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Nella guerra in Iran, per la prima volta nella storia i data center privati sono stati attaccati in quanto obiettivi militari legittimi I Pasdaran hanno iniziato a colpire i data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, sostenendo che gli attacchi di Usa e Israele passano anche da quelle strutture.
Per la sorpresa di nessuno, la persona più contenta della decisione del CIO di escludere le donne trans dalle gare olimpiche femminili è J.K. Rowling La decisione del Cio l'ha talmente entusiasmata che si è persino dimenticata di commentare il trailer della nuova serie di Harry Potter.
Gregory Bovino, il famigerato capo dell’operazione anti immigrazione di Minneapolis, è andato in pensione e ha detto che il suo unico rimpianto è non aver espulso più immigrati Dopo la disastrosa operazione nelle Twin Cities, Bovino era stato declassato e rinnegato dall'amministrazione Trump. Ora va in pensione, rivendicando tutto.
In Giappone c’è un nuovo problema di ordine pubblico: il butsukari, cioè persone che all’improvviso e senza motivo spingono a terra il prossimo Le vittime predilette sono donne e bambini. Le cause, al momento, sconosciute. I video sui social che ritraggono le aggressioni, moltissimi.
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L’Onu ha approvato una risoluzione che condanna la schiavitù come «il più grave crimine contro l’umanità», nonostante il voto contrario degli Usa e di Israele e l’astensione dell’Europa Sia i Paesi che si sono opposti che quelli che si sono astenuti hanno spiegato la decisione dicendo che non è giusto stabilire una "classifica delle atrocità".

Madame Web è un disastro sia di critica che di incassi

23 Febbraio 2024

Dakota Johnson è la protagonista del film Madame Web, nei cinema in questi giorni di febbraio 2024, eppure, ha detto, non si è mai ri-vista. Esatto: non ha visto il film in cui ha recitato. A dire la verità non è uno scandalo, e capita spesso che attori e attrici non corrano a guardare un certo film a cui pure hanno lavorato, ma considerato quanto sta floppando la pellicola dell’universo Spider Man, un po’ di effetto lo fa.

Partiamo dall’inizio: Madame Web è un film che parla del personaggio Marvel Cassandra Webb (con due b, sì), figlia di una ricercatrice naturalista morta (uccisa dal collega Ezekiel) nella giungla peruviana. Dei curanderos indigeni avevano cercato di salvarla facendola mordere da un rarissimo ragno mai identificato prima con poteri curativi, ma niente da fare. Almeno Cassandra nasce, nel più classico dei topos dicotomici tra morte e vita. Trent’anni dopo la bambina è una donna e vive a New York, fa il paramedico e scopre che può vedere nel futuro. Ezekiel, che aveva ucciso la madre di Cassandra per avere l’esclusiva sul ragno, ha gli stessi poteri. In mezzo, ci sono tre ragazze: Ezekiel le deve uccidere perché ha pre-visto che altrimenti loro uccideranno lui, Cassandra le vuole invece salvare.

Sembra fantastico, no? Ecco. La critica americana ci è andata giù pesante: Rolling Stone l’ha definito il Cats delle saghe supereroistiche, aggiungendo che è un disastro livello-Chernobyl – e non intende la serie tv; il Daily Beast dice che è «un disastro esilarante più di quanto potessimo prevedere». Tutta questa pubblicità negativa, tuttavia, nell’era dei social, dovrebbe valere come pubblicità e basta, giusto? Creare curiosità, anche solo un po’ di voglia di vedere quanto è scarso questo film. Invece no.

Se in moltissimi ne stanno parlando malissimo (doppio superlativo voluto) soprattutto sui social, nessuno sta riempiendo i cinema. Negli Stati Uniti, i biglietti venduti per il film di S.J. Clarkson sono stati il record peggiore di sempre per un episodio di una saga di supereroi. Vuol dire, in numeri, 25 milioni di dollari totali dall’uscita il 14 febbraio, secondo i numeri di Sony Pictures. In Italia? Secondo Mojo, siamo a circa 900 mila dollari, quindi, in questo momento, posizione numero 8 del botteghino.

Una delle critiche maggiori che si fa è il product placement spudorato di Pepsi: diversi tweet mostrano scene in cui la protagonista beve Pepsi, cartelloni pubblicitari della bibita, e così via. Ma anche la storia quasi inesistente dell’antagonista, un ricercatore efffettivamente molto buffo nella sua tuta nera da ragno cattivo. Ma non possiamo non considerare il declino dei film di supereroi a cui da qualche anno stiamo assistendo. O meglio, vediamo le cose in prospettiva: «l’universo dei supereroi non è più in espansione», ha scritto David A. Gross nella sua newsletter di cinema. Quindi, i più famosi personaggi continueranno a funzionare, ma la cuccagna è finita per quelli minori. Va anche detto che per la Sony questo insuccesso non è un disastro commerciale: se un film come The Marvels era costato 220 milioni, Madame Web ha rappresentato una spesa di “appena” 80 milioni di dollari. Perché? Risposta semplice, che sta nei poteri speciali di Dakota Johnson: nessuna ragnatela da spruzzare dalle mani, nessun raggio laser da sparare dagli occhi. Solo un po’ di fantasia e chiaroveggenza. Cose economiche in tempi di crisi.

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