettante, zia attrice di teatro), col solito ’68 come gavetta e una filmografia pazzesca che inizia negli anni ’70 e arriva al film di Craxi, quello con la straordinaria interpretazione di Favino.

Si dirà che uno che fa colonne sonore non porta pena ed è in parte vero. Però Piovani con le sue sigle e i suoi sottofondi ha definito insieme uno stile e un’ideologia, è molto più di un artista a servizio. È il padre di un’atmosfera sonora che unisce Gianmaria Volonté (Sbatti il mostro in prima pagina di Marco Bellocchio, 1972) a Sabina Guzzanti (La trattativa, 2014), si concede fughe nell’immaginazione e nel sentimentalismo poetico (La vita è bella, ma pure La messa è finita), ma poi lega il suo marchio di fabbrica a certi inni dell’antiberlusconismo, le sigle dei programmi di Santoro, come Anno zero e Servizio pubblico, per esempio.

Si potrebbe definire il suo stile come un connubio tra un certo suono da orchestra popolare e un incedere serrato da poliziesco, para-angosciante, venato di misteri, che sale a mano mano e poi esplode in un trionfo di servizi deviati, muri di gomma, sinistre che non vinceranno mai, brava gente contro poteri corrotti. È per quello che fa strano accorgersi quasi subito, mentre si guarda Hammamet di Gianni Amelio, che le musiche le ha fatte anche in questo caso lui, il padre della “colonna sonora civile”, reduce, oltre che dalle tante sconfitte della sinistra, da un altro recentissimo saggio di musica civile, sempre sotto l’egida di Bellocchio, che ha voluto rifare la vita di Tommaso Buscetta, di nuovo straordinariamente interpretato da Favino. (Una coppia di fatto, questi due, Piovani e Favino, in cui si concentra quello che resta del nostro afflato civile).

Ma è anche strano perché Craxi, cioè la sua fine, è esattamente il prodotto di quel clima musicale giustizialesco, tipo quando senti il riff di chitarra elettrica della sigla di Servizio pubblico e subito ti immagini Cusani che versa la tangente Enimont, poi Berlusconi che parla con la mafia e tutto il Paese che va in vacca per colpa di una classe politica corrotta; meno male che c’è Travaglio. Ma dopo aver visto il film in realtà non ti sembra più strano, soprattutto perché Hammamet è un biopic a-storico, non ha una posizione precisa sulla figura del leader socialista in esilio in Tunisia, è solo una fantasia psichedelica sulla fine della Prima Repubblica ed è rassicurante e al tempo stesso surreale come si riesca a chiudere questo drammatico cerchio durato vent’anni facendo finire Craxi in una retorica civile senza nessuna forma di riflessione politica o storica appunto, solo con la musica di Piovani e la straordinaria interpretazione di Favino. Amelio usa i due ingredienti per far diventare Craxi un eroe borghese di cui non vengono enunciati i meriti e soprattutto una vittima di non si sa chi. Io una risposta ce l’avrei: della magistratura probabilmente, ma anche delle musiche di Piovani.

Articoli Suggeriti
Leggi anche ↓
Il prossimo film di Sean Baker sarà ambientato in Italia e avrà per protagonista Vera Gemma

Il film sarà una «lettera d'amore alle commedie sexy italiane degli anni '60 e '70».

Per Federico Frusciante il migliore dei mondi possibili era quello in cui si parla sempre e solo di cinema

È morto a 52 anni uno degli youtuber più famosi d'Italia, un "anti-critico" che aveva iniziato con una piccola videoteca a Livorno ed era arrivato ad avere un pubblico di migliaia e migliaia di appassionati.

L’Irlanda è il primo Paese al mondo a introdurre il reddito di base per artisti

Il BIA (Basic Income for Arts) consiste in un compenso di 325 euro alla settimana che arriverà a 2 mila artisti scelti a estrazione tra 8 mila richiedenti.

Eravamo prontissimi a stroncarlo, ma “Cime tempestose” di Emerald Fennell è davvero difficile da odiare

La regista semplifica al massimo la trama del romanzo di Emily Brontë, scatenandosi invece nei costumi, nelle scenografie e nella descrizione dell'attrazione erotica tra i protagonisti, con un risultato molto tenero.

Alla Berlinale, il Presidente della giuria Wim Wenders è stato criticatissimo per aver detto che «il cinema deve stare lontano dalla politica»

Lo ha detto durante la conferenza stampa di presentazione del festival, rispondendo a una domanda su Israele e Palestina.

Per il suo centenario, E/O ripubblicherà tutta l’opera di Christa Wolf con le copertine degli anni Ottanta

Si comincia il 9 aprile con la riedizione di Cassandra.