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12:47 mercoledì 10 giugno 2026
In Svezia la denatalità è così grave che si sta pensando di introdurre la fecondazione assistita “di Stato” Al momento il Servizio Sanitario Nazionale copre i costi per sei tentativi alle persone senza figli. L'attuale governo vuole coprire i costi di tutti i tentativi, per tutti.
Il nuovo disco degli Xiu Xiu è un “adattamento musicale” di Eraserhead di David Lynch Dopo aver dedicato un disco a Twin Peaks, la band ne fa uno tutto incentro sull'opera prima di Lynch. Esce il 10 luglio, si intitola Eraserhead Xiu Xiu.
I Mondiali negli Stati Uniti stanno avendo un grosso problema con i permessi di soggiorno e i controlli agli aeroporti Visti negati a calciatori e arbitri, controlli severissimi, tifosi che scoprono all'improvviso di non poter più entrare negli Usa. Senza che ci sia una spiegazione ufficiale.
A Roma e Firenze si terranno i raduni dei gratuitisti, “allievi” di Mark Fisher che vogliono la settimana lavorativa di 24 ore, salario minimo di 1560 € e reddito di base universale Rispettivamente il 12 e il 13 giugno, due incontri a base di un po' meme, un po' di politica e un po' di filosofia per immaginare un mondo postlavorista.
Se vi è piaciuto Obsession di Curry Barker, sappiate che su YouTube si può vedere gratuitamente il suo primo film, Milk & Serial Prima di sbancare il botteghino, Barker ha pubblicato questo lungometraggio su YouTube, accumulando più di tre milioni di visualizzazioni.
Yorgos Lanthimos ha detto che da ora in poi vuole fare il fotografo perché il cinema l’ha fatto andare in burnout «In questo momento mi chiedo: farò altri film? Non lo so, vedremo», ha detto in un'intervista al Financial Times.
Ci sono molte cause giudiziarie strane, ma poche sono strane come quella tra il brand Patagonia e la drag queen Pattie Gonia Il brand sostiene che l'artista avrebbe violato il diritto d'autore, l'artista accusa il brand di voler limitare la sua libertà d'espressione. Vedremo che cosa ne pensa il giudice.
A Palermo non tutti sono stati proprio felici e contenti del matrimonio di Dua Lipa e Callum Turner Piazze chiuse, strade sbarrate, polizia ovunque: diversi cittadini hanno preso piuttosto male il grande evento, ricordando che Our square is not your living room.

L’intuito di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo

Dal numero in edicola, l'intervista alla presidente della Fondazione torinese che dal 1995 sostenere i giovani artisti italiani e stranieri.

10 Ottobre 2021

Non puoi essere semplicemente interessato all’arte, questo è un terreno per cui devi avere profonda passione e coerenza sul lungo periodo. È ciò che emerge dalle parole di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Presidente dell’omonima Fondazione nata a Torino nel 1995. Più di venticinque anni di continuo dialogo con gli artisti sono un periodo abbastanza lungo per unire i puntini e capire come sia riuscita Patrizia Sandretto Re Rebaudengo a costruire una reputazione così solida, in un sistema così complesso e globale come quello dell’arte contemporanea.

Innanzitutto vorremmo fare una cosa che non si dovrebbe mai fare: guardarsi indietro. Lei che cosa vede?
Lo scorso anno la Fondazione ha compiuto 25 anni, un anniversario importante che mi ha offerto un’occasione preziosa per ripercorrere la storia dell’istituzione. Ciò che ho osservato è un processo di crescita, sviluppato intorno alle missioni che mi ero prefissata nello Statuto: il sostegno ai giovani artisti, la produzione di opere e mostre, la creazione di un pubblico nuovo. Sono molto fiera della posizione che la Fondazione ha guadagnato nel contesto internazionale, orgogliosa delle sue relazioni con musei come il MoMA e il New Museum di New York, il Rockbund Art Museum di Shanghai, il Philadelphia Museum, la Tate di Londra, istituzioni dei cui board faccio parte in prima persona. Il prossimo obiettivo è quello di dare una casa alla Fundación Sandretto Re Rebaudengo Madrid, nata nel 2017.

La Fondazione nasce da una collezione particolarmente ricca. Con quale criterio è stata costruita?
Il mio percorso è iniziato con un viaggio a Londra nel 1992 e l’incipit della mia collezione è strettamente legata agli studio-visit compiuti allora. Ricorderò per sempre la visita nello studio di Anish Kapoor, tra le sue straordinarie sculture: quel ricordo ha per me il valore di un vero e proprio imprinting, determinante per il modo con cui, da allora, scelgo e colleziono opere.

Quanto è importante per lei il dialogo continuo con gli artisti?
È fondamentale. Il dialogo è intrecciato all’idea di coetaneità: appartenere alla stessa epoca, condividere lo sguardo su un orizzonte comune. Adotto questo stesso approccio in Fondazione, dove collaboriamo con artiste e arti- sti italiani e provenienti da ogni parte del mondo. Li ospitiamo nelle sedi della Fondazione, a Torino e a Guarene, e li sosteniamo con attenzione e continuità anche fuori dalle loro mura, per esempio con la produzione di opere destinate a eventi come la Biennale di Venezia, per la quale, nel tempo, abbiamo prodotto opere di Doug Aitken, Maurizio Cattelan, Luisa Lambri, Steve McQueen, Goshka Macuga.

Patrizia Sandretto Re Rebaudengo veste Giada
Foto Domenico Petralia
Creative Director Gabriele Colangelo
Hair Loris Rocchi
Make-up Cosetta Giorgetti
Manicure Annarel Innocente Furina
Location Palazzo Re Rebaudengo

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ha cambiato il modo di comunicare nel mondo dell’arte, soprattutto quello più istituzionale. Come definirebbe il vostro modo di fare comunicazione?
Innovativa, sperimentale e fuori dalla “comfort zone”: per la prima volta un’istituzione culturale ha adottato un linguaggio trasversale con una cifra ironica, per coinvolgere un pubblico più ampio, non solo di addetti ai lavori.

Parliamo di futuro. Che cosa pensa di fenomeni come l’arte digitale, gli Nft e questo tipo di evoluzione dell’arte?
Osservo questi fenomeni con molta attenzione ma penso che si tratti, al momento, di un ambito ancora connotato da obiettivi speculativi, una linea totalmente estranea alla mia pratica collezionistica. Come sempre, preferisco guardare a questi processi attraverso la prospettiva dell’arte. Per questo, nelle mostre della Fondazione, produciamo ed esponiamo le opere di artisti e artiste come Ian Cheng, Hito Steyerl, Ed Atkins, Martine Syms, impegnati nell’esplorazione e decostruzione, anche sul piano teorico, degli universi digitali, dell’intelligenza artificiale e dei sistemi di conoscenza complessi.

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