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Durante un raid a Minneapolis gli agenti dell’Ice hanno ucciso una donna che stava scappando e il sindaco ha detto che è meglio per loro se ora «si tolgono dalle palle» «Sparite. Non vi vogliamo qui», ha detto Jacob Frey dopo l'omicidio della 37enne Renee Nicole Macklin Good.
I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.
La tuta indossata da Maduro mentre veniva sequestrato dagli americani è diventata uno dei capi più desiderati del momento Lo certificano i meme, ma anche Google Trend, che nel weekend ha riscontrato un’impennata di ricerche collegate al completo di Nike Tech.
Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.
Il carcere di New York in cui è rinchiuso Maduro è lo stesso in cui si trovano tutti i detenuti più famosi del mondo Il Metropolitan Detention Center di Brooklyn è noto per aver accolto politici, boss e celebrità, ma anche per il pessimo stato in cui versa.
Stephen Miller, il più fidato e potente consigliere di Trump, ha detto che gli Usa possono prendersi la Groenlandia con la forza «Il mondo è governato dalla forza, dal potere e dalla capacità di imporli», ha spiegato Miller, minacciando per l'ennesima volta la Groenlandia.
Mickey Rourke è indietro con l’affitto della sua villa di Los Angeles e la sua agente ha lanciato una colletta per evitare che venga sfrattato A quanto pare, l'attore deve al suo padrone di casa ben 59 mila dollari di affitti arretrati. Per sua fortuna, la raccolta fondi sta andando bene.
Uscirà una nuovo giocattolo simile al Tamagotchi ma “potenziato” dall’intelligenza artificiale Si chiama Sweekar, può diventare immortale (più o meno), ricordare la voce del padrone e anche rievocare momenti vissuti insieme.

Quanto ci dispiace per Meghan

Il video in cui la Duchessa del Sussex ammette di soffrire la pressione mediatica attorno a lei è diventato virale. E sembra rinnovare la parabola di Diana.

22 Ottobre 2019

Sembra quasi che stia per piangere, in quei due minuti in cui il giornalista Tom Bradby le chiede come sta e come sta vivendo la maternità. Per tutta risposta, Meghan Markle lo guarda con degli occhi così tristi che viene quasi voglia di abbracciarla. Il video, che è diventato immediatamente virale, è un estratto dal documentario di ITV News, andato in onda la scorsa domenica nel Regno Unito, che documenta il recente viaggio in Africa dei duchi del Sussex. «È qualcosa di molto intenso da vivere, dietro le quinte» dice Meghan con un tono di voce basso e misuratissimo, non prima di aver specificato che tutte le donne sono vulnerabili durante la gravidanza, e che è difficile essere una madre e una moglie, forse ancora di più se oltre alla pressione della famiglia e degli amici, hai quella di un intero sistema mediatico che ti giudica quotidianamente. Quella tristezza, talmente evidente da risultare quasi bizzarro che venga così liberamente esibita da un membro della famiglia reale britannica, ha scatenato una reazione emotiva sui social piuttosto interessante da osservare se si ripensa alle vicende di Diana, che principessa triste, e del popolo, lo era per definizione.

Roxane Gay ha scritto su Twitter di essersi commossa dopo aver visto il video e di aver provato «così tanta empatia per lei da volerla contattare per offrirle supporto», mentre addirittura Caroline Calloway, l’influencer-scammer che qualche tempo fa è stata sburgiadata dalla sua ghost writer, si è sentita in dovere di annunciare su Instagram la sua compassione nei confronti della duchessa. «Defollowate questo account se non siete fan di Meghan», ha scritto, aggiungendo, «sostituite “Meghan” con “quello che pubblico” e la cosa diventa rilevante anche per questo account». E proprio quella possibilità di immedesimazione, per l’influencer imbrogliona così come per noialtri, quella capacità di rivederci negli occhi lucidi di Meghan Markle e nei suoi nervosi sorrisi di circostanza, è ciò che rende la sua confessione pubblica così potente e così giusta per i tempi emotivi in cui viviamo.

Di Diana avevamo degli scatti bellissimi, spesso rubati, dalle feste alle paparazzate per strada o durante i suoi viaggi, in cui appariva spaesata e così sola, gli occhi grandi incorniciati dal caschetto biondo che milioni di donne hanno imitato. Diana sulla passerella dello yacht di Dodi Al-Fayed con il costume azzurro intero, il suo profilo che si staglia su uno scenario da sogno eppure così solitario, Diana di fronte al Taj Mahal, sola anche quella volta, la gonna viola e la giacca rossa, la testa leggermente inclinata e un sorriso appena accennato. Di Meghan abbiamo i video, che ripartono in loop su tutti i social e reiterano all’infinito quel momento, sicuramente preparato, che però ha finito per colpirci lo stesso, al punto da farci quasi sentire in colpa. Stiamo davvero piangendo una donna milionaria che ha volutamente scelto una vita sotto ai riflettori? Il mondo è in fiamme e noi ci preoccupiamo di una duchessa, neanche una principessa, triste? «Alcuni sghignazzeranno e suggeriranno che una donna benestante non dovrebbe lamentarsi, specialmente quando si trova in un continente dove, in alcune zone, c’è tanta povertà. Ma vogliamo davvero vivere in un mondo in cui il dolore è una competizione e la famiglia reale è solo uno show televisivo, non un gruppo di persone reali?», ha scritto Jane Martinson sul Guardian cercando di razionalizzare l’effetto di quel video.

Ma la verità è che non c’è niente di razionale nell’affezione verso ciò che resta dei reali europei e la vicenda di Meghan Markle è lì a raccontarci l’eterna storia che i soldi, la bellezza, la popolarità, beh, non fanno la felicità. Che le duchesse sono proprio come noi. E che sono anche meno performative di come uno se le immagina: Meghan non era in piedi a poche ore dal parto come ha fatto Kate, che invece ha scelto la strada, difficile pure quella, dell’impeccabilità. Ora la coppia ha annunciato uno stop di sei settimane dagli impegni ufficiali, mentre il principe Harry, che ha ben impressa nella mente la parabola tragica della madre – «Ogni flash è traumatico per lui», si dice nel documentario –, fa sul serio nella sua guerra ai tabloid inglesi, che su Meghan hanno scritto di tutto. Che c’era un suo video porno sul web, che era un incubo per le sue assistenti, che sua sorella era satanista, che la sua casa d’infanzia era orribile. «I miei amici britannici me lo avevano detto che i tabloid mi avrebbero distrutto la vita», dice ancora lei, che però, da americana (e da attrice), non ci aveva mica creduto. E invece eccola lì, con gli occhi più tristi del mondo: una favola a cui crederemo sempre.

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