Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».
È stato creato un finto inedito dei Nirvana usando l’intelligenza artificiale
Funk Turkey è uno youtuber e comico, diventato famoso per le “finte canzoni” “Deliverance Rides” dei Metallica e “Great Balls” degli AC/DC, realizzate utilizzando l’intelligenza artificiale. Falsi inediti mai esistiti e creati servendosi di un bot. Lo ha fatto di nuovo, ma ispirandosi ai Nirvana e dando vita a “Smother”, il cui testo è stato realizzato da un algoritmo prendendo spunto dalle parole più utilizzate nelle canzoni della band.
«I learned to shoot his gun, thruth covered in security», “Smother” inizia con questi versi, e al primo ascolto – magari velocemente – viene anche da canticchiarla, come se l’avessimo già sentita da qualche parte: più o meno, è così, considerando che il testo è stato scritto tramite intelligenza artificiale (usando il programma lyrics.rip) riprendendo le armonie e le frasi di altre canzoni dei Nirvana. Come sottolinea Dazed & Confused, Turkey ha registrato la chitarra utilizzando una vera Fender Stratocaster, mentre per le percussioni, si è affidato ai pattern di batteria pre-registrati da un software informatico. Per questo Funk Turkey ha preferito rivolgersi direttamente a Dave Grohl (ex batterista dei Nirvana e leader dei Foo Fighters), scusandosi anticipatamente: «So che Dave Grohl odia la batteria fatta a computer, ma è la cosa migliore che avevo, quindi… mi dispiace, Dave. Ti voglio bene lo stesso. Perdonami».
La chiusura dell'app di generazione di video tramite AI è una notizia improvvisa ma non così imprevista: i problemi legali erano molti e grossi, tutti relativi al diritto d'autore.
In molti hanno sottolineato una differenza sostanziale tra Zuckerberg e i dipendenti di Meta, però: lui non può essere licenziato e rimpiazzato dall'AI.
La foto del Ministro degli Esteri che esercita il diritto di voto è diventata, suo malgrado, il simbolo di tutto ciò che è andato storto nella campagna per il Sì, tra citazioni sbagliate e foto imbarazzate.
L'uomo si chiama George Georgiou, ha 69 anni e di mestiere fa l'operaio. Ha definito quello che gli è successo «assurdo».