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La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.
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La storia del mega-hotel in Corea del Nord che non ha mai avuto un solo ospite

26 Marzo 2021

C’è un edificio che spunta sempre nelle foto di Pyongyang, la capitale della Corea del Nord, e non figura tra i monumenti d’interesse. È immenso, supera di qualche metro la Torre Eiffel: doveva essere il Ryugyong Hotel ma è soprannominato dagli abitanti “hotel della sventura”, perché dal 1987, quando è stato costruito, non ha mai ospitato nessuno. Nemmeno un ospite. Sono 105 piani che avrebbero dovuto accogliere 3,000 persone, cinque ristoranti panoramici e varie piattaforme d’osservazione.

Uno spettacolo propagandistico di fronte all’hotel Ryugyong

Nell’88 in piena guerra fredda, come racconta Designtaxi, quando in Corea del Sud Seoul si preparava a ospitare le Olimpiadi estive, la capitale nordcoreana ha deciso di tenere il Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti, giornate di propaganda sovietica che prima avevano luogo, appunto, nell’Unione Sovietica. Viene così costruito l’hotel Ryugyong, con l’aiuto di fondi sovietici. Per problemi di organizzazione l’hotel non viene ultimato in tempo per ospitare il festival e i lavori vengono posticipati di qualche anno. Intanto l’URSS crolla e con questa spariscono anche i fondi di finanziamento. Resta un blocco di cemento alto 300 metri a forma piramidale, che in realtà dovrebbe rimandare a una montagna, simbolo della nascita dell’allora imperatore Kim II-sung.

Quella che sarebbe dovuta essere la lobby

Quella che sarebbe dovuta essere la lobby dell’hotel

Fino al 2008, quando una compagnia egiziana incaricata di installare la rete 3G nello Stato non riprende i lavori e inserisce le lastre di vetro perimetrali visibili oggi. Ma la costruzione viene di nuovo abbandonata. Per qualche mese nel 2012 si parla della presa in gestione della catena d’hotel tedesca Kempinski, ma per divergenze politiche l’accordo non va avanti così, da allora, iniziano a circolare delle foto impressionanti dell’interno, completamente vuoto e pieno di polvere. Dal 2018, nonostante ancora l’hotel non ospiti nessuno, la facciata, rinnovata con luci LED, proietta lo spettacolo di luci più spettacolare della Corea del Nord, che diviene contemporaneamente anche un veicolo di propaganda. Sull’hotel passano programmi storici sulla nazione, slogan politici, immagini di missili e gli ultimi piani proiettano un’enorme bandiera nordcoreana.

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