Amazon avrebbe dovuto essere il main sponsor del Festival du Livre de Paris, principale fiera letteraria francese. Il Syndicat de la Librairie Française si è opposto.
Netflix farà un reboot della Casa nella prateria
Le proprietà intellettuali ancora libere sono sempre meno, bisogna fare con quel che rimane e quindi eccoci al reboot della Casa nella prateria di Netflix. Come scrive Joe Otterson su Variety, Netflix ha affidato il progetto a Rebecca Sonnenshine (che in passato ha lavorato, tra le altre cose, su The Boys e The Vampiere Diaries), che avrà il ruolo di showrunner e di produttrice esecutiva. «Mi sono innamorata di questi libri (quelli di Laura Ingalls Wilder, editi in Italia da Gallucci, da cui fu tratta la Nbc trasse la serie negli anni ’70) quando avevo cinque anni. È grazie a loro che ho deciso di fare la scrittrice e la regista, sono onorata ed emozionata all’idea di adattare queste storie, assieme a Netflix, per il pubblico di tutto il mondo», ha detto Sonneshine. Al momento della serie non si sa ancora niente, non c’è un cast né una data d’inizio delle riprese. Sappiamo solo quello che ha detto Jinny Howe, vice president of drama series di Netflix, che ha spiegato il “tono” che la serie avrà. Sarà una versione fresca della stessa storia che in tanti hanno amato e ricordano, ha detto Howe. «Siamo felici di lavorare a una serie in cui i temi di speranza e ottimismo sono così importanti», sottolineando che è questo che gli spettatori troveranno nella nuova Casa nella prateria.
Lo scrittore ha recentemente ribadito che «non è dell'umore giusto» per scrivere il finale, gettando nello sconforto chi da anni lo attende. Ma il tormentato rapporto con la sua opera più famosa dice molto su cosa significhi oggi essere uno scrittore di successo.
Il film racconta con un misto di cinismo e rassegnazione la realtà di chi oggi prova a intraprendere una qualsiasi carriera artistica, tra illusioni di radicalità, privilegi, soldi e tempo che non bastano mai. Ne abbiamo parlato con la regista.