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17:34 giovedì 20 agosto 2026
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
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David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.

Kim Kardashian ha detto di avere dei mobili di Donald Judd, ma la Fondazione Donald Judd dice che sono falsi

29 Marzo 2024

Continua la crisi delle influencer, e dopo il Balocco-gate di Chiara Ferragni, ecco la sua versione più intellettuale, visto che siamo nella primavera della Design Week: il Donald Judd-gate che coinvolge Kim Kardashian. Nasce tutto da un video del 2022 in cui KK mostra ai suoi follower il suo nuovo ufficio: quasi 4 mila metri quadri tutti naturalmente nei toni beige e marroncini di qualsiasi casa di influencer moderni. A un certo punto Kardashian si avvicina a un massiccio tavolo e dice: «Questi tavoli di Donald Judd sono veramente fantastici, e si fondono completamente con le sedie» (le sedie scompaiono, se “messe sotto” al tavolo).

Per chi si chiedesse, a questo punto, chi è Donald Judd: è stato uno dei più importanti artisti minimalisti del Novecento, ma negli anni Settanta si è anche messo a disegnare mobili. Tavoli, sedie, panche e scaffalature. Sono pezzi di culto, costano cifre astronomiche e hanno, negli ultimi anni e grazie a Instagram, ottenuto una fanbase sempre più ampia. Che include, evidentemente, la regina delle influencer. Che però, dice la Donald Judd Foundation, non possiede nessun pezzo originale del designer americano, e certamente quelli mostrati nel video non sono stati disegnati da Judd.

La Fondazione ha quindi fatto causa a Kardashian, accusata di mentire, e al brand Clements Design, che a quanto pare è l’azienda produttrice di quei tavoli che sono un po’ troppo ispirati a quelli di Judd. Kim non ha più rilasciato dichiarazioni, mentre Clements Design ha detto che ci sono «evidenti differenze» tra i loro mobili e quelli di Judd.

Tutto questo risale come detto a due anni fa, e il video in questione, su YouTube, è nel frattempo stato visto più di 3,6 milioni di volte. La causa però è arrivata sui giornali solo in questi giorni, e di conseguenza il video è stato tolto dal canale. Tuttavia sappiamo che i pezzi di Judd “evocati” dai falsi di Kardashian sono il tavolo La Mansana Table 22 e la sedia Chair 84. Il primo costa 90 mila dollari, e negli ultimi 15 anni ne sono state vendute soltanto 3 pezzi, mentre le sedie costano 9 mila dollari l’una. Megan Banningan, una degli avvocati che rappresenta la Judd Foundation, ha commentato in modo adorabilmente snob: «Non vogliamo essere confusi con Kim Kardashian. Rispettiamo quello che fa, ma non vogliamo essere coinvolti».

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