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10:20 giovedì 13 agosto 2026
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.

L’anno magico di Olivia Rodrigo

Nata stellina Disney, esce a fine maggio il nuovo disco della cantante di "drivers license", diciottenne promettente e preziosa.

13 Maggio 2021

Non so quanto sia normale che dei sessantenni siano informatissimi sul triangolo amoroso delle star Disney di diciassette anni. Un mese fa, a tavola, mio padre aveva chiesto a mia sorella, epitome della generazione Z, chi fosse Joshua Bassett e in che modo fosse legato alla cantante di “drivers license”, mettendo insieme le informazioni passate nel servizio in Tv. Olivia Rodrigo, infatti, è l’erede diretta di Taylor Swift, quella che tutti cantano in macchina e sanno esattamente di chi parla (ci sono articoli su articoli che associano ogni sua canzone al ragazzo, famoso, che ha frequentato). “drivers license”, la canzone che ha raggiunto più velocemente i 100 milioni di ascolti su Spotify, la più richiesta al robottino di Alexa, parla di un ragazzo che l’ha lasciata. In uno sketch di Saturday Night Live, Pete Davidson e l’attore di Bridgerton interpretano degli uomini attempati che giocano a biliardo e piangono appena un loro amico mette al jukebox la canzone di Rodrigo. Quando si chiedono, “che vibe ti dà questa canzone?” La risposta unanime è Taylor Swift: c’è sempre una ragazza che compone una canzone su una storia d’amore finita male e che la accompagna con uno strumento, preciso.

Quando la settimana scorsa il Guardian le ha chiesto cosa volesse rispondere a chi sostiene che lei e Swift siano due cantautrici che sanno solo scrivere di ragazzi, risponde: «sono una teenager, scrivo delle cose che sento intensamente, ed è così che sento una delusione amorosa, credo sia qualcosa di autentico e naturale», e aggiunge, nella tenera ingenuità dei suoi diciotto anni, «non capisco di cosa vogliano che scriva, una canzone sulla compilazione delle tasse? Come potrei scriverci una canzone emotiva?». Poi qualche sera fa ai Brits Awards Rodrigo ha esordito live, e dopo il concerto ha incontrato Swift per la prima volta, in quello che potrebbe essere visto come un passaggio di testimone. Con Swift che si è messa a ri-registrare i suoi vecchi album, ora è un po’ finita: la cantautrice è morta, lunga vita alla cantautrice.

https://www.instagram.com/p/COwFKW4LumT/

18 anni da poco, di origini filippine, non ha ancora pubblicato un album, ma Olivia Rodrigo è già la star adolescente più conosciuta negli Stati Uniti. A gennaio era uscita un po’ dal nulla la sua prima canzone, cantata e composta da lei, “drivers license”, dai numeri da record. Nemmeno gli esperti di musica del New York Times si sono riusciti a spiegare esattamente cosa sia successo. Forse, dicono, è stato il curiosity gap, cioè chi conosceva già Rodrigo (i giovanissimi, come attrice Disney) ha iniziato a parlare insistentemente della canzone e tutti gli altri se la sono andata a cercare per pura Fomo. Molto del merito va sicuramente a TikTok, dove il giorno dopo l’uscita la regina Charlie D’Amelio ci aveva già fatto un balletto – il modo più veloce per rendere hit e dare autorevolezza a una qualsiasi canzone.

La maggior parte dei commenti su Youtube recita qualcosa come «questa canzone mi piace decisamente troppo per non avere mai avuto un fidanzato o la patente», i veri fan sono davvero piccolissimi. “drivers license” parla, certo, di una rottura e di prendere la patente non avendo nessuno verso cui guidare, «’cause you said forever, now I drive alone past your street», ma per capirla non serve averle vissute, perché ci si può leggere qualsiasi cosa: sono rime blandissime e prive di una vera connotazione, ma sempre sincere. «C’è qualcosa di così potente nell’essere vulnerabili e aperti, come dire “Questa è la mia vita, ed è maledettamente triste”, oppure “Sono insicura”», spiega a Elle. Infatti non funziona solo coi balletti, su TikTok i ragazzi la usano per condividere le loro esperienze dolorose, in sovraimpressione sui lip-sync o con gli storytime dal sedile del passeggero, con la costante dell’hashtag iperseguito #uglycrier.

