L'azienda ha chiesto al Tribunale 60 giorni di tempo per presentare un piano di risanamento e ripagare i debiti. Nel frattempo i dipendenti hanno scioperato e i sindacati parlano di «scelte manageriali non adeguate».
Pieter Mulier è il nuovo Direttore creativo di Versace
Diventerà ufficialmente Chief Creative Officer l'1 luglio.
«Mentre consideravamo l’acquisizione di Versace, abbiamo individuato in Pieter Mulier la persona giusta per il ruolo di designer del brand. Siamo fiduciosi che saprà esprimere pienamente il potenziale di Versace e instaurare un dialogo profondo con la storia e l’estetica distintiva del marchio; siamo entusiasti di intraprendere questo percorso insieme», così Lorenzo Bertelli, Presidente Esecutivo di Versace, ha annunciato la nomina di Pieter Mulier come nuovo Chief Creative Officer della maison. Mulier entrarà ufficialmente in carica dall’1 luglio 2026, ponendo così fine al periodo di transizione seguito alla separazione tra Versace e Dario Vitale.
Mulier arriva a Versace dopo un quinquennio da Direttore creativo di Alaïa, il primo designer a raccogliere l’eredità della fondatrice del brand, Azzedine Alaïa. Come scrive Eric Sylvers su Business of Fashion, l’industria ha unanimemente riconosciuto a Mulier il merito, in questi cinque anni, «di aver compreso l’essenza di Alaïa, riuscendo allo stesso tempo a farla sua». «Ha riportato il marchio francese al centro del discorso sulla moda, riuscendo anche a sviluppare una linea di accessori di successo», continua Sylvers. Tra questi accessori di successo, la Teckel bag è stata certamente la più chiacchierata (e venduta).
Cosa ci si aspetta dal Mulier Chief Creative Officer di Versace, però? Stando ai primi commenti, quanto meno una lunga permanenza. Andrea Guerra, Chief Executive del gruppo Prada – proprietario di Versace, che ha riportato in Italia acquisendo il marchio dalla statunitense Capri Holding – ha ribadito più volte, nel recente passato, che il lavoro sul “nuovo” Versace che il gruppo ha in mente sarà «un lungo viaggio». Lo stesso discorso lo ha fatto anche Bertelli, che nelle settimane seguite all’acquisizione del brand e alla separazione da Vitale ha chiesto solo una cosa: pazienza.
L'azienda ha chiesto al Tribunale 60 giorni di tempo per presentare un piano di risanamento e ripagare i debiti. Nel frattempo i dipendenti hanno scioperato e i sindacati parlano di «scelte manageriali non adeguate».
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