Il nuovo disco della band di Damon Albarn è un'opera ricchissima in cui una miriade di armonie e voci scrivono un racconto che parla di vita, morte, lutto, accettazione e ripartenza. Con un messaggio a tenere assieme tutto: sopravvive solo chi si lascia andare.
È uscito il primo trailer di Mank, il film di David Fincher sullo sceneggiatore di Quarto potere
Interamente in bianco e nero, ambientato nella Hollywood degli anni Trenta e Quaranta, Mank racconta la storia dello sceneggiatore Herman J. Mankiewicz, uomo particolare, dalla vita tormentata e autore del capolavoro di Orson Welles Quarto potere. Nel suo nuovo film, disponibile su Netflix dal 4 dicembre 2020, David Fincher ha deciso di raccontarne la storia. E ora il primo trailer ufficiale è finalmente arrivato.
Nel primo film di Fincher dopo Gone Girl del 2014, è Gary Oldman a interpretare Mankiewicz, ora conosciuto principalmente come l’uomo che ha co-scritto Quarto potere (1941) con il più grande prodigio di Hollywood, Orson Welles, ma che fu anche uno degli sceneggiatori più pagati di Hollywood e il capo del dipartimento di sceneggiatura della Paramount tra la fine degli anni ’20 e l’inizio degli anni ’30. Raggiunse l’apice del proprio mestiere subito dopo essere arrivato a Hollywood, iniziando presto il suo declino a causa dell’alcolismo e di un tremendo cinismo che influenzarono negativamente la sua carriera già entro la fine di quel decennio. Insieme a Gary Oldman, gli altri protagonisti del film sono Amanda Seyfried e Tom Pelphrey, Lily Collins, Tuppence Middleton, Charles Dance, e Tom Burke nei panni di Orson Welles. Come riporta Dazed & Confused, si tratta di un film che Fincher cerca di realizzare dal 2003. David Fincher, regista di Fight Club e Seven, ha già prodotto per Netflix serie TV come House of Cards e Mindhunter.
Il nuovo disco della band di Damon Albarn è un'opera ricchissima in cui una miriade di armonie e voci scrivono un racconto che parla di vita, morte, lutto, accettazione e ripartenza. Con un messaggio a tenere assieme tutto: sopravvive solo chi si lascia andare.
Invece di celebrare per l'ennesima volta il funerale delle riviste indie, sarebbe più utile parlare di come gli algoritmi e la frammentazione del pubblico stiano trasformando il fare un giornale in un'impresa impossibile.
Chi chiamerà e confesserà avrà una corsia preferenziale per acquistare una versione in miniatura della sua opera "The Ninth Hour", quella che ritrae Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite.
Prodotto da A24, il film è diretto dal 20enne Kane Parsons, che ha fatto diventare le backrooms un mito internettiano grazie a dei corti pubblicati su YouTube quando di anni ne aveva appena 16.