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14:27 domenica 2 agosto 2026
L’unica pasticceria al mondo che ha il permesso dello Studio Ghibli per fare dolcetti di Totoro è quella della cognata di Hayao Miyazaki Si chiama Shiro-Hige’s Cream Puff Factory e ne produce pochissimi alla volta: accaparrarseli è difficile quasi come riuscire a visitare il Ghibli Park.
Uno dei motivi della crisi di Ceuta sarebbe una sentenza della Corte Suprema spagnola che stabilisce che i migranti che arrivano in Spagna a nuoto non possono essere respinti Migliaia di persone sono entrate in una settimana aggirando a nuoto un frangiflutti. Non possono essere respinte perché non hanno aggirato nessuna barriera fisica.
Per festeggiare il 25esimo anniversario di Drukqs, Aphex Twin ha fatto una ristampa del disco in vinile, cd e pure musicassetta Con questa ristampa Aphex Twin raggiunge anche un traguardo personale: ora tutti i suoi album sono disponibili in vinile.
Da un grande problema con gli incendi boschivi derivano grandi problemi con le assicurazioni e i risarcimenti Il 75 per cento dei danni da catastrofe naturale in Europa non è coperto da nessuna polizza assicurativa, e la quota cresce ogni estate. In più, i danni causati dagli incendi non sono comunque coperti da queste polizze.
A Firenze aprirà il primo centro italiano specializzato in prevenzione e cura della dipendenza da social Aprirà subito dopo l'estate e si chiama Discover - Fuori dal guscio, accoglierà ragazzi e ragazze dai 10 ai 25 anni di età.
Finché potremo vedere e rivedere all’infinito quella scena di Drive, di Kavinsky non ci dimenticheremo mai È morto a 50 anni uno dei grandi protagonisti della scena elettronica. Di lui resta tanto ma soprattutto una canzone, Nightcall, pezzo fondamentale di un film indimenticabile.
C’è un motore di ricerca che vuole rendere accessibili liberamente e gratuitamente tutte le opere d’arte conservate in tutti i musei del mondo Su The Last Museum si trovano già 5,8 milioni di opere e l'archivio continua a crescere giorno dopo giorno. L'obiettivo è raccogliere tutta l'arte di tutti i tempi.
Sta per uscire un libro che raccoglie centinaia di schizzi e bozzetti di Yohji Yamamoto ritrovati per caso in un magazzino di Tokyo Si intitola Yohji Yamamoto Drawings, la curatela è di Peter Saville e i disegni sono stati selezionati da Yamamoto in persona.

Il social Satyricon di Filippo Ceccarelli

Lì dentro. Gli italiani nei social è un racconto coinvolgente e affettuoso di tutte le assurdità che gli italiani mostrano su Internet, la conferma della tradizione farsesca che da sempre tiene assieme il nostro Paese.

10 Maggio 2022

Non c’è nulla di più rassicurante di accorgersi che, in fondo, tutto è già successo, che non c’è niente di nuovo, le cose si ripetono, che non è vero che fatta l’Italia si dovevano fare gli italiani perché gli italiani c’erano già, prima dell’unità, prima dei Rinascimento, dei Comuni e delle Signorie, del Cristianesimo, quando latini non stava ancora per sinonimo di sudamericani e forse prima ancora. Sì, essere rassicuranti è passibile di accuse semplici e solite, si rischia immediatamente di finire associati al cinismo del “ma che ce frega, ma che ce importa” o pure del “chi ha avuto ha avuto ha avuto, scurdammoce o passato” che sono comunque tracce di un carattere atavico, ma la placida serenità di cui si fa scorta con la lettura di Lì dentro. Gli italiani nei social (Feltrinelli) di Filippo Ceccarelli è diversa, ha più a che fare con la serenità della filosofia antica, lasciare che le cose scorrano, non darsi il peso di cambiarle perché sarebbe impossibile, farsi affascinare dalla vitalità delle persone, accettare come umane anche le situazioni più assurde, soprattutto le più assurde, senza moralismi, senza malizia, quasi con affetto, con disincanto e distacco. Il libro è un Satyricon dell’Italia di oggi e, d’altra parte, già gli antichi si erano accorti che epica, commedia e tragedia da noi fossero importate e che l’unico tratto davvero originale degli italiani fosse la satira. L’imitazione della realtà per cui tutto ciò che accade sembra in fondo già visto e giù successo. Perfino un colpo di Stato, da noi, può apparire di seconda mano, immediatamente come farsa, senza passare dalla tragedia. Anche l’assalto di Capitol Hill, dopotutto, non spaventa troppo, Jake Angeli è anche un po’ italiano, e poi, a guardare bene, c’è già stato qualcosa di simile e comunque siamo riusciti a tirare avanti. E, d’altra parte, qui poi ci conosciamo tutti.

