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Il politico più popolare in India in questo momento è uno scarafaggio leader del Partito degli Scarafaggi Tutto è iniziato un po' per presa in giro un po' per protesta, ma in nemmeno una settimana il Cockroach Janta Party ha superato su Instagram il Bharatiya Janata Party del Premier Modi.
Una ricerca ha dimostrato che le civiltà non crollano per le catastrofi ma perché iniziano a consumare troppo, che è proprio quello che sta succedendo alla nostra civiltà I ricercatori hanno precisato anche che i futuri in cui ci salviamo non sono impossibili, ma «richiedono condizioni che non vediamo sulla Terra di oggi».
Non poteva che essere Michael Bay il regista del film sull’operazione Epic Fury di Trump in Iran Per l'occasione, il regista ha rimesso assieme la squadra con cui girò 13 Hours, altro notevole esempio di moderno film di propaganda.
SS26, il nuovo singolo di Charli XCX, non è né rock né dance: è moda E anche apocalisse: «Yeah we’re walking on a runway that goes straight to hell», canta Charli nel secondo singolo estratto dal suo nuovo album.
La Corte internazionale di giustizia ha stabilito che da ora in poi il diritto allo sciopero è protetto dal diritto internazionale In particolare, è tutelato dal trattato sulla libertà di associazione del 1948 dell'Organizzazione internazionale del lavoro, firmato da 158 Paesi.
Nel mondo ci sono così pochi ingegneri e ricercatori AI che le aziende di Big Tech li stanno pagando come le superstar dello sport Secondo le stime ce ne sono solo un centinaio in tutto il mondo. E in Silicon Valley sono disposti a spendere qualsiasi cifra per accaparrarseli.

La più grande libreria del mondo aprirà in Iran

11 Luglio 2016

La società iraniana è storicamente votata alla lettura, tuttavia le librerie nel Paese sono poche: in rapporto a una popolazione di quasi 80 milioni di persone, i negozi di libri sono solo 1500; in passato, inoltre, le tirature medie di un titolo si aggiravano fra le tremila e le cinquemila copie, oggi invece il dato è sceso drasticamente a 300 copie. Nonostante questo, il governo di Teheran sta facendo sforzi per promuovere la cultura; sforzi che, tuttavia, convivono in maniera inspiegabile con una forte censura. La Fiera internazionale del libro della capitale, che attira l’attenzione di più di 400 mila iraniani, è stata un’altra riproposizione di questo paradosso: al di là dei pochissimi titoli stranieri ospitati – a dispetto del nome della kermesse – nell’ultima edizione le autorità hanno rimosso 10 libri esposti e chiuso oltre 25 banchetti per adeguamento alle revisioni statali.

L’Iran è nella lista dei 10 Paesi al mondo più censurati a livello mediatico, e a gennaio il ministero della Cultura e della guida islamica ha reso la vita ancora più dura per l’editoria locale. L’iter per la pubblicazione di un libro prevede che l’opera venga innanzitutto presentata al suddetto ministero, dove viene controllata da un censore anonimo il cui compito è fare in modo che il testo si allinei con le norme della Repubblica islamica. Il processo in genere si basa sull’utilizzo del cosiddetto “metodo Ctrl-F”, usato per ricercare parole e frasi specifiche che i funzionari dell’Iran giudicano inaccettabili. In generale è soggetto a censura tutto ciò che Ali Khamenei, l’attuale Guida Suprema, reputa «un’invasione culturale dell’Occidente, un tentativo di distruggere l’identità islamica del Paese».

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D’altra parte, però, il governo iraniano ha recentemente annunciato che aprirà nel corso dei prossimi mesi la più grande libreria del mondo (in termini di metratura), titolo che secondo il Guinness dei primati è oggi detenuto dal bookshop Barnes & Noble di New York. Mahamoud Salahi, il responsabile dell’arte e della cultura dell’amministrazione di Teheran, ha dichiarato che la prossima libreria Baghe Ketab (“Il giardino del libro”, tradotto) si estenderà per circa 45 mila metri quadrati, il triplo di quella newyorkese, aggiungendo che per il progetto sono stati stanziati oltre due milioni di euro.

La più grande libreria del mondo sarà in Iran

Nel Paese si sta diffondendo anche la pratica di caricare i testi dei libri su Internet, in modo che gli stessi cittadini possano scaricarli gratuitamente bypassando la censura: capita ad esempio coi romanzi Mio zio Napoleone di Iraj Pezeshkzad e The blind owl di Sadegh Hedayat, facilmente disponibili online insieme a opere occidentali vietate nel Paese (I versi satanici di Salman Rushdie è l’esempio più classico). Sempre più comuni sono poi le biblioteche digitali, come Fidibo, e le case editrici che operano esclusivamente su Internet, tra cui compare Nogaam, che ha pubblicato oltre 20 libri di autori iraniani i cui testi non avrebbero avuto alcuna possibilità di finire nelle librerie del Paese.

In testata: una donna iraniana legge il libro Olocausto (Atta Kenare/Getty Images). Nel testo: una libreria iraniana (Behrouz Mehri/Getty Images); una donna legge Harry Potter e i doni della morte in una biblioteca di Teheran (Atta Kenare/Getty Images).
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