Olivia Rodrigo piace a tutti. Forse perché è l’evoluzione più rassicurante e democristiana di un’attrice Disney. La vedi e pensi che è proprio così che dovevano finire tutte, prima di trasformarsi in Miley Cyrus d.H.M. (dopo Hannah Montana) o in Taylor Swift dopo Kanye. Capelli sotto al sedere, sempre sorridente con dei denti bianchissimi, poco truccata, non è (ancora) stata arrestata per la coca in aeroporto, la sua unica dipendenza è il gelato alla fragola. Non ha segreti, è trasparente, ti puoi fidare. Fino a un paio di anni fa censurava dal suo vocabolario la parola “stupido”, aspettando qualche secondo di più prima di attaccare col ritornello della sua canzone preferita, “White Horse” di Taylor Swift. È l’unico soggetto che nelle foto di Petra Collins riesce a rifuggire dalla patina di fatina soft-porn – in una foto le fa indossare dei guanti neri in lattice che continuano a farla apparire più casta di una monaca. Dopotutto vedere una foto di Olivia è come guardare una sorella più piccola, completamente e dolcemente desessualizzata, anche nel video del secondo e ultimo singolo “deja vu” in cui cerca di ritrarsi più grande e più scollata.

https://www.instagram.com/p/COIQ81bH5sK/

È così da sempre: aveva 12 anni quando ha firmato il primo contratto Disney, per una serie per bambini chiamata Bizaardvark, dove sul set si sentiva sempre chiedere «e tu chi sei?» e ha iniziato a tirare fuori degli esempi, dalla Disney, di chi non voleva essere, come Miley Cyrus. Poi finita questa, ottiene il ruolo di protagonista nel mockumentary High School Musical: the Musical: the Series, una meta-serie tv su un liceo che mette in scena l’iconico film del 2006, che era a sua volta una recita. Chi la conosce non ha più di 18 anni e un abbonamento a Disney+, ma si affeziona per sempre al suo personaggio, che non si capisce dove finisca e dove inizi, invece, Olivia Rodrigo.

Per la serie compone una sua canzone, “All I Want”, che il suo personaggio dedica al suo fidanzatino, interpretato da un certo Joshua Bassett, e che, come ogni relazione Disney che si rispetti, alla fine fuoriesce dallo schermo. E poi finisce, lei ci scrive sopra “drivers license” e il resto è su TikTok, dove si sono tutti un po’ improvvisati semiologi, leggendo in quel verso «you’re probably with that blonde girl» un riferimento alla nuova fiamma del suo ex. Nel giro di due settimane, sia Bassett che questa “blonde girl” compongono a loro volta delle canzoni di risposta. E poi tutto da capo, un’altra volta. Su Youtube, il 50 percento dei commenti sotto ai video di Rodrigo cita questo triangolo amoroso, giurando eterna fedeltà a una o l’altra fazione. Che importa se è tutta un’invenzione di marketing, fa parte del realismo magico del mondo Disney che abbiamo scelto di accettare.

Questo venerdì uscirà un terzo brano dell’album, e il 21 maggio il disco completo, Sour, dove nella copertina fa la linguaccia col viso cosparso da sticker da bambina. Nell’intervista che lo promuove dice che non vede l’ora di invecchiare, ma noi in un certo senso non lo vogliamo. Olivia Rodrigo è preziosa, vorresti proteggerla dal futuro che la aspetta in quanto stellina Disney, che continuasse a cantare, a ripetizione, di cuori spezzati al liceo. Vorresti solo che restasse lontana dai mullet e dalle tutine di Mugler.

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