Da quando è arrivato ai vertici della politica spagnola, Pedro Sánchez è assurto a simbolo della sinistra mondiale grazie a una semplice ma geniale intuizione: non c'è più nessuna differenza tra l'essere di lotta e l'essere di governo.
Maricarmen Abascal è morta a 87 anni in una stanza d’ospedale. Ha passato gli ultimi sei anni della sua vita a lottare per non essere sfrattata dalla sua casa
Ci era entrata nel 1956, con il padre e la madre, e aveva sempre pagato l'affitto. Quando le dissero che doveva andarsene, rispose che avrebbe lottato fino alla fine.
In ospedale c’era finita il 23 settembre, portata in barella dopo che l’avevano fatta uscire in sedia a rotelle dalla casa in cui viveva da quasi 70 anni. È morta lì ieri, e oggi avrebbe firmato il contratto che la riportava a casa. Il 2 novembre avrebbe compiuto 88 anni. Quell’appartamento al sesto piano, di 90 metri quadri, in calle Alcalde Sainz de Baranda, nel quartiere Retiro, lo aveva affittato suo padre nel 1956, poi il contratto era passato alla madre, che non risultava intestataria perché la legge franchista non consentiva alle donne di possedere una casa, e infine a lei, che ha continuato a versare 500 euro al mese tra affitto e spese senza che nessuno, per quasi vent’anni, trovasse niente da ridire. Quando un’agenzia immobiliare, nel frattempo diventata proprietaria della casa, le propose di comprare l’appartamento per circa 250 mila euro, Maricarmen Abascal rispose semplicemente che quei soldi non li aveva e decise di rimanere quello che era sempre stata: un’inquilina che paga ogni mese per vivere dentro casa sua.
La fine della vita di Abascal iniziano nel 2020. Due anni prima, l’appartamento era stato acquistato da Urbagestión Desarrollo e Inversión, società di Ricardo e Fernando Alonso con sedi a Madrid e Valladolid, che vende immobili di ogni tipo e che per 24 mesi non ha mai manifestato l’intenzione di vendere l’appartamento. Poi, improvvisamente, una comunicazione che intimava alla donna di lasciare la casa: secondo i proprietari, la legge sulle locazioni urbane limita a due anni il periodo della seconda subrogazione di un contratto a canone antico, salvo invalidità al 65 per cento dell’affittuario. «Tutti davano per scontato, Maricarmen compresa, che il contratto fosse blindato e perfettamente valido» ha detto a El País la sua avvocata, Beatriz Duro. Nel processo che è seguito, in primo grado Abascal ha vinto, ma l’Audiencia Provincial (il massimo organo di giustizia delle province spagnole) ha ribaltato la sentenza il 30 giugno del 2022, e il Supremo non ha ammesso il ricorso. A quel punto l’azienda le ha offerto una sistemazione alternativa a 1600 euro al mese, sapendo che percepiva una pensione di 1400 euro. Lei ha continuato a pagare l’affitto della casa da cui la stavano cacciando.
Il primo tentativo di sgombero è dell’autunno del 2025, altri due sono arrivati a giugno, fermati ogni volta dai vicini intervenuto per proteggerla, e in mezzo c’è stata una richiesta delle Nazioni Unite di sospendere gli sfratti, che però non ha prodotto nulla. Il 23 settembre, con centinaia di persone accampate davanti al portone di casa sua, la polizia antisommossa è entrata nell’immobile sfondando la porta. Il 26 settembre decine di migliaia di persone hanno attraversato Madrid, e a fine corteo le prime tende sono comparse a Puerta del Sol (oggi sono più di 1200). Il 28, con la città intera scesa in piazza e la storia di Maricarmen Abascal diventata una notizia in tutto il mondo, Urbagestión si è seduta a un tavolo con l’avvocata, il Sindicato de Inquilinas e il Comune di Madrid, e in quattro ore ha accettato tutte le richieste della controparta: ritorno a casa, stipulazione di un contratto di otto anni e canone d’affitto invariato, gli stessi 500 euro che Abascal aveva sempre, regolarmente pagato. Il 2 ottobre l’agenzia ha firmato l’accordo e consegnato le chiavi. Nel frattempo, il governo di Pedro Sánchez ha provato a rimediare proponendo due decreti anti crisi abitativa, bocciati il primo ottobre dai voti di Partido Popular (centro destra), Vox (estrema destra) e Junts por Catalunya. I sindacati hanno convocato lo sciopero generale per l’11 novembre e il 5 ottobre Sánchez ha annunciato elezioni anticipate per il 29 novembre.
Una donna di 87 anni ha cambiato la storia della politica del suo Paese e ha infiammato i movimenti per la casa di tutto il mondo. Le chiavi di casa sua le erano state restituite cinque giorni prima che morisse. Non ha potuto ritirarle perché era in ospedale. Ora quelle chiavi finiranno dovunque le agenzie immobiliari conservino le chiavi degli appartamenti di cui detengono la proprietà. Adios Maricarmen, qualcuno ha scritto con un pennarello nero su un foglio A4 bianco, posato davanti alla porta della casa in cui una donna ha vissuto tutta la vita. Fino a quando qualcuno ha deciso che quella non era casa sua.