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La foto di un giornalista ha mostrato cosa resta al Dolby Theatre dopo la cerimonia degli Oscar: una montagna di spazzatura Cibo, cartacce, bottiglie vuote: la foto ha fatto arrabbiare molti per l'inciviltà mostrata dai partecipanti alla cerimonia. La colpa, però, non è delle celebrity.
Una ricerca ha scoperto che, contrariamente a quanto si credeva, la cannabis non ha nessuna efficacia nella cura di ansia e depressione Si tratta della più grande ricerca di questo tipo mai fatta. Secondo i risultati, usare i cannabinoidi per curare ansia, anoressia nervosa, Ptsd o altre dipendenze non serve a nulla.
C’è una petizione per fare della Hoepli una bottega storica di Milano e provare così a salvarla dalla chiusura Petizione che ha già raccolto più di 48 mila firme, tra cui quelle di Eleonora Marangoni, Mario Calabresi, Alessandro Cattelan e Vinicio Capossela.
Tutti aspettavano il ritorno di John Galliano nella moda, ma nessuno si aspettava sarebbe stato una collezione per Zara La collaborazione tra il brand del gruppo Inditex e lo stilista di Gibilterra durerà due anni, e la prima collezione arriverà nei negozi a settembre.
Israele ha detto che agli sfollati libanesi non sarà consentito tornare a casa Secondo le autorità libanesi più di 1 milione di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case, a quanto pare definitivamente.
Dal 20 marzo torneranno al cinema, in versione restaurata, i film di Béla Tarr Si comincia con Perdizione, poi Le armonie di Werckmeister, Sátántangó e Il cavallo di Torino. E a seguire verranno tutti gli altri.
Sempre più persone vanno dallo psicologo dicendo di essersi ammalate di depressione per colpa della politica Stress cronico, spaesamento, ansia. La cura più efficace, al momento, sarebbe l'attivismo, quello vero.
Il creatore di Fortnite sta usando i miliardi guadagnati con il videogioco per comprare foreste e salvarle dall’abbattimento Tim Sweeney sta usando il suo patrimonio personale per salvare milioni di chilometri quadrati di foresta, sottraendoli alla speculazione immobiliare.

Il culto di Nick Cave

La mostra co-curata da lui stesso è insieme un autoritratto e un'immersione guidata nel laboratorio di uno dei più grandi artisti dei nostri tempi.

di Studio
23 Giugno 2020

Durante la pandemia, mentre i suoi colleghi si affannavo tra dirette streaming e concertini in salotto, lui aveva ribadito il diritto al silenzio, invitando ognuno a utilizzare il periodo di crisi per la propria “ricerca personale”. Ora che i musei europei hanno in gran parte ripreso la loro attività, possiamo capire cosa intendeva Nick Cave quando suggeriva di ritirarsi in un microcosmo mentale e privato che non conosce l’esigenza immediata di essere condiviso, e si rivela anzi, buio e protetto com’è, l’ambiente ideale in cui far germogliare la creazione artistica. Dopo la posticipazione a causa dall’epidemia di Covid-19, il Black Diamond di Copenhagen ha inaugurato Stranger Than Kindness: The Nick Cave Exhibition, una mostra che raccoglie oltre 300 oggetti raccolti o realizzati da Nick Cave in sei decenni di attività creativa. Progettata per la Royal Danish Library, con Cave in qualità di co-curatore e co-designer, la mostra, supportata da Gucci e prolungata fino al 13 febbraio 2021, è una fusione di biografia, autobiografia e fiction che invita i visitatori a seguire la traiettoria artistica di Cave e a scoprire i temi principali delle sue opere, i metodi di lavoro e le fonti d’ispirazione. Un’immersione nel laboratorio di uno dei più grandi artisti dei nostri tempi.

La mostra ripercorre il periodo dall’infanzia di Cave negli anni ’60 a Wangaratta, in Australia, gli anni con le sue prime band, The Boys Next Door e The Birthday Party, il suo trasferimento a Berlino e poi a Londra, la collaborazione Nick Cave & The Bad Seeds, dalla nascita della band nel periodo più ossessivo di Cave a Berlino, fino al loro ultimo album Ghosteen (2019). Insieme a Warren Ellis, suo collaboratore musicale di lunga data, Cave ha anche composto e registrato un paesaggio sonoro di 800 mq che accompagna il visitatore lungo le otto sale dell’esposizione. La mostra contiene anche due installazioni create con gli artisti Iain Forsyth e Jane Pollard, che hanno scritto e diretto il lungometraggio di Nick Cave 20,000 Days on Earth, nominato ai Bafta 2014.

Gli archivi di Nick Cave comprendono bozze, illustrazioni originali, testi di canzoni autografi, diari, fotografie, video, oggetti trovati. «C’è un’enorme quantità di questa roba periferica – disegni, cartine, liste, ghirigori, fotografie, dipinti, collage, scarabocchi e bozze – che sono la proprietà segreta e informe dell’artista. Non si tratta di opere artistiche, quanto piuttosto della sovrastruttura spiritata e compulsiva che porta con sé la canzone o il libro, la sceneggiatura o la partitura. Sono un sistema di supporto di informazioni maniacali e tangenziali», commenta Cave. La mostra è accompagnata dal bellissimo libro Stranger Than Kindness. Pubblicato il 23 marzo 2020, sviluppato e curato dall’artista in collaborazione con Christina Back, presenta riproduzioni a colori di opere originali, testi scritti a mano, fotografie e oggetti personali, con commenti e riflessioni di Nick Cave, di Janine Barrand e un saggio di Darcey Steinke.

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