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10:09 mercoledì 8 luglio 2026
Pur di girare l’Odissea tutto in IMAX, Christopher Nolan si è dovuto inventare una nuova, stranissima, grossissima macchina da presa La cinepresa IMAX è troppo rumorosa e non si può usare per le inquadrature ravvicinate. Almeno, così è stato fino ad adesso, fino all'Odissea di Nolan.
La mattina in passerella a Parigi, la sera sul red carpet a Londra: la rocambolesca storia dell’abito Schiaparelli indossato da Zendaya all’anteprima dell’Odissea La velocità della moda ha raggiunto nuovi livelli: persino gli abiti couture passano immediatamente dalla passerella alle celebrity. A patto di avere Law Roach come stylist.
Il luddismo è talmente tornato di moda che a New York gli hanno dedicato anche un nuovo festival, il Summer of Ludd Ovviamente il festival non aveva né sito né social, quindi per sapere cosa succedeva bisognava chiamare un numero telefonico pubblicato su un volantino.
C’è una lista di tutte le organizzazioni, iniziative e progetti musicali che devolvono i loro incassi in beneficenza a Gaza L'ha fatta Crack Magazine e si intitola "In solidarity with Gaza: A guide to the music and resources that support the humanitarian effort".
Si è sciolto A23, il più grande iceberg del mondo, ed è una buona notizia (anche se non sembra) Era grande quasi 4 mila km quadrati e pesava mille miliardi di tonnellate. Il suo scioglimento farà bene all'oceano, dicono gli scienziati.
Un pantalone di Zara è diventato famosissimo per la sua capacità di far inciampare e cadere le persone Soprannominato "The deadly Zara trousers", a causa della sua fattura ha causato migliaia di infortuni diventando il trend più divertente degli ultimi tempi.
Ford aveva licenziato centinaia di ingegneri per sostituirli con l’AI, ma poi ha scoperto che l’AI non è capace di fare il loro lavoro ed è stata costretta a riassumere gli ingegneri I dirigenti hanno ammesso di aver sopravvalutato l'AI e sottovalutato l'intuito e l'esperienza degli ingegneri.
I membri del nuovo governo di Gaza non possono entrare a Gaza perché Netanyahu glielo vieta Sono 13 palestinesi riuniti nel Comitato Nazionale per l'Amministrazione di Gaza che da gennaio sono bloccati al Cairo su ordine del Primo ministro israeliano.

La Nasa ha trovato un pianeta con possibili tracce di vita

13 Settembre 2023

Vengono in mente le pagine in cui Stanislaw Lem raccontava la scoperta del pianeta Solaris: un pianeta lontano, un’oceano d’acqua, la possibilità della vita. La Nasa ha infatti annunciato di aver iniziato delle ricerche per verificare la presenza di un oceano su un esopianeta distante 120 anni luce dalla Terra: si chiama K2-18b, si trova nella costellazione del Leone, le immagini inviate dal telescopio James Webb hanno incuriosito i ricercatori. Non si tratta solo della possibile presenza di un oceano, ipotizzata, come spiega Richard Luscombe sul Guardian, a partire dalla particolare composizione atmosferica del pianeta (abbondanza di metano e diossido di carbonio, scarsità di ammoniaca). I ricercatori vogliono confermare anche un’altra ipotesi: nell’atmosfera di K2-18b si trova una molecola, il dimetil solfuro, che sulla Terra è prodotta soltanto dalle forme di vita organica.

Nel comunicato stampa diffuso dalla Nasa in seguito alla scoperta, si spiega che la gran parte del dimetil solfuro presente nell’atmosfera terrestre è emesso dal phytoplankton che vive nell’ecosistema marino. Le prossime informazioni inviate dal telescopio Webb dovrebbero essere in grado di confermare la presenza di questa molecola nell’atmosfera di K2-18b. Se il dimetil solfuro è davvero presente sul pianeta e in quantità significative, allora l’ipotesi della presenza di vita su K2-18b prenderebbe forza. Ovviamente, non basterebbe questo a rendere l’esopianeta abitabile da forme di vita più complesse del phytoplankton: stando a quanto riferisce la stessa Nasa, esiste la possibilità che l’oceano forse presente sulla superficie di K2-18b sia troppo caldo per ospitare vita.

Il pianeta non è una nuova scoperta. Rientra nelle “mappe stellari” della Nasa dal 2015 – merito della missione K2 – ma è solo grazie all’avveniristica tecnologia del telescopio Webb che l’agenzia aerospaziale americana è riuscita a farne un’analisi dettagliata. L’ipotesi che K2-18b sia un pianeta oceanico è stata formulata a partire da informazioni riguardanti il modo in cui la luce “passava” attraverso la sua atmosfera. Queste, unite al fatto che il pianeta si trova entro i limiti della zona abitabile – la distanza dalla stella più vicina necessaria per la presenza di acqua allo stato liquido – hanno fatto nascere l’ipotesi che nelle prossime settimane scopriremo se fondata o meno.

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