Hype ↓
20:57 mercoledì 8 aprile 2026
Una biblioteca di Chicago cerca persone che sappiano leggere il corsivo per trascrivere dei testi antichi ma fatica a trovarle perché sempre meno persone sanno leggere il corsivo La Newberry Library sta trascrivendo tutti i documenti in corsivo conservati nel suo archivio, ma il progetto prosegue a rilento perché la lettura del corsivo è una competenza rara, ormai.
L’ultimo trend nel turismo è l’extreme daytrip, cioè viaggi all’estero, con voli low cost, che durano un giorno solo e in cui si visita tutto il visitabile in 24 ore senza fermarsi mai È la gitarella in giornata portata all'estreme conseguenze. Di stress, di turistificazione e di impatto ambientale, soprattutto.
Asghar Farhadi ha scritto una lettera in cui chiede a tutto il mondo del cinema di protestare contro Stati Uniti e Israele per quello che stanno facendo in Iran «Al di là di qualsiasi convinzione o posizione, uniamoci per fermare queste azioni disumane, illegali e distruttive», ha scritto il regista.
La partecipazione di Kanye West al Wireless Festival di Londra ha causato un disastro commerciale e una crisi politica Gli sponsor hanno abbandonato il festival, il governo ha negato il visto a Ye, il festival è stato cancellato. Tutto in 48 ore.
Dopo la tregua con l’Iran si è tornati a parlare della “teoria del TACO”, cioè del fatto che Trump Always Chickens Out, Trump si tira sempre indietro Il termine, coniato dal Financial Times, si applica ad almeno dieci occasioni in cui Trump ha fatto grandi minacce per poi battere in veloce ritirata.
Le foto che gli astronauti dell’Artemis II stanno scattando alla Terra e alla Luna sono fatte con l’iPhone Degli iPhone 17 Pro Max, per la precisione. Se siete amanti della fotografia, queste le impostazioni usate dagli astronauti: obbiettivo 2,715mm, apertura f/1.9 e flash disattivato.
Gli Strokes hanno pubblicato il loro nuovo singolo, “Going Shopping”, spedendolo a 100 fan in una musicassetta E assieme alla cassetta, uno slogan che dice tutto: «In the Flesh, it’s Even Sexier». Adesso c'è solo da aspettare l'uscita del nuovo disco, Reality Awaits.
L’anteprima mondiale della nuova stagione di Euphoria sarà al Coachella È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.

Il popolo bello di Magliano (e le altre cose interessanti di Pitti)

Magliano torna a Firenze dopo cinque anni con un progetto maturo, che rappresenta un modo nuovo di intendere la moda in Italia. Qualcosa che si è intravisto anche altrove.

12 Gennaio 2024

Nella nota ufficiale, la scala dello stadio di Firenze che ha ospitato la sfilata di Magliano a Pitti è descritta come «una occasione rubata di glamour». È anche un omaggio al cinema di Andrej Tarkovskij (e in particolare a Nostalghia, del 1983) ma, soprattutto, è un modo per esemplificare con un grande effetto visivo la poetica di Magliano sin dal suo debutto, avvenuto proprio a Firenze cinque anni fa. Lo scorso giugno Magliano ha vinto il Karl Lagerfeld Prize al concorso per nuovi designer organizzato da LVMH ed è definitivamente entrato nei radar di tutti, anche di quelli che fino a quel momento non avevano prestato attenzione. Come ci aveva raccontato Luca Magliano in un’intervista la scorsa primavera, la ricerca fatta dal gruppo di lavoro che dà vita al progetto collettivo di Magliano vuole portare alla luce «una quintessenza italiana» che non pretende di esaurire l’identità italiana (se pure questa esistesse) quanto invece di raccoglierne le sue parti più trascurate, lontane, periferiche, e portarle al centro della scena. O della scala, dalla quale scendevano i volti e i corpi con cui Magliano si identifica.

