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20:58 giovedì 29 ottobre 2026
Curry Barker, il regista di Obsession, ha fatto uscire a sorpresa un nuovo film e l’ha pubblicato gratuitamente sul suo canale YouTube Si intitola Mama Bear, dura sette minuti e, dopo averlo visto, tutti dicono la stessa cosa: non ci si capisce niente.
Quando si è trattato di scappare dalla giustizia, Flavio Bolsonaro si è improvvisamente ricordato delle sue origini venete e soprattutto del passaporto italiano concessogli dal governo Meloni Ha lasciato il Paese passando per Argentina ed Ecuador ed è atterrato a Miami. Nella lista passeggeri risulta cittadino italiano: un riconoscimento ottenuto nel 2023 in tempi piuttosto veloci.
È stato presentato il primo report sulle librerie italiane, in cui si scopre che nell’83 per cento dei Comuni italiani non c’è nemmeno una libreria Il settore vale 1,8 miliardi, conta 4.451 punti vendita ma otto Comuni su dieci non ne hanno neanche uno. I librai chiedono, per l'ennesima volta, una politica nazionale.
Gli studenti serbi hanno festeggiato la vittoria alle elezioni con un gigantesco rave di 24 ore nella piazza simbolo delle proteste La festa in piazza Slavija è durata quasi 24 ore, con decine di migliaia di persone che cantavano «Freed from Regime».
Dopo 100 anni è stata ritrovata la “Bibbia” perduta in cui F.W. Murnau mise tutte le foto e i disegni dal set che raccontano le leggendarie (e misteriosissime) riprese del suo Faust MUBI Editions e la Cinémathèque française pubblicano il diario di scena che per anni si credeva fosse andato perduto, e che oggi mostra come il più riservato dei registi del cinema muto costruiva le sue immagini.
Nel Mediterraneo ci sono così tanti yacht che i miliardari non trovano più posti in cui parcheggiarli Nel mondo ci sono circa 210 mila yacht più lunghi di 12 metri e 160 mila posti barca per ormeggiarli. Per i proprietari è diventata una gara, per i fondi d'investimento uno degli affari più promettenti del momento.
I Calibro 35 hanno fatto un album interamente ispirato ai romanzi di James Ellroy e alla Los Angeles dei noir Nato come colonna sonora del documentario di Francesco Zippel premiato con il Nastro d’Argento, Ellroy vs L.A. è il nuovo disco dei Calibro 35: 12 brani di funk noir ispirati al maestro del crime americano.
In Cina la bolla dell’AI è già scoppiata, anticipando quello che potrebbe succedere anche negli Stati Uniti e in Europa In quattro mesi i titoli cinesi dell'intelligenza artificiale e dei chip hanno perso 480 miliardi di dollari. La bolla è già scoppiata, e quello che succede a Pechino potrebbe anticipare quello che succederà in Occidente.

Le migliori mostre virtuali da visitare nei prossimi mesi

Una lista di gallerie, musei, esposizioni e progetti italiani e internazionali da esplorare senza uscire di casa.

17 Novembre 2020

Eroici, per settimane sono stati gli ultimi avamposti culturali a resistere strenuamente. Come fossero in trincea, hanno visto cadere, uno a uno, cinema e teatri, sale da concerto e fiere. Ora anche per le gallerie d’arte e i musei italiani è arrivato il momento di arrendersi. A collezionisti e semplici appassionati di arte non resta altro che rifugiarsi nell’esperienza virtuale, che spesso si rivela sorprendente. Certo lo schermo del computer non avrà mai la magia di una sala espositiva, non avrà i suoi odori né la sua atmosfera. Ma permetterà anche ai più pigri (e curiosi) di poter vivere l’esperienza di una mostra, standosene comodamente seduti sul divano. E magari, se l’esperienza è stata piacevole, li spingerà fisicamente dentro un museo, una volta che tutto questo sarà finito.

Dall’Italia all’Europa, ma soprattutto negli Stati Uniti, sono in costante aumento le istituzioni private e pubbliche che hanno deciso di creare viewing room all’interno dei loro profili web. «Il futuro è arrivato prima del previsto», ha detto recentemente il gallerista David Zwirner, pioniere delle esposizioni virtuali. Sul sito della sua galleria in questi giorni si può ammirare “Yes, there will be singing”, l’ultima installazione dell’artista Diana Thater, star della videoarte. Un progetto sonoro ispirato a una poesia di Berthold Brecht, creato per essere vissuto solo digitalmente, tramite un feed video in live streaming multicanale. L’installazione è accessibile 24 ore al giorno fino al 28 novembre ed è un susseguirsi di suoni emessi da “Whale 52”, una balena blu identificata grazie all’unico tono delle sue vocalizzazioni, che pulsavano a cinquantadue hertz. Un canto intenso e solitario, perfettamente in linea col periodo che stiamo vivendo.

Sul sito della newyorkese Acquavella c’è la possibilità di visitare digitalmente l’esibizione Handmade Paintings dell’americano Tom Sachs (protagonista nel 2006 di una spettacolare personale curata da Germano Celant alla Fondazione Prada). In scena fino al 18 dicembre ci sono i suoi nuovissimi dipinti. Si tratta di un evento pop che più pop non si può, dove Sachs fonde le icone del consumismo e del capitalismo. Mixa le confezioni de Ladurée con l’Air Force One, McDonald’s con la bandiera a stelle e strisce. E nel frattempo indaga su temi quali il controllo e l’iconografia. «Per me ognuna di queste tele parla solo di una cosa», ha detto l’artista, «del potere. Presente alla Casa Bianca quanto nei loghi e nella pubblicità».

