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07:38 lunedì 29 giugno 2026
CAM Sugar ha svelato delle foto mai viste prima dello studio di Ennio Morricone Sono state mostrate nella conferenza stampa di presentazione del Festival Internazionale delle Colonne Sonore, organizzato da CAM Sugar e Triennale Milano.
C’è un gioco da tavolo in cui la missione è organizzare e compiere un attentato contro Mussolini Si intitola Attento al dvce! ed è un racconto delle «gesta di poche persone, spesso sole e mal organizzate ma colme di rabbia, coraggio e soprattutto di speranza in un mondo nuovo libero dal fascismo».
Si è scoperto che Peter Thiel ha fondato una società segreta in cui le persone più ricche e potenti del mondo si ritrovano per parlare di argomenti piuttosto strani Tra gli incontri organizzati da questo curioso club figurano "Fondiamo una setta" e "Come va la tua vita sessuale?".
Per combattere l’ondata di caldo, i cinema indipendenti di Parigi hanno lanciato il Cine-clim, cioè proiezioni gratuite nelle sale con l’aria condizionata nelle ore più calde della giornata Dalle 13 alle 16, un film gratis, in una sala fresca, con precedenza a under 25, over 65, donne e persone disabili.
L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
C’è un mobile game che ti fa “collezionare” i gatti randagi che incontri per strada come i Pokémon in Pokémon Go Si chiama CatchCat e ha anche un archivio, molto simile a un Pokedex, in cui i gatti vengono classificati con statistiche e punti esperienza.
Quello che sta investendo l’Europa è un evento climatico estremo chiamato omega block Si tratta di un fronte di alta pressione intrappolato tra due di bassa pressione. In sostanza, di una "cupola" di aria calda schiacciata sul continente.

La triste, breve vita della pizza di McDonald’s

04 Aprile 2017

Gli anni Ottanta sono ricordati per avere creato molte cose kitsch e assurde. Una di queste è la pizza di McDonald’s. A partire dal 1986 infatti il gigante del fast food ha cominciato a studiare la produzione e la vendita di pizza nei suoi locali statunitensi, mettendola in commercio nel 1989: l’esperimento però non andò molto bene e infatti, come tutti sanno, oggi McDonald’s non vende più pizza, né negli Usa, né da nessun’altra parte. La triste, breve vita della pizza di McDonald’s è stata raccontata da un articolo di Atlas Obscura, mentre in precedenza ne aveva parlato Mental Floss

mcdonald's pizza

L’idea di produrre pizza nasceva da un problema ben preciso: in quel periodo la catena infatti godeva di ottimo successo negli orari del pranzo e della prima colazione, però i clienti stentavano a presentarsi a cena. Il problema, pensarono i dirigenti, è che gli hamburger erano percepiti come qualcosa da mangiare al volo, dunque più adatti alla pausa pranzo, dunque occorreva iniziare a offrire pietanze più tipicamente associate alla cena (per lo meno nel Nord America): la pizza sembrava un candidato ideale. Dopo avere progettato dei forni appositi, la società cominciò a vendere pizza, in via sperimentale, in circa una ventina di negozi tra l’Indiana e il Kentucky. In breve la vendita di pizza fu estesa: entro i primi anni Novanta, circa il 40 per cento dei McDonald’s sul territorio statunitense vendevano pizza, riporta il Chicago Tribune.

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Tuttavia la pizza del McDonald’s presentava una serie di problemi. Tanto per cominciare, richiedeva più tempo per essere preparata, complicando l’economia temporale che era alla base del modello economico della catena. Questo la rendeva anche inadatta per il drive-thru, per non parlare del fatto che le pizze (che erano family-size, tipo quelle di Domino’s, non passavano per la finestrella). Inoltre, proprio a causa del tempo maggiore richiesto dalla sua preparazione, la pizza costava di più degli hamburger, e i clienti diventavano più restii a comprarla. Così, nel giro di pochi anni, la maggior parte dei McDonald’s che vendevano pizza smisero di farlo e il prodotto finì per scomparire intorno al Duemila.

Stando alla McDonald’s Wiki esisterebbero ancora tre negozi dove la pizza è in vendita. La pagina non è aggiornata dal 2015, però due report recenti confermano l’esistenza di almeno due negozi: Munchies racconta di un McDonald’s a Spencer, una cittadina del West Virginia, che persiste nella vendita di pizza, mentre Atlas Obscura dice che ce n’è un altro a Pomeroy, nell’Ohio. C’è però chi ancora non si è rassegnato alla scomparsa della McPizza. Brian Thompson, un ragazzo cresciuto nella Louisiana ma che oggi vive a Los Angeles, ha creato un podcast monotematico intitolato “Whatever Happened to Pizza at McDonald’s“, dove ogni puntata è dedicata alla stessa domanda: che cosa è successo alla pizza di McDonald’s? Lo show, giunto a 25 episodi e dall’intento evidentemente comico, include Thompson che, presentandosi come «giornalista investigativo», trolla i dipendenti della catena sulla scomparsa della pietanza.

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