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Un bambino di 9 nove anni ha presentato la sua collezione couture alla fashion week di Parigi Si chiama Max Alexander, ha quasi 6 milioni di follower su Instagram, Sharon Stone come cliente, e in sogno ha scoperto di essere la reincarnazione di Guccio Gucci.
Tutti i teatri dell’opera del mondo stanno massacrando Timothée Chalamet, compresa la Scala di Milano L'attore ha detto che «a nessuno importa del balletto e dell'opera». Il teatro ha risposto con un video piuttosto piccato.
L’Iran ha fatto un altro cortometraggio in stile Lego The Movie per dare tutta la colpa della guerra a Usa e Israele Era già successo nello scorso giugno, durante i precedenti attacchi di Usa e Israele. Anche in quel caso, i protagonisti era Trump, Netanyahu e Satana.
Il video del nuovo singolo di Olivia Rodrigo è un montaggio di video fatti dai bambini di Gaza, del Sudan, dell’Ucraina e dello Yemen Lo ha pubblicato su Instagram per promuover l'uscita del disco di beneficienza Help(2), per il quale ha realizzato una cover di "The Book of Love".
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Polymarket è stata costretta a chiudere la pagina in cui faceva scommettere sull’imminente apocalisse nucleare Si poteva fare una di due scelte: la bomba esploderà entro la fine di marzo? Oppure entro giugno dell'anno prossimo?

A Davos gli Stati Uniti hanno presentato il piano per la costruzione di “New Gaza” ed è peggio delle peggiori aspettative

Si è parlato molto di grattacieli e appartamenti di lusso affacciati sulla costa, molto poco, quasi per niente del futuro di istituzioni e popolo palestinese.

23 Gennaio 2026

Al World Economic Forum di Davos l’amministrazione statunitense ha presentato un piano preliminare per la ricostruzione di Gaza. I materiali mostrati da Jared Kushner, genero di Donald Trump e consigliere d’amministrazione del Board of Peace, tra rendering della costa con nuovi grattacieli e aree destinate a turismo e investimenti stranieri, hanno aggravato le critiche di chi segnala l’esclusione delle istituzioni e della popolazione palestinesi dal dibattito sul futuro della Striscia. Secondo quanto riportato da Bbc, la proposta prevede nella prima fase una “gestione internazionale” del territorio, in cui le decisioni verranno prese da «attori internazionali» e le opere realizzate con capitali privati.

@metrouk

The first pictures of Donald Trump’s vision for Gaza have been unveiled. The ‘Master plan’ shows futuristic skyscrapers lining the coast and new cities called ‘New Rafah’ and ‘New Gaza’. The images were unveiled by the newly founded Board of Peace at the World Economic Forum in Davos. Jared Kushner, Trump’s son-in-law’ told the World Economic Forum that these new metropolitan areas could be built within three years. #gaza #palestine #donaldtrump #worldnews #news

♬ Curious – Healing And Spirit Health & DJ Hoobidibbie

Il piano ipotizza una trasformazione urbana ed economica della Striscia, ribattezzata “New Gaza”, senza però chiarire il futuro assetto politico della regione né il ruolo che al suo interno avranno istituzioni e popolo palestinese. La presentazione ha posto l’accento quasi esclusivamente sugli aspetti immobiliari del piano: dopo la rimozione delle macerie, il progetto prevede la costruzione di centinaia di edifici e oltre centomila unità abitative nell’area di Rafah, con appartamenti affacciati sulla costa. Non mancherà, come era prevedibile, uno spazio per Elon Musk (si vede che tra quest’ultimo e Trump i rapporti si sono distesi abbastanza da tornare a fare affari insieme): The Elon Musk Smart Manufacturing Zone, si legge sulla mappa della nuova Gaza. A finanziare il progetto dovrebbero essere i Paesi aderenti al Board of Peace e gli investitori privati, mentre resta da capire – o forse è già così chiaro che non c’è nemmeno bisogno di dirlo – a chi questi appartamenti verranno venduti. Difficile immaginare che gli acquirenti saranno i gazawi, in ogni caso. Nella sua presentazione, Trump ha descritto New Gaza più con toni da immobiliarista che da statista pacificatore: «Sono una persona che viene dall’immobiliare e per me la location è tutto. Guardate questa posto sul mare. Guardate questo splendido pezzo di terreno. Quello che potrebbe diventare per così tante persone».

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Rimane aperta, però, la questione centrale della stabilizzazione e del governo. Il piano affronta il tema della sicurezza prevedendo una fascia demilitarizzata al confine con l’Egitto e una presenza israeliana a garanzia dell’area per un periodo di tempo indefinito. Diversi osservatori, riporta Bbc, hanno sottolineato l’assenza di riferimenti espliciti all’autodeterminazione dei palestinesi, alla garanzia dei diritti fondamentali e a un percorso politico condiviso, elementi ritenuti cruciali da Nazioni Unite e da tutte le organizzazioni umanitarie. Per questo il progetto è stato accolto con cautela, per non dire con un certo scetticismo, da diplomatici e analisti, che lo descrivono come un’iniziativa calata dall’alto e molto, molto distante dalla realtà dei fatti della Striscia di Gaza.

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