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Emerald Fennell ha consigliato 13 film stilosi da vedere per prepararsi alla visione del suo Cime Tempestose Film memorabili per l'estetica audace, i costumi bellissimo e anche per "l'infedeltà" rispetto ai romanzi da cui erano tratti.
L’uscita dell’album di Lana Del Rey è stata rimandata di tre mesi e mezzo per colpa del vinile Il nuovo singolo, invece, creato insieme a Jack Antonoff e scritto insieme alla sorella, il cognato e il marito Jeremy Dufrene, uscirà il 17 febbraio.
Il Segretario generale dell’Onu ha detto che se non la smetteremo di preoccuparci solo del Pil andremo incontro al disastro planetario Per Antonio Guterres, nell'epoca delle crisi climatica il Pil non può più essere l'unico strumento per misurare il progresso e il benessere.
I Geese faranno finalmente un concerto in Italia, quest’estate a Milano Un sibillino Reel Instagram ha annunciato l'ingresso della band nella line-up di Unaltrofestival: l'appuntamento è per il 19 agosto al Magnolia.
Il governatore della California Gavin Newsom ha ribattezzato il Super Bowl Sunday in Bad Bunny Day Il governatore democratico ha dato l'annuncio con un messaggio ironico che fa il verso a Donald Trump, da mesi impegnato a parlare male del musicista.
Tra le cose mai viste fatte da Bad Bunny al Super Bowl c’è anche quella di essersi esibito in un total look Zara Camicia con colletto, cravatta, maglia e pantaloni chino: questo il look dagli stylist Storm Pablo e Marvin Douglas Linares.
Per i vent’anni di High School Musical, Disney ha spezzettato il film in 52 video brevi e lo ha pubblicato tutto su TikTok È la prima volta che un produttore e distributore come Disney "adatta" un film per essere visto su un social.
C’è un sito in cui le AI possono affittare degli esseri umani a cui far fare tutto quello che vogliono Si chiama Rentahuman.ai, lo ha lanciato un signore di nome Liteplo, finora (per fortuna) non ha riscosso alcun successo.

Matt Smith deve donare il suo compenso a Time’s Up perché è pagato più di Claire Foy?

20 Marzo 2018

C’è una petizione online che chiede all’attore Matt Smith di donare al movimento Time’s Up il suo compenso ricevuto per la serie The CrownLa ragione, come avrete intuito, è il polverone che si è alzato quando si è venuto a sapere che Smith era stato pagato molto più di Claire Foy. Nelle prime due stagioni della serie Netflix dedicata a Elisabetta II, Foy interpretava la regina, mentre Smith era il principe Filippo (nelle prossime stagioni, per ovvie ragioni, i due saranno sostituiti da attori più anziani). La scorsa settimana si è scoperto che, nonostante interpretasse la protagonista, Foy fu pagata molto meno di Smith: lei ricevette 40 mila sterline a puntate, ma non è noto l’importo esatto della retribuzione di lui.

A molti è sembrata l’ennesima conferma che l’industria dell’intrattenimento ha un problema enorme di “pay gap“: le donne sono pagate meno degli uomini anche quando ricoprono ruoli più importanti! Per quanto il pay gap sia un fenomeno documentato, però, va fatto notare che, in questo caso specifico, al momento del casting Matt Smith era già un attore abbastanza famoso, grazie al suo ruolo da protagonista nella serie di fantascienza Doctor Who, mentre Claire Foy era ancora un’esordiente. Oggi, certo, non lo è più, ma è diventata famosa proprio grazie a The Crown.. In ogni caso, Netflix è corso ai ripari assicurando che nelle stagioni successive non ci sarà più alcun pay gap: «Nessuno sarà pagato più della regina», ha assicurato la co-produttrice, Suzanne Mackie.

È nata una petizione che chiede esplicitamente a Smith di donare il suo compenso a Time’s Up, il fondo che raccoglie soldi per il sostegno legale alle vittime di abusi e violenze sessuali: quando abbiamo chiuso questo articolo, contava più di 25 mila firmatari. «È un momento critico per Netflix», si legge nel testo, e per Matt Smith fare questa donazione sarebbe un modo per «dimostrare che sta dalla parte delle donne». Reese Witherspoon e Meryl Streep avevano donato mezzo milione di dollari al fondo. Mark Wahlberg aveva donato un milione e mezzo, dopo che si era scoperto un caso di pay gap macroscopico nei compensi per Tutti i soldi del mondo: per rigirare alcune scene (quelle dove Kevin Spacey è stato sostituito con Christopher Plummer) Wahlberg era stato pagato un milione e mezzo, mentre la sua co-star Michelle Williams era stata pagata soltanto 800 dollari.

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