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ChatGPT è “indagato” nel caso di uno school shooting in Florida perché secondo gli inquirenti avrebbe contribuito all’organizzazione della strage Secondo l'accusa, l'imputato Phoenix Ikner avrebbe utilizzato il chatbot non solo come fonte di informazioni ma come un vero e proprio "consulente stragista".
Il Regno Unito vieterà la vendita di qualsiasi prodotto contenente nicotina ai nati dopo il 2009 per creare la prima generazione smoke free della storia Niente sigarette vere e proprie, niente sigarette elettroniche, niente nicotine pouch, niente di niente sarà accessibile a chi è nato dall'1 gennaio 2009 in poi.
Nel Diavolo Veste Prada 2 c’era anche Sydney Sweeney ma la sua parte è stata tagliata per una “scelta creativa” Il cameo dell'attrice, che doveva apparire nei panni di sé stessa, è stato cancellato. E, secondo molti, in questa decisione c'entrano gli scandali e la politica.
La giunta militare del Myanmar ha messo al bando gli assorbenti perché convinta che i ribelli li usino per fasciarsi le ferite Secondo le organizzazioni umanitarie, i militari pensano davvero che gli assorbenti vengano usati così perché probabilmente non ne hanno mai visto uno.
Pedro Pascal ha fatto causa a un liquore perché si chiama Pedro Piscal Il liquore in questione è un pisco, la più popolare bevanda alcolica del Cile, paese Natale di Pascal.
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La Cnn ha scoperto una vera e propria “accademia dello stupro” su internet, ma nonostante la denuncia nessuno l’ha chiusa Il sito contiene migliaia di video e foto di violenze, oltre a consigli e tutorial su come eseguirle e nasconderle. Ma, a quanto pare, le autorità non possono chiuderlo a causa di un cavillo.
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Martina Pastori, videomaker

Ha collaborato con Fibra, Ghali, Rkomi e si è fatta notare per lo sguardo molto attento verso i luoghi in cui gira, soprattutto Milano.

27 Febbraio 2019

Quando ho contattato per la prima volta Martina Pastori per dirle che avrei scritto quanto segue, chiedendole se, di conseguenza, potessimo accordarci per parlare del suo percorso, anche solo per non arrivare a conclusioni che non rispettassero la sua idea o l’oggettività del suo cammino, una delle prime cose che mi ha detto è stata: «Basta che non scrivi che sono la videomaker del rap italiano». È infatti facilissimo, in questi anni, accomunare tutto ciò che è visivamente “spinto” rispetto alla norma — dove per norma si intendono sedicenti vincitori di Sanremo che prendono parecchia ispirazione dai video di Childish Gambino – all’ondata di “nuova” (ormai si fa per dire) musica che ha travolto prima Milano e poi l’Italia negli ultimi quattro anni.

Nel mondo dei videoclip musicali l’ultima novità è la trap, ma per il semplice fatto che la trap, che si trascina dietro dunque ogni altro sotto-genere del rap, è l’unica vera novità e ciò ha fatto sì che anche chi gravitava intorno al mondo della musica potesse prendere una boccata d’ossigeno. Se si vuole parlare di una città come Milano e di chi la dipinge senza avere come primo intento quello di raccontare un luogo, i lavori di Martina sono un’ottima base da cui partire. Nei suoi video (per spendere qualche nome ha collaborato con Fabri Fibra, Ghali, Capo Plaza, Rkomi e con brand come Napapijri) l’ambiente circostante il presunto protagonista del video è il vero protagonista.

Martina Pastori sul set di un video di Ghali

Prendendo in analisi video come “Maria Antonietta” di Priestess — una delle giovani sensation dell’estate 2015 — o lo stesso “Ninna Nanna” di Ghali, ma anche lavori più datati come “Essere Felici Qua” de L’Orso — uno dei gruppi indie del giro Garrincha quando sembrava che l’indie sarebbe esploso prima dei vari Calcutta e Paradiso — si scopre un’attenzione per le forme e i particolari praticamente unica nel suo genere, capace di rendere molte inquadrature — come già le ha definite lei — delle fotografie in movimento. La staticità, infatti, è la base di partenza dei suoi video, che partono da forme intorno a un dettaglio — dove spesso questo dettaglio è ironicamente il protagonista del video stesso — per andare a indagare uno spazio che di primo acchito ci sembrava di conoscere alla perfezione.

Se quindi nella maggior parte dei video abbiamo gli artisti che si muovono in un ambiente, sia esso il Bronx di New York o un set fotografico nell’hinterland milanese, nei video di Martina Pastori possiamo dire che capita più spesso che sia l’ambiente a muoversi intorno a chi lo occupa. E l’intento di prendere alla sprovvista chi guarda è sempre vivo. Se si pensa ironicamente a quell’ode alla città che è “Milano Bachata” di Rkomi e Marracash, in cui i due rapper – uno della Trecca, l’altro di Barona – cantano alla catulliana maniera il loro rapporto con la città, in fin dei conti positivo, Martina Pastori decide di mostrarci una Milano che cade a pezzi, che si disintegra su sé stessa. L’apoteosi dell’ambiente che divora il protagonista, quasi come fosse un marchio di fabbrica.

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