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La Lofi Girl aprirà il suo Lofi Café in centro a Parigi Proprio come nel suo canale YouTube, diventato famosissimo durante la quarantena e attivo ancora oggi, sarà un posto dove studiare e rilassarsi insieme.
Negli Epstein Files Donald Trump viene citato più volte di Harry Potter nella saga di Harry Potter 38 mila volte, per la precisione. Il conteggio lo ha fatto il New York Times, per dimostrare quanto solido fosse il rapporto tra Trump ed Epstein.
Il documentario su Jeff Buckley arriverà finalmente anche in Italia, a marzo Soltanto per tre giorni, però: una proiezione-evento per celebrare 60 anni dalla nascita del cantautore di Grace.
Tra le centinaia di giornalisti licenziati dal Washington Post ce n’è una che lo ha scoperto mentre lavorava per il giornale in una zona di guerra La corrispondente Lizzie Johnson ha scoperto di essere rimasta senza lavoro mentre scriveva dal fronte ucraino, al freddo e senza corrente.
Darren Aronofsky si è guadagnato l’appellativo di “traditore del cinema” perché ha fatto una serie usando solo l’AI Sia i critici che i colleghi stanno commentando molto negativamente (per usare un eufemismo) sia la scelta di Aronosfsky che il pessimo risultato ottenuto.
Un grave scandalo sessuale avvenuto sul set di Good Time potrebbe costare l’Oscar a Josh Safdie e a Marty Supreme E sarebbe anche la ragione, questo scandalo, della brusca separazione di Josh dal fratello Benny.
In Giappone ha aperto un bar solo per persone che vogliono licenziarsi Secondo la regola d'oro del locale, la persona che entra annunciando di aver finalmente deciso di licenziarsi beve gratis.
La figlia di David Lynch ha annunciato che l’ultima e inedita sceneggiatura scritta dal padre diventerà un libro Unrecorded Night è la serie tv che Lynch non è mai riuscito a farsi produrre. Dovremo accontentarci di leggerla.

A Milano è stato demolito il Padiglione dell’Agricoltura di Ignazio Gardella

Era del 1961, parte dell'ex Fiera Campionaria: al suo posto costruiranno la nuova sede Rai.

29 Luglio 2025

Milano non costruisce soltanto, ma demolisce anche. Negli ultimi giorni di luglio è stato completato l’abbattimento di un pezzo storico dell’architettura cittadina, ovvero il Padiglione dell’Agricoltura di via Gattamelata, firmato da Ignazio Gardella e inaugurato nel 1961. Era un capitolo importante, come detto, del patrimonio culturale meneghino, perfino inserito nella lista dei beni culturali della Regione Lombardia: la sua facciata era riconoscibilissima, in quel quartiere, e con la sua fine termina definitivamente il capitolo della vecchia Fiera campionaria.

Il vecchio polo fieristico si trasformerà quindi nel futuro Nuovo Centro di Produzione Rai, come informa il blog Urban File. Si legge, sempre, che l’area sarà oggetto di una «completa riqualificazione», parola magica sempre più utilizzata in questi anni, specialmente in città. La Rai, quindi, sposterà tutte le attività che oggi si dividono tra la sede di corso Sempione e quella di via Mecenate.

Ne ha scritto su Instagram anche Bianca Felicori, architetto e fondatrice del progetto Forgotten Architecture (di cui avevamo parlato qui), dicendo: «Ciò che più mi colpisce è che la RAI ha sempre dimostrato una particolare sensibilità verso l’architettura e il design, collaborando spesso con alcuni dei più grandi architetti, tra cui Gio Ponti».

Una foto della demolizione è stata postata dall’architetto Paolo Brambilla, sempre su Instagram.

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La descrizione dell’edificio, dal sito Lombardia Beni Culturali, dice: «L’edificio di Gardella è un blocco in linea sviluppato lungo la via Gattamelata, margine tra l’insediamento della Fiera e il tessuto urbano circostante, con cui il progetto cerca un dialogo. Il padiglione presenta, infatti, un fronte rivolto alla città lungo circa cento metri che, attraverso il rigore tipico delle opere del suo progettista, si offre come punto fermo nel disordinato panorama del sito espositivo. La facciata, dunque, diviene l’elemento significante dell’intero progetto e si presenta ripartita in fasce orizzontali. La prima è costituita dalla zoccolatura, in cui vengono combinate lastre di pietra bianca di Vicenza (materiale utilizzato anche per i cordoli marcapiano e le pensiline, poste a protezione degli ingressi) e piastrelle in clinker di colore rosso scuro. Su questo solido basamento, poggia il vuoto di una parete continua in vetro e acciaio, a doppia altezza, scandita dall’incalzante ritmo di aperture verticali realizzate con telai smaltati in ferro rosso e poste tra ritti portanti, sempre in metallo ma neri. Concludono la composizione un coronamento continuo, inciso da un motivo a losanghe che Gardella aveva già usato in varie occasioni, e il nastro intermedio costituito da una parete cieca (di nuovo in clinker) che viene interrotta da tre sottili feritoie poste in corrispondenza dei cavedi che illuminano il secondo piano».

Nell’immagine in evidenza, il Palazzo dell’Agricoltura dall’Archivio Storico Fondazione Fiera Milano, autore non identificato.

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