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A Seoul c’è un club del libro in cui si leggono i libri mentre si ascolta la techno «Ritmi ripetitivi e suoni minimali aiutano a immergersi più a fondo nella lettura», dicono gli organizzatori di questo curioso club del libro.
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5 mostre da vedere a Milano a settembre

Dalle riviste patinate che hanno dato forma alla cultura afroamericana alla riscoperta dell'importanza culturale di Margherita Sarfatti.

di Studio
05 Settembre 2018

Con l’avvicinarsi dell’autunno Milano si libera del torpore estivo e si prepara a partecipare a una sfida accettata ormai da un po’: offrire proposte artistiche in grado competere con quelle delle grandi capitali europee. Rispetto a quelle del 2017, le mostre di settembre di quest’anno sono un’occasione per scoprire (o riscoprire) artisti e concetti nuovi, insoliti o ingiustamente trascurati.

Fondazione Prada: The Black Image Corporation

Oltre a insegnare nel Dipartimento di Arti Visive dell’Università di Chicago, Theaster Gates (classe 1973) è un artista specializzato in quelle che negli Stati Uniti vengono definite “installazioni di pratica sociale”. Nello spazio dedicato alla fotografia aperto dalla Fondazione Prada nella Galleria Vittorio Emanuele II, Gates propone un’esplorazione degli archivi della Johnson Publishing Company, la casa editrice americana che con il mensile Ebony e il settimanale Jet ha contribuito a definire i codici estetico-culturali dell’identità afroamericana contemporanea. Negli anni Ebony e Jet hanno accolto tra le loro pagine eventi e personaggi della cultura black, dalla prima spedizione di un astronauta afroamericano alle icone sportive e le celebrità. Al primo piano, dove i visitatori possono accomodarsi a sfogliare le copie originali di Ebony e Jet, l’artista presenta elementi di arredo e design originali progettati da Arthur Elrod per gli uffici della casa editrice a Chicago. Al secondo piano, una mostra corale e partecipativa incentrata sull’opera di due fotografi, Moneta Sleet Jr. e Isaac Sutton, offre una panoramica sull’élite afroamericana e una cronaca patinata di temi come la politica, l’auto-aiuto, lo sport, la bellezza e la sessualità. Il pubblico è invitato a esplorare liberamente l’archivio visivo estraendo le cornici dalla struttura concepita da Gates, appoggiandole al suo esterno per renderle visibili agli altri o osservandole singolarmente.

Quando: dal 20 settembre 2018 al 14 gennaio 2019

Hangar Bicocca: Leonor Antunes

Ispirandosi al lavoro di artisti, architetti e designer modernisti, Leonor Antunes (Lisbona, 1972) conduce un’attenta ricerca sui  progetti del Ventesimo secolo: ne studia proporzioni e misure e, selezionati alcuni dettagli e frammenti, li trasforma in nuove opere d’arte. Create in materiali naturali e organici su cui restano visibili i segni del passare del tempo – come corda, legno, cuoio, ottone, gomma e sughero –, le sue sculture fanno ricorso esclusivamente a tecniche di lavorazione artigianali e vernacolari, in netta contrapposizione alla produzione di massa. The last days in Galliate è la prima grande mostra personale in Italia dedicata all’artista, concepita come una complessa installazione site-specific che invade i 1.400 metri quadrati dello Shed di Pirelli HangarBicocca: le opere, di cui molte nuove produzioni, entrano in dialogo con gli elementi strutturali dello spazio e con la luce naturale per confluire in un’unica narrazione.

