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02:39 giovedì 23 luglio 2026
Il presidente dei Marvel Studios ha detto che Adam Driver lo chiama spesso per dirgli che non ha nessuna intenzione di fare un film Marvel Lo ha detto Kevin Feige in persona: lui e Driver si sentono regolarmente su Zoom e Driver gli dà sempre la stessa risposta, cioè no.
Ad aumentare il rischio di incendi adesso c’è anche il fatto che sui “mercati predittivi” si può scommettere sugli incendi Quanti acri consumeranno le fiamme, quali quartieri verranno raggiunti, quando gli incendi saranno domati: ci sono piattaforme sulle quali si può scommettere su tutto questo.
Barry Jenkins si unisce all’ormai lunghissima lista di grandi registi che hanno firmato una campagna per Prada La campagna si intitola Simple Stories e tra i protagonisti ci sono Hunter Schafer, Kelvin Harrison Jr, Troye Sivan e Chen Haoyu.
Un rider ha vinto il più importante premio letterario della Cina, con una raccolta di poesie sui rider della Cina Wang Jibing si è portato a casa il Premio Letterario Lu Xun con la raccolta di poesie Low Flight, basata su 200 interviste fatte a colleghi rider.
Mamdani ha detto che farà tutto ciò che è in suo potere per far arrestare Netanyahu quando andrà a New York a settembre Ha detto anche che lui non ha l'autorità per farlo, ma "sfida" il governo federale, cioè Trump, a eseguire l'arresto.
Per celebrare la memoria di Sam Neill i fan stanno comprando tutte le bottiglie del vino che Sam Neill produceva Two Paddocks, il vino che l'attore produceva in Nuova Zelanda, è passato dal 423° al 5° posto tra i vini più venduti del Paese, un aumento del 1828 per cento.
Un generale iraniano ha detto che l’Iran si bombarderà da solo pur di non farsi invadere e occupare dagli Usa Lo ha dichiarato alla tv di Stato iraniana il generale di brigata Mohammad Akrami-Nia, secondo il quale «questa è la logica della guerra».
Il Comune di Barcellona ha eliminato il bike sharing privato perché le persone abbandonavano sempre le bici in mezzo alla strada e non pagavano mai le multe Spariranno dalle strade 4500 bici delle flotte private. Ma resteranno 8 mila del servizio di bike sharing fornito dal Comune stesso.

La petizione per interrompere tutti i rapporti tra Unione europea e Israele ha superato il milione di firme

Ora la Commissione europea dovrebbe presentare al Consiglio una proposta formale che, se approvata, porterà alla sospensione dell'accordo di associazione UE-Israele.

15 Aprile 2026

La soglia del milione di firme è stata superata, trasformando una petizione digitale in un caso politico che Bruxelles non può più ignorare. 1.067.278 di cittadini europei, coordinati dalla coalizione Justice for Palestine (che riunisce partiti politici, collettivi, organizzazioni della società civile, movimenti guidati da palestinesi e cittadini europei), ha chiesto formalmente la sospensione dell’accordo di associazione UE-Israele. Il movimento punta a scardinare il pilastro giuridico e commerciale che dal 1995 regola i rapporti tra l’Unione e Tel Aviv, mettendo sotto pressione le istituzioni comunitarie affinché diano un segnale tangibile di discontinuità diplomatica, politica ed economica.

L’accordo di associazione UE-Israele non è solo un trattato commerciale, infatti. È una cornice che facilita il dialogo politico, la cooperazione scientifica e gli scambi economici bilaterali. Tuttavia, secondo i promotori della mobilitazione, le fondamenta stesse di questo patto – basate sul rispetto dei diritti umani e dei princìpi democratici – sarebbero state distrutte dal genocidio in Palestina. Le accuse di Justice for Palestine sono pesantissime: distruzione sistematica di infrastrutture sanitarie, deportazioni e l’uso della fame come arma realizzato attraverso il blocco degli aiuti umanitari, in aperta violazione delle prescrizioni della Corte Internazionale di Giustizia.

Ora, come Justice for Palestine e il milione di firmatari auspicano, sarà il turno della Commissione Europea, chiamata a presentare al Consiglio una proposta di sospensione totale. Per i firmatari, mantenere intatti i privilegi commerciali e politici previsti dall’accordo equivale a finanziare e legittimare uno Stato accusato di crimini contro l’umanità. Al di là degli esiti burocratici, la mobilitazione, dopo le piazze degli ultimi anni, sposta sul piano legislativo il conflitto e segna un punto di rottura nella percezione di un’Europa immobile e in balia degli eventi. La richiesta è di una politica estera che non sia solo retorica valoriale, ma che sappia utilizzare le leve economiche come strumento di pressione etica e legale.

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