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17:44 venerdì 13 febbraio 2026
Il Noma di Copenaghen sta diventando il prossimo caso di MeToo Un ex dipendente sta raccogliendo e pubblicando decine di accuse nei confronti dello chef René Redzepi: si va dagli abusi psicologici alla violenza fidica.
Per il suo centenario, E/O ripubblicherà tutta l’opera di Christa Wolf con le copertine degli anni Ottanta Si comincia il 9 aprile con la riedizione di Cassandra.
James Blake presenterà il suo nuovo disco con una listening session gratuita in Triennale Milano Trying Times, questo il titolo del disco, esce il 13 marzo. Con questo evento in Triennale, Blake lo presenta per la prima volta al pubblico.
Gisele Pelicot ha scritto un memoir in cui racconta tutto quello che ha passato dal giorno in cui ha scoperto le violenze del suo ex marito Il libro uscirà in contemporanea in 22 Paesi il 19 febbraio. In Italia sarà edito da Rizzoli e tradotto da Bérénice Capatti.
Le cure per il cancro sono costate così tanto che la famiglia di James Van Der Beek è rimasta senza risparmi ed è stata costretta a lanciare una raccolta fondi In nemmeno due giorni, 42 mila persone hanno fatto una donazione e sono stati raccolti più di 2 milioni di dollari.
Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.
Sembra proprio che la quarta stagione di Severance sarà anche l’ultima Le riprese della terza inizieranno quest'estate: dovremmo riuscire a vederla nel 2027.
Meta ha brevettato una AI che continua a postare per te sui social anche dopo la tua morte, per evitare che i follower sentano la tua mancanza Brevetto che, però, l'azienda ha detto che non ha intenzione di usare. Almeno per il momento.

Un marchio giapponese ha ideato un pigiama perfetto per lo smartworking

15 Dicembre 2020

Molto probabilmente non esiste un lavoratore in smartworking che non abbia provato l’esperienza di lavorare in pigiama, magari direttamente dal letto, e doversi faticosamente e frettolosamente ricomporre per una video riunione a sorpresa. Frugare nell’armadio alla ricerca di un indumento più professionale di una felpa cosparsa di tazzine di caffè che dicono in coro: “Good morning!”, pettinarsi in fretta e furia e cercare un punto in cui l’illuminazione non sia troppo impietosa. Il brand di abbigliamento giapponese Aoki ha pensato a una soluzione e ha creato Pyjamas Suit, un capo di abbigliamento che assomiglia a una giacca da completo ma ha la consistenza di un pigiama. Pyjamas Suit ti permette di stare comodo e al tempo stesso mantenere la dignità di fronte ai colleghi.

Secondo Mitchell Clark, giornalista di The Verge, decretare la morte dell’abbigliamento da ufficio è un po’ classista e anche molto sessista «non mi sentirei a mio agio ad andare in ufficio vestito come quando vado a fare jogging». Inoltre, secondo lui, il geniale “pigiama da lavoro”, altro non sarebbe che un banalissimo cardigan. Ma il trend di girare per la strada in abbigliamento comodo, da casa o per fare sport, già in corso prima del lockdown, è inevitabilmente cresciuto in modo esponenziale con l’esplosione della pandemia, e lo stile rilassato si è espanso oltre le mura domestiche. Quando ci si è abituati a vivere in tuta e in pigiama, perché fare lo sforzo di cambiarsi per andare al supermercato o passare un attimo in ufficio? E allora in un futuro post-lockdown, il Pyjamas Suit potrebbe rivelarsi il capo ideale da indossare sia a casa che in ufficio: per essere sempre presentabili ma, contemporaneamente, sempre in pigiama.

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