Anche alla Marian Goodman Gallery, sedi a Manhattan, Londra e Parigi, hanno investito sul digitale. Basta semplicemente iscriversi sul loro sito e in questi giorni si possono visitare ben tre mostre (con prezzi delle opere annesse): quella della fotografa vietnamita An-My Lê, dell’artista concettuale originario delle Bahamas, Tavares Strachand e dell’olandese Rineke Dijkstra, da sempre impegnata ad esplorare le infinite sfaccettature del ritratto. È poi ispirata al primo lockdown, l’esposizione web Lockdown Collages di Nico Krijno alla Ravestijn Gallery di Amsterdam (fino al 31 dicembre). Si tratta di una serie di composizioni che l’artista sudafricano ha firmato nella sua fattoria, poco fuori Città del Capo, durante la reclusione forzata di aprile. Moglie e figlie lontane, isolato dal resto del mondo, Nico ha dato vita a una sorta di diario visivo della solitudine, grazie a centinaia di immagini enciclopediche – dagli arrangiamenti ikebana ai busti di marmo, fino agli articoli per la casa – tagliate orizzontalmente e impilate verticalmente in suggestivi totem.

La mostra Paris 1910-1937, promenade dans les collections Albert Kahn, alla Cité de l’Architecture et du Patrimoine, offre la possibilità di rivivere virtualmente le atmosfere della Ville Lumiere del secolo scorso grazie alle straordinarie immagini in technicolor commissionate a decine di fotografi in tutto il mondo dal banchiere alsaziano Albert Kahn. Quest’ultimo era un tipo piuttosto visionario, che sognava di dar vita a una sorta di Google Street View ante litteram grazie allo sterminato archivio fotografico del pianeta terra che aveva fatto realizzare nel corso degli anni. Oggi tutti questi scatti sono gelosamente custoditi nella casa museo di Kahn a Boulogne-Billancourt. Fra questi, quelli realizzati a Parigi.

Sul sito della galleria svizzera Hauser & Wirth, le mostre online sono addirittura una trentina. Dalle composizioni impegnate di Lorna Simpson ai disegni firmati da Louise Bourgeois dal 1947 al 2007; dagli Still Life di Annie Leibovitz ai dipinti di Philip Guston. Nel lungo elenco, classici a parte, incuriosiscono gli acquarelli di Amy Sherald per l’esposizione “Womanist is to Feminist as Purple is to Lavender”: un tour fra le silhouette di donne black, a volte ritratte in bicicletta, altre volte sedute in poltrona oppure vestite con colori sgargianti. I loro abiti le collocano nella cultura contemporanea, ma in realtà sono figure senza tempo che ci spingono a riflettere sulla condizione attuale degli afroamericani.

E in Italia? Qualcosa si muove. Alla Triennale di Milano, ad esempio, è stato istituito un calendario di appuntamenti digitali. Il prossimo in ordine di tempo è la proiezione online del cortometraggio L’Âge d’or del coreografo e artista visivo Éric Minh Cuong Castaing (il 24 novembre). A Prato, il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci ha trasferito tutte le attività sulle piattaforme digitali: lo scorso 10 novembre è partito “Pecci On“, con  una serie di appuntamenti e conversazioni in streaming. Tra i progetti da segnare col circoletto rosso, anche “Extra Flags” nell’ambito del quale ogni lunedì una nuova bandiera realizzata da un artista diverso verrà issata sul pennone davanti al museo.

Anche il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea (Torino) può essere visitato da casa grazie a una programmazione digitale potenziata. Per Espressioni. La proposizione, il Direttore Carolyn Christov-Bakargiev offrirà visite guidate online della mostra. Ci sarà anche il video di una passeggiata attraverso le sale in conversazione con l’artista Anne Imhof. La sua mostra-performance Sex, prima personale in un’istituzione italiana, avrebbe dovuto aprire al pubblico il 5 novembre, chiudendo un progetto partito alla Tate Modern di Londra e passato dall’Art Institute di Chicago. Sul numero 44 di Rivista Studio trovate un articolo nato dall’incontro con l’artista mentre si trovava al Castello di Rivoli per lavorare alla mostra, ora rimandata.

Si chiama “Willi the Cat” invece l’esposizione curata da Massimo Bartolini e Luca Trevisani e ospitata fino al 6 febbraio (anche) sul sito della Fondazione Antonio Dalle Nogare di Bolzano. Cuore del progetto è un ambiente sensoriale, un’esperienza spaziale e percettiva che coinvolge alcuni lavori degli studenti della Facoltà di Design e Arti Libera Università di Bolzano con altre della collezione privata della fondazione altoatesina.

Mobilitazione digitale pure alla Collezione Pinault. Sul sito ufficiale dell’istituzione veneziana sono previste numerose visite guidate virtuali alle mostre in corso: Le Grand Jeu di Henri Cartier-Bresson, dove le foto del maestro francese sono state selezionate da cinque curatori speciali come Wim Wenders, Annie Leibovitz, Javier Cercas, Sylvie Aubenas e François Pinault, e Once Upon a Dream di Youssef Nabil a Palazzo Grassi (fino al 20 marzo) e Untitled, 2020. Tre sguardi sull’arte di oggi a Punta della Dogana (fino al 13 dicembre). Insomma, chi è affamato d’arte, non resterà digiuno. Con o senza lockdown.

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