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LuisaViaRoma, una delle storiche mete dello shopping italiano, è in grave crisi L'azienda ha chiesto al Tribunale 60 giorni di tempo per presentare un piano di risanamento e ripagare i debiti. Nel frattempo i dipendenti hanno scioperato e i sindacati parlano di «scelte manageriali non adeguate».
A Seoul c’è un club del libro in cui si leggono i libri mentre si ascolta la techno «Ritmi ripetitivi e suoni minimali aiutano a immergersi più a fondo nella lettura», dicono gli organizzatori di questo curioso club del libro.
Sui profili social della Casa Bianca sono apparsi degli inquietanti post di cui nessuno sta capendo né il senso né lo scopo Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».
Sta per arrivare un musical di Trainspotting con canzoni scritte da Irvine Welsh La prima è prevista per luglio al Theatre Royal Haymarket di Londra, giusto il tempo di far finire a Welsh tutte le canzoni a cui sta lavorando.
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Dopo 60 anni a Mosca è stato inaugurato un nuovo monumento dedicato a Stalin

Si trova nella stazione della metropolitana Taganskaya ed è l'esatta riproduzione di un monumento "perso" nel 1966.

29 Maggio 2025

Nella stazione Taganskaya della metropolitana di Mosca è stato appena svelato un nuovo monumento. Protagonista dell’opera è Iosif Stalin, ritratto al centro della Piazza rossa e circondato da una folla di cittadini e cittadine (ovviamente) adoranti. In realtà, non si tratta davvero di un nuovo monumento ma della copia di uno identico, “sparito” dalla metropolitana di Mosca nel 1966 durante dei lavori di ristrutturazione. Sono in tanti a credere che la scomparsa dell’opera originale – intitolata “La gratitudine del popolo verso il capo e comandante”, con una imperfetta traduzione dal russo – sia in realtà una conseguenza della politica di destalinizzazione lanciata da Nikita Chruščëv nel 1956.

Il monumento originale era stato inaugurato nel 1950. Tre anni dopo Stalin morì e partì la destalinizzazione: per decenni è stato difficile trovare statue o monumenti che lo commemorassero, quelli sopravvissuti a ciò che oggi chiameremmo cancellazione si trovavano spesso solo in piccoli centri urbani nelle regioni più remote della Federazione. Negli ultimi anni, e in particolar modo dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, il regime di Putin ha dato il là a un’opera di restaurazione della memoria di Stalin. Nuovi monumenti e opere a lui dedicate sono spuntate in tutto il Paese, la sua figura è diventata sempre più centrale nelle feste nazionali. Su tutte, quella per la Giornata della Vittoria, il 9 maggio, data in cui, non a caso, è stato mostrata per la prima volta al pubblico anche il monumento della stazione Taganskaya.

Nonostante gli sforzi del regime, far passare Stalin come un leader illuminato e un eroe nazionale si sta rivelando un’operazione più difficile del previsto. È vero che il consenso attorno alla sua figura, soprattutto tra i più giovani, cresce, ma è anche vero che ci sono stati diversi politici e cittadini che si sono indignati dopo aver scoperto del monumento della stazione Taganskaya. Su tutta questa questione, uno degli articoli più interessanti lo ha scritto Ian Garner sul Moscow Times.

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