Hype ↓
06:41 sabato 17 gennaio 2026
Il miliardario Larry Ellison, fondatore di Oracle, ha dovuto cambiare nome al suo megayacht dopo essersi accorto che leggendolo al contrario diceva “Im a nazi” Peccato, perché Izanami, divinità madre del pantheon shintoista, era proprio un bel nome. Almeno, lo era se lotto da sinistra a destra.
Dopo la morte del figlio di Chimamanda Ngozi Adichie, in Nigeria è iniziata una protesta contro il disastroso stato della sanità nazionale La scrittrice ha perso un figlio di appena 21 mesi e ha fatto causa all'ospedale in cui era ricoverato, accusando i medici di gravissime negligenze.
15 francesi, 13 tedeschi, 2 finlandesi, 2 norvegesi, un britannico, un olandese, nessun italiano: sembra una barzelletta ma è il contingente militare europeo in Groenlandia Basteranno un centinaio di soldati a fermare le mire espansionistiche degli Stati Uniti d'America? Il rischio di scoprirlo presto, purtroppo, c'è.
Maria Corina Machado ha offerto il suo Premio Nobel a Trump, lui se l’è preso e ha detto che se lo tiene Ma la Fondazione Nobel ha fatto sapere che non vale, non basta avere il Premio Nobel per essere il Premio Nobel.
Kim Gordon ha annunciato che il suo nuovo album si chiamerà Play Me e uscirà a marzo Sarà il terzo album da solista dell'ex-bassista dei Sonic Youth dopo The Collective e No Home Record.
È uscito il trailer di Euphoria 3 e tutti stanno parlando di Sydney Sweeney che fa la onlyfanser Ma ci sono diverse altre novità rispetto alle precedenti due stagioni, tra cui la presenza di Rosalía e Sharon Stone.
L’Ukip vuole usare un nuovo logo elettorale praticamente identico alla croce di ferro della Germania nazista È la seconda volta che il partito di estrema destra guidato dal personal trainer Nick Tenconi cerca di far approvare un simbolo che richiama apertamente l'iconografia del Terzo Reich.
Su GTA Online è apparsa una missione in cui i giocatori giocano l’omicidio di Charlie Kirk Apparsa e già scomparsa: i moderatori hanno cancellato tutto e inserito anche le parole “Charlie Kirk” all’elenco dei termini proibiti.

Gli amori estivi sono più belli se li canta Mango

La sua musica era chiamata "pop mediterraneo": è capace di descrivere bene certi languori e certe seduzioni sfumate e balneari.

01 Luglio 2024

Più delle altre, l’estate mi sembra una stagione fatta di buone intenzioni, nuove abitudini e gesti ripetuti con una certa gioia. Per questo, l’arrivo del primo sudore pronunciato, per me, coincide con un rito preciso: imbustare e riporre con cura nei piani alti dell’armadio i maglioni invernali, comprare una piantina di basilico, aggiungere almeno un nuovo brano alla playlist: “Una grande estate italiana”.

Appena il termometro oltrepassa i venticinque gradi mi prende uno slancio, una nostalgica e travolgente smania di Italia del secolo scorso. Tra i capisaldi di quella che è ormai a tutti gli effetti una tradizione personale ci sono Cesare Pavese, Natalia Ginzburg, Michelangelo Antonioni e Nanni Moretti. All’apice di questa piramide – che so bene descrivere un fenotipo umano preciso – c’è però Mango, che immagino come una specie di divinità avvolta da un’aura luminosa, con le braccia aperte e pronte ad accogliere i tre mesi estivi in arrivo. Onnipresente nella maggior parte delle mie playlist, nella sua carriera trentennale Mango ha cantato con precisione millimetrica quello che ci succede appena l’aria si impregna di caldo e salsedine. Il suo stile musicale è stato più volte soprannominato “pop mediterraneo”, una definizione che descrive bene la sinuosa miscela di semi-falsetto, sonorità che sembrano arrivare da lontano e testi trasognati.

Di Mango, che è uno di quegli artisti che è sempre colonna sonora di qualcosa di pivotale, ho due ricordi. Il primo, d’infanzia, ha a che fare con un bungalow in Provenza e dei vicini italiani fissati con “Oro” e “La rondine”; comprensibile, erano pur sempre gli anni Duemila e si trattava dei suoi due più grandi successi. Il secondo, invece, è arrivato quasi per caso in quel periodo della vita in cui si è in un costante e tumultuoso dialogo con sé stessi.

La prima volta che ho ascoltato “Arcobaleni” ero un’adolescente timida e spaventata dalle possibilità che le emozioni potevano aprirmi, ed è un’esperienza che mi pare di aver capito meglio con il passare del tempo. A pensarci ora, niente della cotta estiva che mi stava ribollendo dentro somigliava agli amori conturbanti cantati da Mango. I motivi erano diversi: innanzitutto, io avevo diciassette anni, sedici in meno di quelli che aveva Mango quando Adesso – l’album in cui è contenuto il brano – è uscito. È ragionevole pensare che non avessi ancora toccato tutte le sfumature di sentimento provate da un trentatreenne; poi, le volte in cui avevo visto la persona a cui pensavo si possono contare sulle dita di una mano, tanto che ora ne ricordo a malapena il viso e qualche particolare del corpo. Ma era una sera d’estate, avevo i piedi nudi ben piantati nella sabbia di una spiaggia, e tutto mi sembrava gigantesco e in divenire.

