Hype ↓
17:18 lunedì 4 maggio 2026
Un tribunale cinese ha stabilito che le aziende non possono licenziare i lavoratori per sostituirli con l’AI «L’intelligenza artificiale dovrebbe essere utilizzata per creare lavoro, promuovere l’occupazione e migliorare i salari», si legge nella sentenza.
Palantir ha lanciato la sua giacca da lavoro anche se nessuno l’ha chiesta e nessuno la vuole Anche perché non costa neanche poco: 239 dollari per un oggetto brandizzato da una delle aziende più controverse e criticate del mondo.
Fred Again ha messo tutti i pezzi che ha suonato nel suo USB002 tour in un video lungo 108 ore e l’ha pubblicato su YouTube Secondo gli storici di YouTube, è il video più lungo mai pubblicato dalla piattaforma. Anche uno dei più belli, ci permettiamo di aggiungere.
Costruirsi un cyberdeck è diventata l’ultima forma di protesta contro la prepotenza di Big Tech Sono piccoli computer "artigianali", costruiti con pezzi vecchi, economici e di seconda mano, e personalizzati in ogni modo possibile e immaginabile.
Tolti gli Stati Uniti, l’Italia è il Paese in cui Il diavolo veste Prada 2 sta incassando di più in tutto il mondo Il film sta infrangendo record su record al botteghino italiano: ha già superato il milione di presenze in un solo fine settimana di programmazione.
Si è svolta in Colombia la prima conferenza dei Paesi che vogliono abbandonare per sempre i combustibili fossili Vi hanno preso parte 57 Paesi (compresa, a sorpresa, l'Italia). L'obiettivo è liberarsi della dipendenza dal fossile immediatamente.
L’Europa sta pensando di sanzionare Israele. Non per i crimini commessi a Gaza, però: per aver comprato dalla Russia del grano rubato all’Ucraina Una nave della flotta ombra russa sarebbe stata fatta entrare nel porto di Haifa, con un carico di 25 mila tonnellate di grano rubato nei territori ucraini occupati.
La comunità enigmistica internazionale è piombata nel panico perché il New York Times Magazine ha pubblicato un cruciverba irrisolvibile L'errore è stato corretto nella versione online del cruciverba, ma a quel punto il finesettimana degli appassionati era irrimediabilmente rovinato. Non era mai successo in 84 anni di onorato servizio enigmistico.

Sofia Coppola, la commedia come quelle di una volta

Senza pretese o fini didattici, On the Rocks con Bill Murray è solo una storia raffinata e leggera. Finalmente.

05 Novembre 2020

On the Rocks, a volte basta un nome. Per iniziare una conversazione a un primo appuntamento, a un secondo, ci siamo resi conto di quanto due bicchieri ci possano proteggere dall’imbarazzo dei momenti di silenzio, offrire sempre il pretesto per vedersi. Abbiamo scandito molte sere con il cosa vuoi da bere al ristorante, ci mancherà abbastanza almeno a noi che stiamo nelle zone rosse, anche solo per uscire e raccontarsi tutto tra amici e parenti che si vedono ogni tanto. E infatti in On the Rocks, il nuovo film su Apple Tv con cui 17 anni dopo Lost in Translation Sofia Coppola ha riportato sul set Bill Murray, sta tutto lì, nel cocktail con ghiaccio che Felix ordina a sua figlia quando la guida tra i locali di Manhattan. In una commedia che è incantevole, raffinata, leggerissima e malinconica come si facevano una volta.

Laura (Rashida Jones) è una scrittrice trentenne in crisi, sposata, due figlie piccole, e ha iniziato a sospettare che suo marito Dean la tradisca con una collega. Così decide di chiedere consiglio a suo padre, Felix, il daddy per eccellenza, cappotto-giacca-camicia-martini-sciarpina, uomo divertente, donnaiolo, che ama stare al centro della situazione e che infatti giunge in suo soccorso per scaraventarla in un’avventura in giro per New York – e per il Messico – piuttosto che per aiutarla veramente. Arriva in macchina con l’autista, abbassa il finestrino, «ehi ragazzina», e poi fischiettano felici la melodia di un vecchio classico, parte Chet Baker. Passeggiano, parlano, si mettono a spiare Dean nascosti dentro a un’Alfa Romeo decapottabile d’epoca, e per passare il tempo Felix propone un mini picnic sulla mini auto sotto le luci della Fifth Avenue, «apri lì guarda un po’», c’è pane, caviale, burro e una bottiglia di vino.

