Ma c'è un ma: al momento, questa versione restaurata verrà distribuita, paradossalmente, solo negli Usa e non in Italia.
Netflix farà un reboot della Casa nella prateria
Le proprietà intellettuali ancora libere sono sempre meno, bisogna fare con quel che rimane e quindi eccoci al reboot della Casa nella prateria di Netflix. Come scrive Joe Otterson su Variety, Netflix ha affidato il progetto a Rebecca Sonnenshine (che in passato ha lavorato, tra le altre cose, su The Boys e The Vampiere Diaries), che avrà il ruolo di showrunner e di produttrice esecutiva. «Mi sono innamorata di questi libri (quelli di Laura Ingalls Wilder, editi in Italia da Gallucci, da cui fu tratta la Nbc trasse la serie negli anni ’70) quando avevo cinque anni. È grazie a loro che ho deciso di fare la scrittrice e la regista, sono onorata ed emozionata all’idea di adattare queste storie, assieme a Netflix, per il pubblico di tutto il mondo», ha detto Sonneshine. Al momento della serie non si sa ancora niente, non c’è un cast né una data d’inizio delle riprese. Sappiamo solo quello che ha detto Jinny Howe, vice president of drama series di Netflix, che ha spiegato il “tono” che la serie avrà. Sarà una versione fresca della stessa storia che in tanti hanno amato e ricordano, ha detto Howe. «Siamo felici di lavorare a una serie in cui i temi di speranza e ottimismo sono così importanti», sottolineando che è questo che gli spettatori troveranno nella nuova Casa nella prateria.
In cima al botteghino italiano e mondiale, il film di Phil Lord e Christopher Miller fa due cose in maniera eccellente: conferma il talento comico di Ryan Gosling e ci ricorda che si può ridere anche alla fine del mondo.
Vincitore del premio per la migliore opera prima all'ultimo Festival di Cannes, il film parla di una bambina a cui viene affidato un compito impossibile nell'Iraq di Saddam Hussein. Ma, in realtà, è una disperata difesa della sacralità dell'infanzia.