Polemiche ↓
15:39 lunedì 13 aprile 2026
La foto di Silvia Salis che gongola per il successo del dj set di Charlotte de Witte a Genova è diventata il meme del momento Il sorrisetto soddisfatto della sindaca di Genova a molti ha ricordato un meme famosissimo: quello della Disaster Girl, di cui Salis è involontariamente diventata la versione "adulta".
Su internet c’è una teoria secondo la quale Orbán ha perso le elezioni perché poco prima aveva incontrato JD Vance e JD Vance porta sfortuna È stato l'ultimo a incontrare Papa Francesco prima che morisse. Era lì mentre naufragava la trattativa tra Usa e Iran. Ed era stato anche in Ungheria a fare un comizio per Orbán. Sono tre indizi, cioè una prova.
Il presidente del Nepal Balen Shah, che è un ex rapper, ha scelto come suo Ministro degli Interni Sudan Gurung, che è un ex dj E il suo primo provvedimento è stato ordinare l'arresto del suo predecessore, liberato solo dopo 12 giorni di prigione e interrogatori.
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Nei suoi primi 100 giorni da sindaco di New York, Mamdani ha fatto una cosa meglio di tutti i suoi predecessori: aggiustare le buche per strada Il sindaco ha appena sigillato la centomillesima buca della sua amministrazione, un traguardo raggiunto nei cento giorni dall'insediamento. E di cui va molto fiero.
I Nine Inch Nails hanno annunciato un nuovo album che uscirà tra neanche una settimana Si intitola Nine Inch Noize, uscirà il 17 aprile ed è l'ufficializzazione del trio Trent Reznor, Atticus Ross e Alexander Ridha, in arte Boys Noize.
Stefano Gabbana lascia la presidenza di Dolce&Gabbana In una nota riportata oggi si specifica che la scelta del co-fondatore del brand nato nel 1985 non avrà però alcun impatto sul suo contributo creativo al gruppo.

Sofia Coppola, la commedia come quelle di una volta

Senza pretese o fini didattici, On the Rocks con Bill Murray è solo una storia raffinata e leggera. Finalmente.

05 Novembre 2020

On the Rocks, a volte basta un nome. Per iniziare una conversazione a un primo appuntamento, a un secondo, ci siamo resi conto di quanto due bicchieri ci possano proteggere dall’imbarazzo dei momenti di silenzio, offrire sempre il pretesto per vedersi. Abbiamo scandito molte sere con il cosa vuoi da bere al ristorante, ci mancherà abbastanza almeno a noi che stiamo nelle zone rosse, anche solo per uscire e raccontarsi tutto tra amici e parenti che si vedono ogni tanto. E infatti in On the Rocks, il nuovo film su Apple Tv con cui 17 anni dopo Lost in Translation Sofia Coppola ha riportato sul set Bill Murray, sta tutto lì, nel cocktail con ghiaccio che Felix ordina a sua figlia quando la guida tra i locali di Manhattan. In una commedia che è incantevole, raffinata, leggerissima e malinconica come si facevano una volta.

Laura (Rashida Jones) è una scrittrice trentenne in crisi, sposata, due figlie piccole, e ha iniziato a sospettare che suo marito Dean la tradisca con una collega. Così decide di chiedere consiglio a suo padre, Felix, il daddy per eccellenza, cappotto-giacca-camicia-martini-sciarpina, uomo divertente, donnaiolo, che ama stare al centro della situazione e che infatti giunge in suo soccorso per scaraventarla in un’avventura in giro per New York – e per il Messico – piuttosto che per aiutarla veramente. Arriva in macchina con l’autista, abbassa il finestrino, «ehi ragazzina», e poi fischiettano felici la melodia di un vecchio classico, parte Chet Baker. Passeggiano, parlano, si mettono a spiare Dean nascosti dentro a un’Alfa Romeo decapottabile d’epoca, e per passare il tempo Felix propone un mini picnic sulla mini auto sotto le luci della Fifth Avenue, «apri lì guarda un po’», c’è pane, caviale, burro e una bottiglia di vino.

Dean sembra sempre baciarla in modo superficiale, la passione tra loro è diventata una quotidianità di assenze, baci sulla fronte, scusa cara porta tu le bambine a danza, amore torno tardi torno domani non aspettarmi sveglia. Ma non importa. Nato da una collaborazione con la casa di produzione A24 – che ha firmato alcuni tra i titoli migliori degli ultimi anni – On the rocks è solo una storia semplice, una sceneggiatura linearissima senza neanche troppe pretese. Quasi fosse un lungo cortometraggio sulle nostre insicurezze, sull’importanza della comunicazione, il bisogno di sentirci amati e tutto il resto ma trattato con delicatezza, come a dire non ci pensare troppo che la vita è già un casino, ti vengo a prendere e andiamo da qualche parte.

Nel recensirlo, la Bbc lo ha definito «una commedia piacevole e rassicurante», come quei comfort film di Howard Hawks, Blake Edwards, rivedere vecchi classici, Io e Annie, Julia Roberts la domenica all’ora di pranzo su Canale 5. Che sono belli senza darci troppo da riflettere. Senza trappole per il cervello, senza effetto Charlie Kaufman, Tenet e Predestination con Ethan Hawke che fa lo slalom tra epoche storiche diverse.

Per Sofia Coppola il cinema è una questione di luoghi, Somewhere, come il titolo del film con cui ha vinto a Venezia. Da qualche parte, che sia una strada trafficata, un bar in cima a un grattacielo di Tokyo, lo Chateau Marmont di Los Angeles, Versailles, è dalla percezione dei luoghi che passa alla percezione dei personaggi. E qui c’è Manhattan. E a Manhattan ce lo ha insegnato Woody Allen, si cammina tanto, si mangia, si beve, si ascolta la musica jazz, si sospetta che il vicino abbia ucciso la moglie, si va in crisi come tutte le coppie. Come Laura e Dean, o come Laura e suo padre Felix, una storia che è anche l’infanzia ingombrante di Sofia Coppola vissuta per un certo periodo allo Sherry-Netherland Hotel di New York mentre suo padre girava film, con tutta quella “caffè society” che colleziona opere d’arte e si chiama solo per cognome.

Ma in On the Rocks non c’è alcuna polemica. Ci sono i palazzi e le portinerie e i marciapiedi, le prime portate, il dolce, l’amaro, senza mascherine o accenni alla vita reale. Anche per questo provoca una strana nostalgia involontaria di tutte le cose belle “come una volta”, che è confortante proprio adesso che va tutto quasi male, quasi lockdown, semi chiuso, confinamento con sconfinamento, i diminutivi della solitudine necessaria. Che siamo stanchi della retorica e che ci debba sempre essere una parte didattica, il fine, lo scopo, la morale, ma noi volevamo solo un bicchiere di vino.

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