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Dopo 13 anni, l’episodio “Ozymandias” di Breaking Bad ha perso il suo 10/10 su IMDb per colpa di una guerra tra il fandom di Breaking Bad e quello di Game of Thrones Era l'unico episodio di una serie tv ad aver mai raggiunto quel traguardo. Che ora è andato perso per colpa della "bellicosità" del suo fandom.
Reynisfjara, la famosissima “spiaggia nera” in Islanda, è stata praticamente distrutta da una mareggiata Il vento e le onde hanno causato il crollo di una grande scogliera: al momento, l'accesso alla spiaggia è impossibile (oltre che vietato).
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Trump avrebbe chiamato una tv per lamentarsi della Corte Suprema usando uno pseudonimo che però tutti sanno essere un suo pseudonimo In passato ha usato così tante volte l'alias John Barron che c'è una pagina Wikipedia dedicata, con tutte le dichiarazioni e interviste fatte con questo falso nome.
Un donatore anonimo ha dato al Comune di Osaka 20 kili di lingotti d’oro con la condizione che vengano usati esclusivamente per sistemare i fatiscenti tubi dell’acqua della città I lingotti valgono circa tre milioni e mezzo di euro, esattamente la cifra di cui il Comune aveva bisogno per completare le ristrutturazioni.
Per festeggiare il centenario della sua nascita, ad aprile uscirà un album inedito di John Coltrane Si tratta dei leggendari Tiberi Tapes, registrati tra il 1961 e il 1965, finora rimasti inediti e custoditi in una collezione privata.
Il video di Robert Kennedy Jr. e Kid Rock che prima fanno palestra, poi vanno in sauna, infine bevono del latte ha lasciato interdetti persino i trumpiani Nelle loro intenzioni, il video voleva essere un invito ad adottare uno stile di vita sano. A giudicare dalle reazioni, il messaggio non è passato granché.
Grian Chatten dei Fontaines D.C. ha fatto una cover dei Massive Attack per la colonna sonora del film di Peaky Blinders E non solo: per il film, che uscirà nelle sale il 3 marzo e sarà su Netflix a partire dal 20, ha scritto anche due canzoni inedite.

Craxi, Piovani e la “colonna sonora civile”

Come il più noto compositore italiano ha musicato storie tra loro in contraddizione.

15 Gennaio 2020

È tutta colpa di Ennio Morricone, è colpa sua e delle sue musiche per Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970), tra l’altro bellissime oltre ogni sospetto, se in Italia abbiamo una “colonna sonora civile” che è musica per la società civile, cioè per la parte buona e giusta di questo Paese, quella che ha sempre coltivato il sospetto, la “trama” segreta, la via giudiziaria al dubito ergo sum e che, un po’ come la cosiddetta “letteratura civile”, è un prodotto dell’impegno. Colpa di Morricone, dicevo, ma se c’è un autore che questa “colonna sonora civile” l’ha incarnata, per non dire inventata, pure appunto sotto l’influenza onestamente riconosciuta del maestro Ennio, questi è Nicola Piovani, romano del Trionfale, figlio quasi d’arte (papà trombettista dilettante, zia attrice di teatro), col solito ’68 come gavetta e una filmografia pazzesca che inizia negli anni ’70 e arriva al film di Craxi, quello con la straordinaria interpretazione di Favino.

Si dirà che uno che fa colonne sonore non porta pena ed è in parte vero. Però Piovani con le sue sigle e i suoi sottofondi ha definito insieme uno stile e un’ideologia, è molto più di un artista a servizio. È il padre di un’atmosfera sonora che unisce Gianmaria Volonté (Sbatti il mostro in prima pagina di Marco Bellocchio, 1972) a Sabina Guzzanti (La trattativa, 2014), si concede fughe nell’immaginazione e nel sentimentalismo poetico (La vita è bella, ma pure La messa è finita), ma poi lega il suo marchio di fabbrica a certi inni dell’antiberlusconismo, le sigle dei programmi di Santoro, come Anno zero e Servizio pubblico, per esempio.

Si potrebbe definire il suo stile come un connubio tra un certo suono da orchestra popolare e un incedere serrato da poliziesco, para-angosciante, venato di misteri, che sale a mano mano e poi esplode in un trionfo di servizi deviati, muri di gomma, sinistre che non vinceranno mai, brava gente contro poteri corrotti. È per quello che fa strano accorgersi quasi subito, mentre si guarda Hammamet di Gianni Amelio, che le musiche le ha fatte anche in questo caso lui, il padre della “colonna sonora civile”, reduce, oltre che dalle tante sconfitte della sinistra, da un altro recentissimo saggio di musica civile, sempre sotto l’egida di Bellocchio, che ha voluto rifare la vita di Tommaso Buscetta, di nuovo straordinariamente interpretato da Favino. (Una coppia di fatto, questi due, Piovani e Favino, in cui si concentra quello che resta del nostro afflato civile).

Ma è anche strano perché Craxi, cioè la sua fine, è esattamente il prodotto di quel clima musicale giustizialesco, tipo quando senti il riff di chitarra elettrica della sigla di Servizio pubblico e subito ti immagini Cusani che versa la tangente Enimont, poi Berlusconi che parla con la mafia e tutto il Paese che va in vacca per colpa di una classe politica corrotta; meno male che c’è Travaglio. Ma dopo aver visto il film in realtà non ti sembra più strano, soprattutto perché Hammamet è un biopic a-storico, non ha una posizione precisa sulla figura del leader socialista in esilio in Tunisia, è solo una fantasia psichedelica sulla fine della Prima Repubblica ed è rassicurante e al tempo stesso surreale come si riesca a chiudere questo drammatico cerchio durato vent’anni facendo finire Craxi in una retorica civile senza nessuna forma di riflessione politica o storica appunto, solo con la musica di Piovani e la straordinaria interpretazione di Favino. Amelio usa i due ingredienti per far diventare Craxi un eroe borghese di cui non vengono enunciati i meriti e soprattutto una vittima di non si sa chi. Io una risposta ce l’avrei: della magistratura probabilmente, ma anche delle musiche di Piovani.

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