Uscito il 6 febbraio, nell'album non c'è nulla che si possa definire sbagliato ma non c'è neanche nulla che si possa definire rischioso. Ed è per questo che, secondo molti, è l'ennesima occasione persa. Forse l'ultima, per J. Cole.
Lo speciale scrittori del numero 47 di Rivista Studio
Con interviste a Donna Tartt, Emmanuel Carrère, Raven Leilani e Gerald Murnane.
Donna Tartt, Emmanuel Carrère, Raven Leilani e Gerald Murnane: sono i quattro grandi nomi della letteratura contemporanea che abbiamo intervistato per il nuovo numero di Rivista Studio, in edicola dal 25 giugno. Uno “speciale scrittori”, contenuto all’interno del numero, in cui abbiamo cercato di rappresentare un ampio spettro di approcci alla materia letteraria. Autrice di soli tre romanzi in trent’anni di carriera, l’elusiva Donna Tartt, intervistata da Grazia d’Annunzio e fotografata a New York da Jody Rogac, è l’affascinante simbolo del romanzo classico di finzione e dello scrittore isolato che parla soprattutto attraverso le pagine che produce. Se dovessimo posizionarlo su un grafico, Emmanuel Carrère si troverebbe in un quadrante opposto rispetto al suo: convinto assertore della letteratura come “luogo dove non si mente” è stato il modello dell’ondata di non fiction che ci ha investiti in questi anni; appena uscito in Italia con il suo ultimo, controverso, Yoga è stato intervistato da Eleonora Marangoni e fotografato nella sua casa di Parigi da Bettina Pittaluga.


Raven Leilani, invece, rappresenta secondo noi la letteratura del futuro: giovane autrice americana del 1990 con il suo sorprendente Chiaroscuro, uscito anche questo in Italia all’inizio del 2021, ha fatto parlare di sé per il contenuto spudorato e lo stile brillante della sua scrittura, ma anche per essere capace di intercettare con il romanzo alcuni dei temi al centro del dibattito contemporaneo, come il rapporto di potere tra sessi e le frizioni della società multietnica; l’ha intervistata per noi Francesca Pellas. In un ultimo e ancora diverso quadrante si può collocare Gerald Murnane, cerebrale 82enne australiano, oggetto negli ultimi anni di una sorprendente riscoperta partita dagli Stati Uniti e arrivata in Italia grazie al lavoro del piccolo editore Safarà. Auto-isolato in un paesino di trecento anime nella provincia di Victoria, lo ha raggiunto via lettera postale – l’unico modo in cui è possibile intervistarlo – Marco De Laurentis. La letteratura al servizio delle storie o come luogo di trasfusione della realtà; la letteratura come laboratorio del linguaggio o come centro di rappresentazione dei conflitti sociali e culturali. Non c’è un solo modo di intenderla, ovviamente, e questi quattro grandi scrittori che abbiamo il piacere di ospitare su Studio ci dimostrano quanto sia ancora vitale quest’arte spesso data per morta.


Uscito il 6 febbraio, nell'album non c'è nulla che si possa definire sbagliato ma non c'è neanche nulla che si possa definire rischioso. Ed è per questo che, secondo molti, è l'ennesima occasione persa. Forse l'ultima, per J. Cole.
I numeri sono in crescita negli Usa, in UK e anche in Italia: c'entrano collezionismo e nostalgia, ma pure il desiderio di "possedere" la musica che si ama, soprattutto per i più giovani.
Il cast principale include anche Viggo Mortensen, Edward Norton e Javier Bardem, con Alejandro G. Iñárritu a fare da produttore esecutivo.
Analogico, passatista, efficace, molto ben fatto e un po' trombone: la Berlinale l’ha dominata chi ha tentato di dimostrare che si stava meglio quando si stava peggio e che i giovani di oggi sono la peggiore generazione di sempre.
In Spagna è stato uno dei film più visti e premiati del 2025, nonostante sia un film di genere che racconta una pagina di storia traumatica come quella del terrorismo indipendentista basco. Del film, del suo successo e del suo messaggio abbiamo parlato con la regista Arantxa Echevarria.