Dean sembra sempre baciarla in modo superficiale, la passione tra loro è diventata una quotidianità di assenze, baci sulla fronte, scusa cara porta tu le bambine a danza, amore torno tardi torno domani non aspettarmi sveglia. Ma non importa. Nato da una collaborazione con la casa di produzione A24 – che ha firmato alcuni tra i titoli migliori degli ultimi anni – On the rocks è solo una storia semplice, una sceneggiatura linearissima senza neanche troppe pretese. Quasi fosse un lungo cortometraggio sulle nostre insicurezze, sull’importanza della comunicazione, il bisogno di sentirci amati e tutto il resto ma trattato con delicatezza, come a dire non ci pensare troppo che la vita è già un casino, ti vengo a prendere e andiamo da qualche parte.

Nel recensirlo, la Bbc lo ha definito «una commedia piacevole e rassicurante», come quei comfort film di Howard Hawks, Blake Edwards, rivedere vecchi classici, Io e Annie, Julia Roberts la domenica all’ora di pranzo su Canale 5. Che sono belli senza darci troppo da riflettere. Senza trappole per il cervello, senza effetto Charlie Kaufman, Tenet e Predestination con Ethan Hawke che fa lo slalom tra epoche storiche diverse.

Per Sofia Coppola il cinema è una questione di luoghi, Somewhere, come il titolo del film con cui ha vinto a Venezia. Da qualche parte, che sia una strada trafficata, un bar in cima a un grattacielo di Tokyo, lo Chateau Marmont di Los Angeles, Versailles, è dalla percezione dei luoghi che passa alla percezione dei personaggi. E qui c’è Manhattan. E a Manhattan ce lo ha insegnato Woody Allen, si cammina tanto, si mangia, si beve, si ascolta la musica jazz, si sospetta che il vicino abbia ucciso la moglie, si va in crisi come tutte le coppie. Come Laura e Dean, o come Laura e suo padre Felix, una storia che è anche l’infanzia ingombrante di Sofia Coppola vissuta per un certo periodo allo Sherry-Netherland Hotel di New York mentre suo padre girava film, con tutta quella “caffè society” che colleziona opere d’arte e si chiama solo per cognome.

Ma in On the Rocks non c’è alcuna polemica. Ci sono i palazzi e le portinerie e i marciapiedi, le prime portate, il dolce, l’amaro, senza mascherine o accenni alla vita reale. Anche per questo provoca una strana nostalgia involontaria di tutte le cose belle “come una volta”, che è confortante proprio adesso che va tutto quasi male, quasi lockdown, semi chiuso, confinamento con sconfinamento, i diminutivi della solitudine necessaria. Che siamo stanchi della retorica e che ci debba sempre essere una parte didattica, il fine, lo scopo, la morale, ma noi volevamo solo un bicchiere di vino.

Articoli Suggeriti
Fred Again ha messo tutti i pezzi che ha suonato nel suo USB002 tour in un video lungo 108 ore e l’ha pubblicato su YouTube

Secondo gli storici di YouTube, è il video più lungo mai pubblicato dalla piattaforma. Anche uno dei più belli, ci permettiamo di aggiungere.

Tolti gli Stati Uniti, l’Italia è il Paese in cui Il diavolo veste Prada 2 sta incassando di più in tutto il mondo

Il film sta infrangendo record su record al botteghino italiano: ha già superato il milione di presenze in un solo fine settimana di programmazione.

Leggi anche ↓
Fred Again ha messo tutti i pezzi che ha suonato nel suo USB002 tour in un video lungo 108 ore e l’ha pubblicato su YouTube

Secondo gli storici di YouTube, è il video più lungo mai pubblicato dalla piattaforma. Anche uno dei più belli, ci permettiamo di aggiungere.

Tolti gli Stati Uniti, l’Italia è il Paese in cui Il diavolo veste Prada 2 sta incassando di più in tutto il mondo

Il film sta infrangendo record su record al botteghino italiano: ha già superato il milione di presenze in un solo fine settimana di programmazione.

Se il tuo lavoro è il fashion journalism, guardando Il diavolo veste Prada 2 ridi per non piangere

Nei suoi momenti più interessanti il sequel è soprattutto un racconto dello stato del giornalismo di moda. Un settore che in 20 anni è cambiato moltissimo ma non sempre per il peggio, piaccia o no a Miranda Priestly.

I libri del mese

Cosa abbiamo letto ad aprile in redazione.

Quest’anno in concorso al Festival di Cannes ci sono soltanto film lunghissimi

Oltre la metà durano più di due ore, ben otto superano le due ore e mezza, ce n'è uno che arriva a tre ore e un quarto.

Quentin Tarantino ha fatto di tutto per fare il film crossover di Django e Zorro, ha convinto un produttore a finanziarlo ma all’ultimo momento ha detto che lui non ha voglia di dirigerlo

Film basato, tra l'altro, su un fumetto scritto dallo stesso Tarantino. Che però, a quanto pare, di tornare sul set non vuole proprio saperne.