Libri per l'estate ↓
18:58 martedì 28 luglio 2026
Sta per uscire un libro che raccogliere centinaia di schizzi e bozzetti di Yohji Yamamoto ritrovati per caso in un magazzino di Tokyo Si intitola Yohji Yamamoto Drawings, la curatela è di Peter Saville e i disegni sono stati selezionati da Yamamoto in persona.
La traduttrice dell’Odissea alla cui opera Nolan si è ispirato per il suo film ha detto che Odissea di Nolan è orribile da ogni punto di vista Emily Wilson, autrice della più recente traduzione del poema in inglese, ha firmato una delle più brutali stroncature del film: «Se la sceneggiatura l'avessi scritta io, me ne vergognerei», ha detto.
La devastazione causata dagli incendi in Francia e Spagna è seconda solo a quella causata dalla Seconda guerra mondiale Macron ha parlato di tempeste di fuoco e della situazione più difficile dal '45. Sánchez ha detto che questa ormai «non è più un'eccezione. È la regola».
Un uomo di New York è stato sfrattato dal suo appartamento perché aveva troppi libri Lui si chiama Mendel Uminer, libri posseduti: 10 mila. Sfratti subiti: 1, perché il suo ex padrone di casa considerava tutta quella carta una violazione delle norme antincendio del condominio.
Le colonne di fumo generate dagli incendi in Francia e Spagna sono talmente grandi che al loro interno si stanno formando dei temporali Si chiamano pirocumulonimbus e sono nuvole che si generano direttamente dentro il fumo degli incendi, con tanto di fulmini e raffiche di vento.
L’annuncio di una sua terza e incostituzionale candidatura alla presidenza degli Usa non è nemmeno lontanamente la cosa più assurda fatta da Trump alla Cena dei Corrispondenti Faccette, sfottò, insulti a giornalisti, attori e politici, aneddoti su mucche investite e poi, alla fine, il "grande annuncio".
Se è così difficile vedere un film in IMAX 70mm è perché negli ultimi 50 anni non è stato costruito un solo nuovo proiettore IMAX 70mm E non è stato costruito perché (tra le altre cose) IMAX, l'azienda, ha perso i progetti originali di questi proiettori e ora non sa più come costruirli.
A causa del caldo estremo e della crisi climatica, in Europa c’è una nuova forma di siccità Secondo gli scienziati, questa nuova siccità non è più dovuta alle poche piogge ma alle temperature troppo elevate. E trovare dei rimedi è difficilissimo.

Paese che vai videogioco che trovi

22 Luglio 2011

I videogiochi, inutile dirlo, sono in grado di creare mondi immaginari di grande fascino. Se siete mai stati sulla nebbiosa isola di Myst o avete accompagnato Ico durante l’esplorazione del castello in cui viene tenuto prigioniero; se avete tentato di costruirvi una qualche reputazione nel complesso reticolo metropolitano di Liberty City o avete vissuto la quotidianità del Giappone vestendo i malinconici e vendicativi panni di Ryo Hazuki, be’, quei posti non ve li siete certo dimenticati e quei posti, oggi, fanno parte della vostra esperienza di vita come quelli che avete magari visitato nel corso di qualche vacanza.

Oltre ai luoghi immaginari tuttavia, i giochi elettronici sono spesso ambientati in luoghi reali e questo genere di ambientazioni – come dimostra una recente indagine – segue sempre delle logiche piuttosto banali e basate sui classici luoghi comuni.

Se la classifica dei luoghi preferiti in cui far svolgere l’azione videoludica vede al primo posto lo spazio (e a seguire il Giappone, gli Stati Uniti, New York, i castelli, le grotte, il deserto, la giungla), andando a vedere quali generi sono ambientati in determinati continenti o nazioni – e quali sono gli elementi che compaiono nella maggior parte dei casi – si possono fare delle scoperte interessanti.

Questa indagine di geolocalizzazione è stata realizzata da una rivista inglese di settore prendendo a campione un centinaio di giochi di successo della Playstation e quindi – pur non potendosi considerare esaustiva – visto che copre un arco temporale di oltre dieci anni e una bella fetta di mercato, è indicativa di alcune tendenze.

Se per quanto riguarda gli Stati Uniti l’immaginario è diviso equamente fra sci-fi, guerra e crimine (a conferma della tendenza degli ultimi anni per cui un videogioco deve comunque contenere una bella dose di azione e quindi almeno un po’ di violenza), i giochi ambientati in Canada invece contemplano nell’80% dei casi la presenza della neve. Canada=neve. Si tratta probabilmente di titoli dedicati alle Olimpiadi invernali o a sport come snowboard e affini. Cioè la noia mortale a partire dal minuto due.

A conferma che lo stereotipo impera e le location videoludiche sono il gioco stesso, e quasi mai un semplice sfondo in cui ambientarlo, più della metà dei titoli ambientati nel continente africano include animali selvaggi, mentre ben l’85% si svolge nella giungla. E per non farsi mancare niente, in tre casi su quattro è contemplata anche un po’ di sana violenza.

(Che è esattamente quello che vogliono i videogiocatori. Che sono nella stragrande maggioranza maschi. Perché a dispetto della favola della Wii e del suo popolo di casual gamers fatto di nonne che piazzano fior fiore di strike col Wii Remote, la maggioranza dei videogiocatori sono adolescenti brufolosi desiderosi di una bella dose di mazzate. Come ha capito alla fine persino Microsoft.)

Tutti i continenti hanno i loro videogiochi, persino l’Antartide (Antartide=ghiaccio. Antartide=pinguini) e ovviamente l’Europa dove il 57% dei giochi sono giochi di guerra (Europa=Seconda guerra mondiale, almeno nell’immaginario a stelle e strisce di software house come Electronic Arts e Activision).

E se la metà dei videogame ambientati in Inghilterra ha a che fare col paranormale, la maggioranza di quelli che si svolgono in Russia prevede scenari militari spionistici e cospirativi.

Ma la statistica che più di tutte ha attirato la mia attenzione riguarda l’Australia, uno scenario di grande interesse naturalistico dove, in un gioco su sette, compare un koala. Proprio così. Un koala. In un gioco su sette.

Ora, io non sono mai stato in Australia (e quindi potrei anche sbagliarmi) ma credo che, anche al di fuori dei centri urbani, incontrare uno di questi teneri animaletti non rientri mai e poi mai nella casistica 1 su 7. Immagino ad esempio che sia molto facile incontrare dei canguri e so per certo che, almeno nella zona nord orientale, i rospi delle canne sono talmente diffusi (200 milioni di esemplari) da essere diventati una vera e propria calamità naturale. Ma koala, direi di no.

Se poi a questa statistica aggiungiamo quella che afferma che il 57% dei giochi ambientati in Australia sono giochi sportivi, la probabilità che ci sia almeno un koala in un gioco sportivo è molto alta. Se scoprite qual è, fatemi sapere. Una sfidina estiva non si nega a nessuno.

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