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20:40 martedì 10 febbraio 2026
La pergamena lunga 36 metri sulla quale Jack Kerouac scrisse la prima stesura di Sulla strada andrà all’asta La basa d'asta è fissata a due milioni e mezzo di dollari, per un oggetto diventato quasi leggendario tra gli appassionati di letteratura americana.
Per addestrare la sua intelligenza artificiale, l’azienda Anthropic avrebbe comprato, scansionato e poi distrutto due milioni di libri usati L'azienda avrebbe approfittato di un cavillo legale e sostiene di avere tutto il diritto di usare in questa maniera libri che ha regolarmente acquistato.
Maison Margiela ha reso disponibile il suo intero archivio, per tutti, gratuitamente, su Dropbox L'iniziativa fa parte del progetto MaisonMargiela/folders, che porterà il brand in Cina con 4 mostre, e una sfilata programmata ad aprile.
Su Vanity Fair è uscita la prima intervista mai fatta a Bianca Censori Per la prima volta ha parlato di sé, in occasione della mostra che sta presentando a Seoul (anche se, ovviamente, Ye si è messo in mezzo).
Il governo francese invierà una lettera a tutti i 29enni del Paese per invitarli a fare figli prima che sia troppo tardi È parte di una campagna per contrastare la denatalità e informare su salute riproduttiva e sessuale. Ma in molti l'hanno accolta abbastanza male.
Le compagnie aeree stanno cancellando i voli verso Cuba perché sull’isola non c’è abbastanza carburante per fare rifornimento e ripartire C'entra l'embargo degli Stati Uniti e la crisi in Venezuela, la situazione è talmente grave che già a marzo Cuba potrebbe non avere più benzina.
All’Halftime Show alternativo dei trumpiani c’erano a malapena 200 spettatori Nel frattempo, lo spettacolo di Bad Bunny è diventato il più visto nella storia del Super Bowl, con 135 milioni di spettatori.
A gennaio 2026 in tutta la Norvegia sono state acquistate soltanto sette auto a benzina E 29 auto ibride, 98 diesel, mentre le elettriche sono più di 2000: queste ultime costituiscono il 96 per cento delle auto acquistate in tutto il 2025.

In Inghilterra alcune aziende stanno sperimentando la settimana lavorativa di 4 giorni

05 Novembre 2018

Secondo quanto riportato dal Guardian, gli inglesi trascorrono un sacco di tempo in azienda (la loro permanenza al lavoro si posiziona tra le più lunghe in Europa: in media fanno 10 ore di straordinari a settimana, spesso non pagati, e 34 minuti di pausa pranzo). Nonostante ciò le statistiche li includono tra i lavoratori meno produttivi. Da qualche mese, alcune aziende stanno cercando di cambiare le cose, partendo dall’assunto che un dipendente stanco e depresso perché lavora troppo non fa bene il suo lavoro e quindi, evidentemente, nuoce all’azienda. Il Guardian raccoglie la testimonianza di Rich Leigh, dirigente della Radioactive PR, una delle compagnie che, con lo scopo di migliorare il rendimento dei lavoratori, ha adottato quello che sarebbe un po’ il sogno di tutti noi: una settimana di 4 giorni, pagata come fossero 5.

Lunch Break (1989), una scultura dell’artista americano Duane Hanson (Michael Latz/Afp/Getty Images)

Un cambiamento possibile grazie a qualche piccolo sacrificio, accettato volentieri dai lavoratori: la riduzione della pausa pranzo, ridotta a soli 45 minuti, e il 20% in meno di ferie. A quanto pare dopo una prova di 6 settimane, la Radioactive PR e le altre aziende che hanno partecipato all’esperimento non hanno rivelato alcuna diminuzione nel ritmo di produzione, anzi: in alcuni casi hanno perfino registrato segnali di crescita. «Ci sono due modi per fare soldi nel mio settore», ha spiegato il direttore dell’agenzia di pubbliche relazioni, «mantenere i clienti e trovarne di nuovi: se il mio staff è composto da persone avvilite, diventano entrambi obiettivi difficili da raggiungere».

Non è l’unico tentativo recente, questo, di migliorare le condizioni dei lavoratori in Europa. In Francia, ad esempio, è stato approvato qualche mese fa un regolamento secondo il quale rispondere alle e-mail fuori dagli orari di lavoro sarebbe illegale: i dati dimostrano che, in media, nell’arco di una settimana, i francesi si sono dimostrati più produttivi dei loro colleghi inglesi.

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