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Tolti gli Stati Uniti, l’Italia è il Paese in cui Il Diavolo veste Prada 2 sta incassando di più in tutto il mondo Il film sta infrangendo record su record al botteghino italiano: ha già superato il milione di presenze in un solo fine settimana di programmazione.
Si è svolta in Colombia la prima conferenza dei Paesi che vogliono abbandonare per sempre i combustibili fossili Vi hanno preso parte 57 Paesi (compresa, a sorpresa, l'Italia). L'obiettivo è liberarsi della dipendenza dal fossile immediatamente.
L’Europa sta pensando di sanzionare Israele. Non per i crimini commessi a Gaza, però: per aver comprato dalla Russia del grano rubato all’Ucraina Una nave della flotta ombra russa sarebbe stata fatta entrare nel porto di Haifa, con un carico di 25 mila tonnellate di grano rubato nei territori ucraini occupati.
La comunità enigmistica internazionale è piombata nel panico perché il New York Times Magazine ha pubblicato un cruciverba irrisolvibile L'errore è stato corretto nella versione online del cruciverba, ma a quel punto il finesettimana degli appassionati era irrimediabilmente rovinato. Non era mai successo in 84 anni di onorato servizio enigmistico.
I data center per l’intelligenza artificiale stanno diventando dei veri e propri disastri ambientali Consumano enormi quantità di energia, occupano sempre più suolo, inquinano molto e di lavoro ne danno poco. Eppure, se ne costruiscono sempre di più.
La Francia è diventato il primo Paese al mondo ad approvare l’uso della ketamina per curare le crisi suicidarie L'Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé ha datto la sua approvazione ufficiale: è la prima agenzia del farmaco al mondo a farlo.
Hanno fatto un film sul looksmaxxing e ovviamente è un body horror Prevedibilmente, è stato intitolato Looksmaxxing, è un cortometraggio e se ne può già vedere qualche scena nel trailer pubblicato su Instagram.
Il governo sudafricano ha dovuto ritirare la sua proposta di legge sull’AI perché si è scoperto che è stata scritta con l’AI In particolare, si è scoperto che l'AI si era inventata di sana pianta tutta la bibliografia alla base del testo di legge.

Uno dei più importanti premi letterari del mondo sta rimanendo senza concorrenti per un boicottaggio pro-Palestina

18 Aprile 2024

Aggiornamento delle ore 12:30 del 23 aprile
Il PEN America di quest’anno non ci sarà. Viste le tantissime rinunce e defezioni da parte degli autori premiati e candidati, la PEN/Faulkner Foundation, organizzatrice dell’evento, è stata costretta ad annullare la cerimonia di premiazione. «Siamo mortificati dal fatto che questa situazione senza precedenti abbia fatto dimenticare a tutti lo straordinario lavoro fatto da giudici stimati, competenti e che tanto si sono impegnati nella selezioni di titoli da candidare in tutte le categorie», ha detto Clarisse Rosaz Shariyf, la Literary Programming Chief Officer del premio, commentando la decisioni di annullare l’edizione 2024.

L’invasione di Gaza da parte di Israele continua ad avere effetti collaterali nel mondo della letteratura internazionale: e dopo il casino tra il premio Hannah Arendt e Masha Gessen, adesso è il turno di uno dei più prestigiosi premi nordamericani, il PEN. È assegnato annualmente dalla PEN/Faulkner Foundation al libro di narrativa considerato migliore, di uno scrittrice o uno scrittore statunitense. Con il Pulitzer e il National Book Award, è uno dei tre più grandi, e sposta le vendite non solo negli USA. Per chiarezza: quando parliamo di “PEN” in generale ci riferiamo a una serie di diversi premi: c’è il Pen/Malamud per i migliori racconti, il PEN Translation Prize, il PEN/Voelcker Award per la poesia, il PEN/ESPN per i libri sportivi, il PEN/Bellwether per le raccolte di saggi, e così via.

Il problema in questione deriva dalla posizione che PEN America, l’associazione che organizza i diversi premi, ha tenuto a proposito della guerra di Israele a Gaza. Tutto inizia il 15 marzo, quando molti autori e autrici ritirarono la loro disponibilità a partecipare al PEN World Voices Festival, spiegando in una lettera aperta che PEN America non avesse fatto abbastanza per condannare l’offensiva israeliana, laddove, nel 2022, aveva fortemente preso le parti dell’Ucraina invasa dalla Russia. A ritirarsi dal festival furono Hisham Matar, Naomi Klein, Lorrie Moore, Zaina Arafat, Michelle Alexander e diversi altri. In risposta, l’associazione ha affermato di aver pubblicato 35 dichiarazioni di condanna sulla guerra.

Qualche giorno fa, PEN America ha annunciato le cosiddette “longlist” per le categorie dei diversi premi annuali:dall’importante Jean Stein Award per il miglior romanzo, vinto l’anno scorso da Percival Everett e del valore di 75.000 dollari, al PEN/Hemingway da 10.000 dollari per l’esordio, e nei giorni successivi molti autori hanno “rinunciato” alla candidatura. Inoltre, Esther Allen, importante traduttrice dallo spagnolo, ha “rifiutato” la vittoria che le era stata assegnata.

Finora sono 29 gli autori e le autrici che si sono fatti da parte, sostenendo che PEN America non ha fatto abbastanza per proteggere gli scrittori palestinesi a Gaza, nonostante la “mission” dell’organizzazione sia quella di proteggere la libertà di espressione nel mondo. Nello specifico, sono stati 9 gli autori che si sono ritirati dalla categoria più prestigiosa e ricca, quella del miglior romanzo. Ne è rimasto uno soltanto.

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