Di Mango mi piace che, nei suoi pezzi, è raro incontrare amori eccessivi, tormentati, troppo convoluti. Tra gli arabeschi dei suoi suoni vivono piuttosto dei legami profondi ma distesi, come se avesse trovato il segreto per rendere l’amore un sentimento più pacificato che sofferto, anche quando ci si separa o si è nostalgici. Di “Arcobaleni” mi colpiva (e mi colpisce tuttora) il racconto così preciso dei “miraggi strani” che appaiono all’avvicinarsi e all’allontanarsi dell’altro. Seduta affianco a qualcuno che mi piace mi riesce sempre difficile stare concentrata, impegnata come sono a combattere lo strisciare di un’allucinazione: immagino la peluria delle braccia e delle cosce allungarsi e tirarmi la pelle, spingerla verso l’altro, abbarbicarsi ai suoi peli e finalmente arrivare alla fusione. Altre volte penso che, se mi avvicinassi di un solo altro millimetro, tutti e due potremmo assistere allo spettacolo gotico e démodé di una lampada al plasma.

A farmi affezionare definitivamente alla mia canzone dell’estate sono stati gli inganni dell’occhio. Tutti i timidi e gli introversi, a un certo punto, devono fare i conti con il guardare negli occhi le altre persone. Se da ragazzina la sola possibilità mi metteva in crisi, nel tempo ho imparato a puntare gli occhi in quelli altrui con un’intensità modulata, trovando una via di mezzo tra la non intenzionalità e il sembrare stralunata, mi sono impratichita con i significati degli sguardi, sono finita a sviluppare una sana ossessione per il guardarsi. Mango mi cantava nelle orecchie «cado giù / negli occhi tuoi / ci vedo quello che vuoi», mentre avevo appena iniziato a rifletterci. Anche questa mi era parsa fin da subito una specie di rivelazione messianica.

Se ora mi viene quasi da ridere ogni volta che mi capita di pensarci, da adolescente facevo fatica a immaginare che queste potessero essere in qualche modo delle esperienze condivise. Per la me diciassettenne ascoltare la musica era un mezzo efficace per aprirmi su un mondo emotivo inesplorato e le acrobazie vocali di Mango mi aiutavano a dare a quanto scoprivo una dimensione al contempo reale e incantata. I suoi testi essenziali e affilati arrivavano sempre dritti al punto, ma erano le sue sonorità a compiere il vero miracolo: riuscivano a trasformare il mio litorale ligure mangiato dai villeggianti del nord-ovest in rigogliose oasi avvolte da esotiche nubi aranciate.

Ognuno di noi ha un libro, una canzone, un film che associa all’estate. “Cose d’agosto” è una raccolta di articoli in cui le autrici e gli autori di Rivista Studio raccontano questo loro feticcio estivo, che sia intellettuale o smaccatamente pop.

Articoli Suggeriti
La grazia è tante cose ma soprattutto un film sulla fragilità dei maschi

Il nuovo film di Paolo Sorrentino, appena arrivato nelle sale, racconta un Presidente della Repubblica per mostrarci tutti i buchi che i tempi moderni hanno aperto nel vecchio concetto di mascolinità.

Kim Gordon ha annunciato che il suo nuovo album si chiamerà Play Me e uscirà a marzo

Sarà il terzo album da solista dell'ex-bassista dei Sonic Youth dopo The Collective e No Home Record.

Leggi anche ↓
La grazia è tante cose ma soprattutto un film sulla fragilità dei maschi

Il nuovo film di Paolo Sorrentino, appena arrivato nelle sale, racconta un Presidente della Repubblica per mostrarci tutti i buchi che i tempi moderni hanno aperto nel vecchio concetto di mascolinità.

Kim Gordon ha annunciato che il suo nuovo album si chiamerà Play Me e uscirà a marzo

Sarà il terzo album da solista dell'ex-bassista dei Sonic Youth dopo The Collective e No Home Record.

C2C Festival festeggia il suo venticinquesimo compleanno svelando la line-up della seconda edizione del festival a New York

L'8 maggio 2026 C2C Festival torna al Knockdown Center con un programma ancora più ambizioso. Tra gli ospiti più attesi Arca, Los Thuthanaka ed Elias Rønnenfelt.

Su Bandcamp sarà vietata la musica prodotta con l’intelligenza artificiale

Con un post su Reddit, la piattaforma ha anche invitando gli utenti a segnalare tutte le canzoni sospettate di essere state fatte con l'AI.

La Veneto Wave iniziata con Le città di pianura continua con i libri di Giulia Scomazzon

Con la scrittrice veneta abbiamo parlato di 8.6 gradi di separazione e La paura ferisce come un coltello arrugginito, cioè di Veneto, di alcolismo, di ragazze simpatiche, di fidanzati noiosi e di Ottessa Moshfegh.

Il nuovo cinema di guerra americano

Da Civil War a House of Dynamite passando per Una battaglia dopo l'altra, questa nuova America bellicosa e incomprensibile è passata sugli schermi prima di diventare realtà.