Quando: dal 14 Settembre 2018 al 13 Gennaio 2019

Museo del Novecento: Margherita Sarfatti

Il Museo del Novecento di Milano e il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (dove è possibile visitare un’altra parte della mostra), inaugurano un progetto espositivo dedicato a Margherita Sarfatti, scrit­trice, giornalista, critica d’arte e promotrice della cultura italiana. Il percorso espositivo ha un carattere immersivo: il visitatore viene invitato a seguire un racconto che parte dalle vicende private e pubbliche di Margherita, attraverso 90 opere circa dei protagonisti del movimento artistico Novecento Italiano, di cui la Sarfatti è l’anima critica. Dipinti e sculture di 40 artisti tra cui Boccioni, Borra, Bucci, de Chirico, Dudreville, Funi, Malerba, Sironi e Wildt vengono contestualizzati da filmati e fotografie, lettere, inviti ai vernissage, libri d’epoca, abiti, vetri e arredi, con un approfondimento da più prospettive sulla Milano degli anni Dieci e Venti nel XX secolo.

Quando: dal 21 settembre 2018 al 24 febbraio 2019

Margherita Sarfatti nel suo studio, 1931 (fotografia Ghitta Carrel)

Massimo De Carlo: Carl Andre, McArthur Binion

La prima rassegna esaustiva in Italia delle opere su carta di Carl Andre: lavori composti di poesie scritte a macchina che precedono e anticipano la pratica scultorea dell’artista. Gli scritti su carta sono alcuni dei primi lavori di Andre, che iniziò a produrli alla fine degli anni ‘50; in mostra ci sarà una selezione di opere datate dal 1958 al 1963, un periodo in cui l’artista visse a New York e condivise il suo studio con Frank Stella. Prima volta in Italia anche per l’artista americano McArthur (ad eccezione della partecipazione alla Biennale di Venezia del 2017). Ink:Work presenta una nuova serie di opere che ruota intorno all’uso del colore e dell’inchiostro, in particolare ai colori secondari che l’artista applica con i pastelli a olio. In questi grandi quadri, i documenti privati dell’artista, pagine scritte a mano dei suoi vecchi elenchi telefonici (dove nomi come “Mary Boone” e “Basquiat” evocano la scena artistica newyorkese degli anni ’70 e ’80) vengono coperti da strati di colore, griglie dipinte che occultano e al tempo stesso organizzano sulla tela l’elemento narrativo della sua pratica.

Quando: dal 13 settembre al 22 dicembre 2018

La Triennale di Milano: Haegue Yang, Unico e ripetibile

Prima mostra personale dell’artista coreana Haegue Yang in un’istituzione italiana, Tightrope Walking and Its Wordless Shadow (a cura di Bruna Roccasalva, organizzata in collaborazione con la Fondazione Furla) propone una serie di sculture performative, video e grandi installazioni i cui temi variano fluidamente dall’indagine sociale alla storia, dal vissuto personale alla memoria collettiva. L’esposizione si articola in tre ambienti che attraverso la combinazione di lavori del passato e nuove produzioni restituisce gli elementi ricorrenti nel lavoro di Yang: l’interesse per l’astrazione e la geometria, il movimento e la performatività, la relazione tra “piegare” e “dispiegare”, che l’artista esplora come pratiche interconnesse.

Unica nel suo genere, la mostra Unico e ripetibile presenta oltre 100 oggetti e opere raccolti con passione e dedizione dal gallerista Massimo De Carlo in tutto il mondo. Un’indagine sul rapporto che intercorre tra manufatto seriale e opera d’arte. La mostra propone tre nuclei che  identificano un percorso unico nella storia della cultura del Novecento e contribuiscono a individuare nuove relazioni tra le discipline e i sistemi di produzione di artisti e designer. Le ceramiche prodotte a Weimar negli anni precedenti alla Seconda Guerra Mondiale, i ricami di lettere di Alighiero Boetti, i manifesti del grafico e designer italiano AG Fronzoni raccontano l’evoluzione del rapporto dell’arte con l’industria e viceversa, invitando lo spettatore, così come il loro collezionista, a interrogarsi sul significato di unicità e sul concetto stesso di collezione.

Haegue Yang: dal 7 settembre al 4 novembre 2018
Unico e ripetibiledal 12 settembre al 7 ottobre 2018

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