L'ultimo "spostamento" dell'opera risale al 1992. Adesso potrebbe succedere di nuovo, per ragioni che hanno anche a che vedere con la tenuta del governo Sánchez.
È morto Mikis Theodorakis, il compositore del sirtaki
Prima del 1964 il sirtaki non esisteva. Comparve per la prima volta al cinema, nel film Zorba il greco con Anthony Quinn. A crearlo fu Mikis Theodorakis, il musicista e politico greco che compose l’indimenticabile colonna sonora poi diventata una musica e una danza famosissima, la rappresentazione dei lati solari e spensierati della cultura greca. Uomo imponente, fervente marxista, Theodorakis è morto oggi a 96 anni. Con le sue posizioni politiche evocava una visione progressista e democratica del comunismo, posizioni che come sottolinea Reuters, gli fecero conoscere in prima persona le ombre del Paese di cui aveva rappresentato il lato più allegro e luminoso. Nato nel 1925 sull’isola di Chio, durante la dittatura dei colonnelli (1967-1974) venne imprigionato, torturato, confinato, la sua produzione musicale messa all’indice.
Oltre a quella di Zorba il greco, Theodorakis ha composto altre grandi colonne sonore passate alla storia: per Il giorno in cui i pesci uscirono dal mare di Michael Cacoyannis (1967), Z – L’orgia del potere (Z) di Costa-Gavras (1969) e Serpico di Sidney Lumet (1973), Actas de Marusia: storia di un massacro di Miguel Littín (1976). Negli anni Sessanta e poi dagli anni Ottanta è stato un membro del parlamento, dove oggi in suo onore è stato osservato un minuto di silenzio. «Abbiamo perso una parte dell’anima della Grecia. Mikis Theodorakis, Mikis l’insegnante, l’intellettuale, il radicale, il nostro Mikis se n’è andato», ha detto il ministro della Cultura Lina Mendoni.
In cima al botteghino italiano e mondiale, il film di Phil Lord e Christopher Miller fa due cose in maniera eccellente: conferma il talento comico di Ryan Gosling e ci ricorda che si può ridere anche alla fine del mondo.
Vincitore del premio per la migliore opera prima all'ultimo Festival di Cannes, il film parla di una bambina a cui viene affidato un compito impossibile nell'Iraq di Saddam Hussein. Ma, in realtà, è una disperata difesa della sacralità dell'infanzia.