Ceccarelli ha una curiosità vorace e coinvolgente per tutto il campionario umano che gli italiani mettono in mostra sui social, soprattutto su Instagram, con la naturalezza di cui sono capaci. I profili con le Panda fotografate dai paesini più sconosciuti, le cascate trionfanti di salumi, le esibizioni più sfrenate, i politici fieri di aver fatto il picco di share o che vogliono ballare in tv, i critici d’arte che discettano di chem-sex, le parodie più tremende, quelle realizzate con la sapienza di parodiare qualcosa, e – ancora meglio – quelle realizzate senza la consapevolezza di essere parodici. Diceva Orson Welles che Roberto Rossellini aveva avuto vita facile da regista perché gli italiani sono tutti attori e dunque basta accendere una camera per sentirsi registi, cosa che – al netto dell’insolenza a Rossellini – e un po’ quanto diceva Stendhal sul fatto che agli italiani il teatro, il cinema non c’era ancora, ma la performance è simile, viene naturale. E dunque è bastato mettergli una videocamera in tasca perché si scatenassero e mostrassero corpo e anima, in ugual misura, con uguale entusiasmo. Una vitalità, come si diceva, all’insegna dell’eterno ritorno. Dove i tipi sono gli stessi identici dell’antica farsa atellana di duemila anni fa. E così mentre lì c’erano il mangione tonto, Maccus, il vecchio rimbambito, Pappus, il furbacchione Dossennus e il tronfio e pieno di sé, Bucco, oggi abbiamo gli scandali con l’abbuffata di cozze pelose a spese della collettività, le truffe con schemi piramidali di cartapesta, il generale Pappalardo, il buongiornismo, Mark Caltagirone e Francesca Cipriani. Tipi già transitati nella commedia di Plauto o in Petronio, e poi nella novellistica medievale e quindi nella commedia dell’arte, e attraverso le maschere e la commedia all’italiana fino a noi. Per cui la moglie di un politico che usa account falsi per criticare avversari politici ma poi si fa sgamare è una cosa da novella, il giornalista che scopre di poter lucrare se trasforma il suo personaggio in un fulminato sulla via di Damasco poteva essere un epigramma di Marziale, fino ai politici che, nel segreto dell’urna, si sfidano a colpi di nomi buffi da proporre al Quirinale per suscitare quel mesto sghignazzo che, ormai, pare obbligato a ogni scrutinio.

Tuttavia, c’è forse una piccola novità che ci hanno offerto le nuove tecnologie, se non nello spirito quantomeno nella modalità con cui lo condividiamo. Ceccarelli racconta che buona parte delle centinaia di video e immagini commentate nel libro sono frutto di uno scambio continuo col figlio, Giacomo, prima Caronte nel mondo dei social per il padre, e poi primo amico e prediletto destinatario di segnalazioni. Ecco, non c’è nulla ormai che faccia più disperare nella capacità degli esseri umani di poter comunicare realmente tra loro, che condividere sui social certe immagini. Tutto è ammalato di premesse, di distinguo, di repliche che si credono puntute, ma che sono in realtà del tutto fuori fuoco. Così che l’entropia ti fa passare la voglia e ti fa rifugiare nel privato e nel silenzio. Per non passare la giornata sommerso di notifiche di persone che non hanno capito e, come diceva il saggio, non c’è niente da capire se non l’hai capito già. Sapere, invece, che ci può essere fiducia reale con qualcuno e che si può condividere – nel senso pre-social – realmente qualcosa con qualcuno, senza precisazioni o spiegazioni, resta ancora un valore inestimabile. Tutti i più fortunati hanno almeno un Giacomo a cui inviare quel video del personaggio in cerca d’autore che si mette in ridicolo sui social. Sapendo che, però, lo si condivide con tenerezza e senza cattiveria, giusto perché tutto il resto torni nella giusta dimensione, quella di sempre.

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Dal leggendario "plagio" di Murnau alla serie audio, prodotta da Audible, che verrà presentata durante la prossima Mostra del cinema di Venezia. Sono cento anni che adattiamo, trasformiamo, temiamo e amiamo il vampiro. E il suo fascino non fa che aumentare.