Grazie a delle collaborazioni intelligenti, come quelle con Kiton e Borsalino, la collezione era particolarmente solida ed è sembrata un punto di incontro felice tra la nostra migliore tradizione sartoriale e la visione creativa di un marchio che sull’eleganza italiana ha molto da dire. Il popolo di Magliano, che da quella scala scende a passo lento, attraversa le file di sedie e sempre a passo lento risale dando le spalle al pubblico, quasi nascondendosi ma di fatto prendendosi un palcoscenico a cui normalmente non ha accesso, è una metafora di un modo di intendere quel “vestirsi bene” per cui il nostro Paese ha conquistato il suo posto nel mondo. Non è però più un vestirsi borghese, non racconta di affabili arrampicatori sociali o ambiziosi sciupafemmine, al contrario parla degli ultimi, degli onesti forse, di giacche fluide e maglioni sbagliati, di cappelli ribaltati giocosamente, stringate con le borchie e ciabatte pesanti, ma morbidose e ricamate. L’elemento femminile, si infiltra nelle uniformi, nei completi da sera, nei gilet e nella maglieria e ne confonde le silhouette, le alleggerisce o le infagotta, nasconde eppure scopre, introduce una sensualità che non è mai aggressiva, forzata, stereotipica, ma insinuata, dolce, sfuggente, aperta e attraversabile. È questa la bellezza di Magliano, un’esaltazione della fragilità che non sa mai di piagnisteo Millennial ma di rivendicazione concreta, della propria storia, identità e classe sociale, e di pezzi giganti della cultura italiana come Fabrizio De André, che da Magliano sanno dosare con la giusta dose di poesia e autoironia.

In apertura e nella foto: Magliano Fall Winter 2024-2025. Photo courtesy of Magliano

Ha scritto Samuel Hine nella sua ultima newsletter per Gq Us, che è difficile, soprattutto per uno straniero, capire cosa sia successo a un certo punto alla moda italiana e perché, dopo quelle stagioni splendide a cavallo tra i primi Ottanta e gli anni Novanta, sia stata sistematicamente incapace di permettere l’ascesa di nuovi nomi. C’è il fatto che il sistema è cambiato, e tanto, e c’è il fatto che il nostro è un Paese dove la crescita è ferma da decenni, soprattutto per chi ha meno di quarant’anni, come nel caso di Luca Magliano e del team che lo accompagna. Passeggiando per un Pitti affollato (+4 per cento di presenze di compratori, segnalano le prime stime ufficiali), viene da chiedersi allora cos’ha da offrire l’Italia oggi in fatto di moda, e di moda maschile nello specifico, visto che la differenza negli ultimi anni, dopo gli esperimenti co-ed, è tornata a essere rimarcata. Spulciando tra gli stand, i progetti interessanti non sono mancati, come quello nato dalla collaborazione tra Vitelli (avevamo intervistato Mauro Simionato qui in occasione di Studio in Triennale – Fuori orario) e Consinee Group, il gruppo cinese leader nel mercato dei filati pregiati da filiera certificata e sostenibile. “Cashmere Trail”, è una capsule di dieci capi in cashmere, in puro stile Vitelli che per la prima volta lavora con questo materiale pregiato, realizzata interamente con filo di recupero selezionato tra le rimanenze stagionali dello stock Consinee, ma è anche un percorso visivo, grazie alle immagini di Patrick Bienert, fotografo tedesco noto per i suoi lavori su identità giovanili e territori in trasformazione, e alla video-installazione che racconta il viaggio alla scoperta del cashmere che attraversa tutte le fasi della supply chain. È un modo di raccontare la filiera e disegnare nuovi internazionalismi, se così possiamo chiamarli, un approccio fresco al mercato globale che tiene conto delle specificità locali ed esalta differenze e affinità, in un momento storico in cui siamo invasi da proposte di ogni tipo, perlopiù dimenticabili. Il lavoro fatto da Vitelli sull’artigianato, l’insistenza con cui si vuole legare quella tradizione del made in Italy al lavoro dell’ufficio stile, unendo invece di separare, è uno degli esperimenti più interessanti del nuovo panorama della moda italiana. Come per Magliano, c’è il tentativo di scrivere nuovi capitoli in una storia raccontata mille volte, strappandole via l’aura da parabola intoccabile e ridandole invece vita, nuovi significati e interpretazioni.

