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Dopo averle classificate come un “problema climatico”, l’Unione Europea ha cambiato idea sulle mucche e adesso le considera “infrastrutture critiche” A quanto pare, adesso l'Ue ha deciso che le mucche «garantiscono autonomia strategica e prevengono l'abbandono dei territori».
Dopo vent’anni potremo finalmente vedere il documentario su Maria Antoinette di Sofia Coppola girato da sua madre Eleanor Coppola Si intitola Making Marie Antoinette, lo distribuirà Mubi ed è un ultimo omaggio che la figlia fa alla madre, morta nel 2024.
C’è una playlist in cui ogni canzone è dedicata al Presidente di un Paese del G7 e l’ha fatta Emmanuel Macron Tra dossier sull’Ucraina, tensioni in Medio Oriente, dazi, nucleare iraniano e intelligenza artificiale, Emmanuel Macron ha pensato di aggiungere una canzone per ciascun leader in un catalogo musicale del potere globale.
La libreria indipendente di Han Kang a Seoul ha chiuso a causa della gentrificazione del quartiere Il proprietario dell'immobile in cui si trovava la libreria ha deciso di venderlo e nemmeno una Premio Nobel è riuscita a convincerlo a ripensarci.
Oltre a John Cale, Martin Scorsese e Marc Jacobs, nel nuovo album di Charli XCX c’è anche David Cronenberg L'attesissimo nuovo album dal titolo Music, Fashion, Film uscirà il 24 luglio.
Adesso l’Ozempic c’è anche in pillola Per la precisione, è la pillola di Wegovy, stesso principio attivo dell'Ozempic (la semaglutide), stessa azienda produttrice (Novo Nordisk).
Uno dei più rilevanti indicatori di salute dei mercati indica molto chiaramente che i mercati stanno per crollare È il rapporto CAPE, che in sostanza dice questo: il mercato azionario oggi è messo otto volte peggio che prima del Martedì Nero del '29.
Fred Again ha fatto uscire tre nuove canzoni, però ha potuto sentirle solo chi era alla sfilata di Dior alla fashion week di Parigi Ha anche creato nuove versioni di “Summer Never Dies” e “y como te digo que” dei Latin Mafia, più alcune collaborazioni inedite e ancora senza titolo.

In Pakistan la parola “Hitler” viene usata per chiamare negozi e reti wi-fi

13 Ottobre 2017

In Pakistan la parola Hitler è ovunque. Passeggiando per le strade del Paese, può capitare che lo smartphone intercetti una rete dal nome “h1tl3r72” o “ManUnitedHitler”, oppure che si legga il nome del dittatore sul retro di un furgoncino o scritto su un muro con una bomboletta spray. Sembra strano, ma secondo Meher Ahmad, una giornalista che ha raccontato la sua esperienza ad Outline, tutto questo non ha a che fare con il nazismo e per la media dei pakistani Hitler è soltanto un nome famoso in Occidente. Ad esempio, quando Ahmad chiede al proprietario di uno di quei wi-fi perché ha scelto un nome così scomodo, le viene risposto: «Era un rigoroso generale tedesco. E a me piace essere rigoroso in famiglia».

Secoli di occupazione britannica non hanno messo la cultura del luogo al riparo da influenze occidentali. Però la maggior parte della popolazione non è abbastanza ricca da poter andare al cinema a vedere Dunkirk o comprare il dvd di Schindler’s list. Inoltre gli ebrei, che a volte sono additati come capro espiatorio per i problemi del Paese, difficilmente si vedono per le strade e la guerra contro la Germania, per il Pakistan, non ha significato perdite di vite umane (come per la vicina India). In altre parole, per i locali le deportazioni e lo sterminio degli ebrei non sono il punto del discorso e i riferimenti al leader nazista non hanno nessun contenuto politico. Tutto questo ha consentito la nascita di un negozio di abbigliamento dal nome Hitler: Reloaded, che vende camicie, cravatte e pantaloni targati, appunto, “Hitler”. (Nel 2012 la scoperta di un negozio simile in India aveva sollevato un polverone portando alla chiusura dell’attività).

Chi lavora a Hitler: Reloaded non sembra avere particolari problemi con un nome che in Occidente porterebbe alla chiusura immediata dell’attività. Un commesso, anzi, dice ad Ahmad che un riferimento così famoso consente al marchio di essere ricordato, e quando la giornalista incalza con le domande su chi sia stato e cosa abbia fatto Hitler, il dipendente risponde che era un famoso generale, ammettendo di non ricordare cosa abbia a che fare quest’ultimo con gli ebrei. Allora Ahmal decide di mettersi in contatto direttamente con il al management, per capire cosa ne pensano ai piani alti. La risposta è stata: «In Pakistan chiamiamo Hitler chi è furbo e sveglio. Il proprietario del negozio veniva chiamato così dai suoi amici e lui ha scelto lo stesso nome per la sua attività».

Foto Getty
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