Se lo chiede Chiara Barzini, autrice de L'ultima acqua, saggio narrativo sulla città californiana, di cui pubblichiamo l'introduzione.
Il trasferimento del Leoncavallo in via San Dionigi è saltato e adesso non si sa che ne sarà del centro sociale
A cinque mesi dallo sgombero di via Watteau, l'ipotesi via San Dionigi è definitivamente tramontata e ora non si sa come procedere.
A cinque mesi dallo sgombero del Leoncavallo dall’area ex industriale di via Watteau, il futuro del centro sociale sembra più incerto che mai. È però esclusa la soluzione di via San Dionigi, indicata in precedenza dal Comune di Milano come alternativa. L’associazione che gestisce il Leoncavallo è stata formalmente esclusa dal bando per la cessione dei diritti di superficie dello stabile, confermando così la rinuncia già annunciata dal collettivo. Tra le motivazioni ci sono l’inagibilità dell’area, la presenza di amianto e i costi elevati di bonifica, oltre a una collocazione ritenuta isolata e insicura.
In un post pubblicato su Instagram, il Leoncavallo ha annunciato in queste ore un rientro temporaneo in via Watteau per mettere in salvo l’archivio storico, a rischio deterioramento dopo mesi di abbandono. L’archivio Fausto e Iaio, frutto di decenni di lavoro, archiviazione e conservazione, comprende tantissimi documenti, testimonianze e opere che racconta la storia delle controculture italiani e dei centri sociali internazionali. Una memoria storica il cui valore è già stato riconosciuto e messo sotto tutela dalla Soprintendenza. Dopo essere rimasto per mesi nello stabile sgomberato, vuoto ma allo stesso tempo videosorvegliato, è stato spostato per evitarne il deterioramento. Sarà ospitato temporaneamente dall’Archivio del Lavoro Cgil a Sesto San Giovanni.
Nel post, il Leoncavallo racconta anche come l’area di via Watteau sia passata «da luogo vivo, culturale e politico» a spazio formalmente sorvegliato ma di fatto abbandonato, senza interventi di manutenzione e senza indicazioni sul futuro utilizzo, nonostante le richieste avanzate anche dal Comune di Milano ai proprietari. Nel messaggio, il collettivo ribadisce di non voler rimanere senza casa e di puntare a una soluzione stabile che permetta di riprendere le attività culturali, sociali e di mutuo soccorso. Allo stesso tempo, sempre più persone vicine al Leoncavallo ripropongono un via Watteau come unica, vera soluzione, ovviamente previa regolarizzazione. Un’ipotesi che, secondo quanto riportato da più media, resterebbe allo studio anche da parte dell’amministrazione comunale.
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