Da segnalare anche la mostra organizzata dal Polimoda presso la Manifattura Tabacchi. An/Archive – Event One è infatti un’anteprima del futuro centro di ricerca dedicato agli studi di moda. Fino al 21 gennaio, Event One si sviluppa come un’esperienza multidisciplinare incentrata sul tema principale del corpo umano e il suo rapporto con la moda. I capi in esposizione, che abbracciano il lavoro di Margiela, Krizia, Romeo Gigli, Issey Miyake e Comme des Garçons tra gli altri, dialogano con le opere di William Forsythe, Minna Palmqvist e Sissel Tolaas. La mostra si arricchisce di un programma di incontri aperti al pubblico e va ad ampliare quell’offerta culturale che sempre dovrebbe accompagnare le sfilate: un qualcosa che in Italia fatichiamo a comprendere, a mettere in atto, perché la moda non a tutti pare cultura, invece lo è, dovremmo ricordarcene più spesso se non vogliamo rimanere quelli delle stagioni splendide, che non hanno saputo evolversi e farsi domande sul futuro.

Articoli Suggeriti
Grazie al Diavolo veste Prada 2, Anna Wintour è finita per la prima volta sulla copertina di Vogue assieme alla sua alter ego Miranda Priestly, cioè Meryl Streep

Per l'occasione si è fatta intervistare da Greta Gerwig, mentre l'attuale direttrice di Vogue faceva da stenografa.

Jacquemus sta finanziando il restauro della Fontana del Bagno delle Ninfe di Versailles

Si tratta di una fontana XVII secolo il cui restauro richiederà un anno di lavori. Il designer torna così nella reggia francese, dove aveva già ambientato due sue sfilate.

Leggi anche ↓
Grazie al Diavolo veste Prada 2, Anna Wintour è finita per la prima volta sulla copertina di Vogue assieme alla sua alter ego Miranda Priestly, cioè Meryl Streep

Per l'occasione si è fatta intervistare da Greta Gerwig, mentre l'attuale direttrice di Vogue faceva da stenografa.

Jacquemus sta finanziando il restauro della Fontana del Bagno delle Ninfe di Versailles

Si tratta di una fontana XVII secolo il cui restauro richiederà un anno di lavori. Il designer torna così nella reggia francese, dove aveva già ambientato due sue sfilate.

Hermès ha creato un videogioco in realtà aumentata per far andare a cavallo anche chi non sa andare a cavallo

Il videogioco è stato presentato durante Saut Hermès, un concorso di equitazione (reale e non virtuale) che il brand sponsorizza da tempo.

Vestivamo alla reazionaria

L'affermazione delle destre che governano il mondo oggi passa anche attraverso la costruzione di nuovi codici estetici nei corpi e nei vestiti. Capelli, cappotti, stivali, bicipiti, sono tutti segnali da decodificare per capire cos'è il nuovo potere. E a quali vecchi poteri si ispira.

Un gruppo che si chiama EveryonehatesElon si sta organizzando per trasformare il Met Gala nella peggiore serata della vita di Jeff Bezos

Si tratta dello stesso collettivo che protestò contro l'occupazione veneziana durante il matrimonio del patron di Amazon, e che oggi sta raccogliendo donazioni per organizzarsi in vista dell'evento.

LuisaViaRoma, una delle storiche mete dello shopping italiano, è in grave crisi

L'azienda ha chiesto al Tribunale 60 giorni di tempo per presentare un piano di risanamento e ripagare i debiti. Nel frattempo i dipendenti hanno scioperato e i sindacati parlano di «scelte manageriali non adeguate».