Il nuovo disco della band di Damon Albarn è un'opera ricchissima in cui una miriade di armonie e voci scrivono un racconto che parla di vita, morte, lutto, accettazione e ripartenza. Con un messaggio a tenere assieme tutto: sopravvive solo chi si lascia andare.
Netflix farà un reboot della Casa nella prateria
Le proprietà intellettuali ancora libere sono sempre meno, bisogna fare con quel che rimane e quindi eccoci al reboot della Casa nella prateria di Netflix. Come scrive Joe Otterson su Variety, Netflix ha affidato il progetto a Rebecca Sonnenshine (che in passato ha lavorato, tra le altre cose, su The Boys e The Vampiere Diaries), che avrà il ruolo di showrunner e di produttrice esecutiva. «Mi sono innamorata di questi libri (quelli di Laura Ingalls Wilder, editi in Italia da Gallucci, da cui fu tratta la Nbc trasse la serie negli anni ’70) quando avevo cinque anni. È grazie a loro che ho deciso di fare la scrittrice e la regista, sono onorata ed emozionata all’idea di adattare queste storie, assieme a Netflix, per il pubblico di tutto il mondo», ha detto Sonneshine. Al momento della serie non si sa ancora niente, non c’è un cast né una data d’inizio delle riprese. Sappiamo solo quello che ha detto Jinny Howe, vice president of drama series di Netflix, che ha spiegato il “tono” che la serie avrà. Sarà una versione fresca della stessa storia che in tanti hanno amato e ricordano, ha detto Howe. «Siamo felici di lavorare a una serie in cui i temi di speranza e ottimismo sono così importanti», sottolineando che è questo che gli spettatori troveranno nella nuova Casa nella prateria.
Il nuovo disco della band di Damon Albarn è un'opera ricchissima in cui una miriade di armonie e voci scrivono un racconto che parla di vita, morte, lutto, accettazione e ripartenza. Con un messaggio a tenere assieme tutto: sopravvive solo chi si lascia andare.
Invece di celebrare per l'ennesima volta il funerale delle riviste indie, sarebbe più utile parlare di come gli algoritmi e la frammentazione del pubblico stiano trasformando il fare un giornale in un'impresa impossibile.
Chi chiamerà e confesserà avrà una corsia preferenziale per acquistare una versione in miniatura della sua opera "The Ninth Hour", quella che ritrae Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite.
Prodotto da A24, il film è diretto dal 20enne Kane Parsons, che ha fatto diventare le backrooms un mito internettiano grazie a dei corti pubblicati su YouTube quando di anni ne aveva appena 16.