Un bambino di 9 nove anni ha presentato la sua collezione couture alla fashion week di Parigi
Si chiama Max Alexander, ha quasi 6 milioni di follower su Instagram, Sharon Stone come cliente, e in sogno ha scoperto di essere la reincarnazione di Guccio Gucci.
Quindici abiti, composti al 90 per cento da materiale biodegradabile, riciclabile, realizzato con deadstock e rimanenze di magazzino: un risultato di certo ragguardevole per un debutto in passerella, soprattutto se a firmarlo è un bambino di 9 anni. E per quanto possa apparire peregrino, potrebbe non essere l’avvenimento più inusuale che ha mai avuto luogo durante una settimana della moda.
La storia di Max Alexander, novenne di stanza a Los Angeles, non è un fulmine a ciel sereno o figlia di una istantanea viralità dei social: il bambino ha mostrato la sua inclinazione verso ago e filo diversi anni fa, durante il lockdown, quando, per sconfiggere il tedio della domiciliazione più o meno forzata, i genitori gli hanno regalato un manichino, dietro sua esplicita richiesta. Sua madre, Sherri Madison, artista che lavora di predilezione con pittura ad olio e sculture in cartone, ha sostenuto questa passione, che pensava passeggera, insegnandogli le basi del cucito. Una passione che è proseguita anche dopo la fine della pandemia, tanto che i genitori hanno deciso di mandarlo a lezione di cucito da due sarte locali e aprire un profilo IG @couture.to.the.max, (gestito da Madison) dove condividere le sue opere. Dalle sfilate organizzate nel giardino di casa di fronte ad amici e parenti è apparso visibile quanto Max fosse a suo agio anche nel dare indicazioni alle modelle, nonostante in famiglia nessuno avesse legami precedenti col mondo della moda: così ha raccontato Madison a Vanity Fair lo scorso anno in un’intervista. Il suo profilo ha attratto l’attenzione di Sharon Stone, che gli ha commissionato un cappotto. «L’ho visto davvero come un gesto molto umile da parte sua, volerlo supportare» ha spiegato Madison. «Allo stesso tempo, decide sempre lui se accettare o meno una commissione, non è mai obbligato a creare qualcosa se non vuole. Anche se si tratta di Sharon Stone».
Entrato nel Guinness dei Primati nel 2023 come “il più giovane stilista al mondo” l’ultimo suo traguardo lavorativo in ordine di tempo è però stata la sfilata al Palais Garnier di Parigi (al di fuori del calendario ufficiale della Fashion week parigina, ma in concomitanza con la semestrale settimana della moda locale), andata in scena nei giorni scorsi. Nel frattempo, il suo profilo su IG ha quasi 6 milioni di follower, e il bambino ha annunciato alla madre di voler trasferirsi in Italia, in quanto reincarnazione di Gucci. «Come fosse a conoscenza dell’esistenza di Gucci sinceramente non ne ho idea, dal mio guardaroba no di certo» ha spiegato Madison. «In particolare, le sue parole sono state: “Sono Gucci. Ho fatto borse, ora farò vestiti”. Non sapevo nulla di Gucci, quindi ho googlato la storia e sono rimasta di sasso. Anche tempo dopo, quando siamo stati in Italia sul treno diretto a Firenze ha esordito dicendo: “Sto tornando a casa” ». Ora resta da capire a quale Gucci si riferisse (Guccio? Paolo? Maurizio) ma a soli 9 anni, è comunque in anticipo sui tempi di tutti e tre.
Negli anni il Festival è diventato anche una passerella, in cui i vestiti sono uno strumento indispensabile per lanciare messaggi artistici, politici e personali. Ne abbiamo parlato con Susanna Ausoni, veterana dello styling e di Sanremo.