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Uscirà un film su Colazione da Tiffany e a interpretare Audrey Hepburn sarà Lily Collins La protagonista di Emily in Paris, abbastanza a sorpresa, è stata preferita a Rooney Mara e ad Ariana Grande.
Secondo un report dell’Onu, sono 606 i migranti morti nel Mediterraneo soltanto nei primi due mesi del 2026 Per l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni si tratta del peggior inizio di anno da quando si è iniziato a tenere traccia di queste tragedie.
Tra le ultime aggiunte alla prestigiosissima Criterion Collection c’è anche KPop Demon Hunters Sarà contento Park Chan-wook, che ha detto di essere anche lui un grande appassionato di KPop Demon Hunters.
C’è un sito che digitalizza vecchie musicassette trovate per caso in tutto il mondo Si chiama Intertapes e ogni musicassetta viene catalogata non solo per la musica o le registrazioni che contiene ma anche per la grafica e i colori.
La bandiera di One Piece è arrivata anche a Sanremo grazie a Tommaso Paradiso Il cantante è un fan sfegatato del manga di Eiichiro Oda e ha deciso di portarsi questa sua passione anche sul green carpet dell'Ariston.
Il Vaticano ha annunciato che le messe nella basilica di San Pietro avranno una traduzione simultanea in 60 lingue fatta dall’AI L'AI in questione si chiama Lara e verrà presentata in occasione dei festeggiamenti per i 400 anni della Basilica.
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.
Alla cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina, Ilia Malinin si è esibito indossando dei jeans Balmain da 1100 dollari Il pezzo era abbinato a una felpa del rapper NF: nel suo insieme, il look sembrava suggerire una riflessione sulla salute mentale nello sport.

È scomparsa la critica e curatrice d’arte Lea Vergine

20 Ottobre 2020

«Quando arriva, dopo molti mesi di rinvii, il momento in cui non si può più differire la stesura di un’introduzione che è cimento e certame, si fumano quaranta “serraglio” al giorno, ci si chiude in casa sperando di ammalarsi, si pasteggia ad ansiolitici, si legge Gian Battista Vico, si raccolgono gli sparsi appunti, le larve, le scalette, messe giù con la speranza che – tanto – poi – al momento – basterà – cucirli – insieme – perché – ormai – tutto – è – nella – testa, si mendica l’attenzione di qualche figura amica e le si legge il risultato di tutto questo». È l’incipit di L’altra metà dell’avanguardia 1910-1940, Pittrici e scultrici nei movimenti delle avanguardie storiche, del 1980. Un libro fondamentale per la storia dell’arte contemporanea, come tutti i libri di Lea Vergine, nota critica d’arte italiana e compagna di Enzo Mari, scomparsa a 82 anni a meno di 24 ore dalla morte del grande designer, con cui era ricoverata in ospedale.

Nata a Napoli nel 1935, Lea Vergine aveva iniziato la sua carriera negli anni ’60, sempre a Napoli, per poi trasferirsi a Milano. Della sua vita ne aveva parlato con Antonio Gnoli su La Repubblica nel 2014, «venni concepita, fuori dal matrimonio, da una fanciulla totalmente estranea al mondo di mio padre. Una ragazza povera, bella e sventata. Nel 1938 non si davano nozze riparatrici. Mio padre, famiglia borghese, si presentò a mia nonna e disse: “Mammà, ho una figlia”». Divenuta internazionalmente celebre con il volume Il corpo come linguaggio. Body Art e storie simili edito nel 1974, primo saggio dedicato alla corrente realizzato analizzando e facendosi fornire il materiale direttamente dagli artisti, Vergine è considerata da allora la massima esperta italiana delle pratiche artistiche legate all’uso del corpo come mezzo di espressione. A quella pubblicazione seguirono altrettanti successi, come L’altra metà dell’avanguardia, dedicata al ruolo delle donne nelle correnti artistiche del XX secolo, e L’arte non è faccenda di persone perbene.

Nella sua carriera ha curato numerose mostre come L’altra metà dell’avanguardia, nel 1980 a Palazzo Reale di Milano, e poi Trash. Quando i rifiuti diventano arte, al MART di Rovereto, e allo stesso museo aveva curato anche, con Giorgio Verzotti, Il Bello e le Bestie. Tra gli altri volumi anche Arte in trincea, edito nel 1996 per Skira e Necessario è solo il superfluo. Collaboratrice sin dal 1973 di quotidiani come Il manifesto, una serie di suoi articoli pubblicati in vari quotidiani si trovano anche nel volume Ininterrotti transiti, pubblicato da Skira nel 2001.

Di Enzo Mari, ne ha sempre parlato come di un grande amore: «Mi sarei volentieri trasferita a Roma, volevo vivere nella bellezza meteca e sguaiata di quella città. Per Enzo decisi di andare a Milano. Era il 1966. Stiamo insieme da 48 anni. E nei suoi riguardi ho sviluppato un’ossessione amorosa», ha detto sempre a Repubblica. S’incontrarono a Napoli, dove lei viveva, su invito di Giulio Carlo Argan. Qui lavorarono per un anno a Linea Struttura, una nuova rivista d’avanguardia, ma tra i due predestinati non successe niente. A progetto concluso, era il 1966, esplose «l’incontenibile mistero delle coppie», come lo chiamava lei. «Avevamo entrambi altri matrimoni contratti quasi da bambini. E con scandalo generale dopo cinque o sei mesi andammo a vivere insieme», lo raccontava sempre a La Repubblica ma nel 2012, sulla loro coppia agli antipodi (Vergine di arte, musica e letteratura ne sapeva più di chiunque altro, Mari invece era esperto di piante, animali, muffe, bacilli, «ma eravamo d’accordo sui film, e su tutte le altre cose importanti»), che funzionava benissimo.

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